Di quei mal di testa!

ali

Quando tornavo dal paesello d’origine mi venivano dei mal di testa che non so dirle da quanto erano pesanti da sopportare. Passavano immediatamente quando arrivavo al cartello che mi gridava: Verona! Si, ero a casa! Non quella in Verona (l’ha voluta il caso) ma la città dell’IO! Si, fra la città del caso e quella dell’IO bisogna scegliere! Ai confini fra una è l’altra città solo dolori! Parlavi di nuova cultura per i genitori, ma se anche questa sta in mezzo alle due città, la loro e quella che si fanno i figli (sempre ammesso che decidano di abitarci giornalmente, non, usandola come dormitorio) son dolori continui anche per i genitori! I genitori dovranno decidersi a capire che fanno figli per la Vita, non, e ripeto, non, per la loro! Ed è nell’attuarli per la Vita, il loro reddito di cittadinanza, non, per quanto possono i figli, eternando maternità o paternità a loro gaudio! Non tutti i figli eternano la vita allo stesso modo! Alcuni così, ed altri con opere: socialmente importanti o meno, che tali sembrino o no. Alla vita, per essere la Costruzione che è, non può mancare nessun genere di mattone: piacciano o non piacciano alla nostra! I figli, devono fare la loro strada, cari Genitori! Qualunque sia e/o come sia. Il suo scritto mi è piaciuto. Anche perché (vita volendo) per buona parte già superato! Ai genitori ricordo, infine, che ciò che si taglia per Natura (il cordone ombelicale) si deve tagliare anche per Cultura. Solo così eviteranno di essere uccisi da Edipo. Solo così non feriranno Giocasta.