Il bastone di Mosè

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Lo Spirito che si rivelò a Mosè presentò la sua identità dicendo IO SONO QUELLO CHE SONO. L’affermazione è certamente giustificata dall’impossibilità a capire da parte di un uomo, ma può celare anche l’intenzione di non farsi capire. Per quanto “conosco” lo Spirito divino è l’Assoluto che mette in vita. In quanto Assoluto può mettere in vita solo il suo assoluto, cioè, la vita, non ciò che vive a causa del suo principio. A causa del suo principio, a mettere in vita i viventi sono i viventi, quindi, solo un altro serpente. Per come la vedo non credo sia stato lo Spirito di Dio quello apparso a Mosè sul Sinai. Certamente fu Spirito potente ma questo non prova quanto veridico. Per quanto ci dicono su quella storia, lo Spirito sul Sinai diede vita al bastone di Mosè trasformandolo in un serpente. Mosè, sempre a quanto ci dicono, fu la suprema guida di un popolo. Non è scritto da nessuna parte (o almeno non mi è capitato di leggerlo) che fu anche un simbolista. Se lo fosse stato, non avrebbe dato pieno credito a quella forza e alla corrispondente potenza. Simbolicamente parlando il serpente rappresenta il Dubbio. Lo rappresenta quando, verso una meta si procede ondivagando fra ragioni e il modo di confermarle; ed era il caso di Mosè in quei frangenti. Si può ulteriormente sostenere che, oltre al bisogno di quello spirito di mostrare la sua potenza, con la trasformazione del bastone in serpente mostrò a Mose che lo stato della sua forza e della sua potenza stava ondivagando, appunto come è ondivago un serpente. Da parte di Mosè, nulla prova la raccolta dell’intrinseco messaggio. La storia prova, invece, che Mosè si servì della potenza manifestata da quel “Messaggero” per giustificare una maggior potenza del suo spirito. Da quella potenza eletto (o reputandosi eletto) se ne servì come bastone che, avendo suprema origine (la divina come gli occorreva pensare) non poteva non reggere e legitimare il suo passo con maggior forza e potenza: e così successe. Ho letto proprio adesso che un professore israeliano sostiene l’idea di un Mosè sotto effetto di una qualche droga. Io lo penso sotto effetto di un sogno premonitore diventato racconto e reso storia vissuta. Sogno o storia che sia stata, l’incontro fra spiriti avviene fra spiriti affini. Quale affinità vi può essere stata fra lo spirito di Mosè e lo spirito sul monte’ per quanto “conosco” e ne ricavo, direi nel reciproco bisogno di mostrare la propria potenza. Non so cosa sarebbe successo alla storia di Mosè e alla nostra se quello spirito non fosse apparso. Quello che so per via di storia e di cronaca, è quello che succede quando gli spiriti appaiono. Prima o poi, comunque originano sconvolgimenti personali e sociali non privi di errori, non privi di dolori, non privi di tragedie.