Fra spiriti non occorrono corde

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M’inoltrerò nel discorso partendo da necessarie premesse.

  • Lo Spirito è la forza della potenza della vita; è forza sotto l’aspetto naturale ed è potenza sono l’aspetto culturale.

  • Allo Spirito somiglianti, così gli spiriti: forze della vita che furono su questo piano della vita e che sono nel piano della Vita.

  • Nel piano della Vita (l’Universale) lo Spirito è forza e potenza prima ed è il Principio che ha originato ogni principio. In quanto potenza prima perché al principio, è ed ha uno stato assolutamente unitario.

  • In ultima ma non per ultimo: la parola è l’emozione della vita che dice sé stessa.

  • Questo piano della vita ha stato trinitario_unitario. Lo stato è originato dalla corrispondenza di forza e di potenza fra tutti ed in tutti i suoi stati. Al principio.

NATURA

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CULTURA                                                           SPIRITO

Ora, perché gli spiriti non possono parlare? Ovvia, la prima ragione. A quella ragione suppliscono facendo parlare chi è in grado di “udirli” tramite il sentire. Tramite il sentire l’ascolto avviene “non per orecchio”.

La vita che avviene in ragione della corrispondenza di forza e di potenza fra stati non ha mai lo stesso stato. Uno spirito che in ragione della corrispondenza fra i suoi stati ha raggiunto la misura cinque resta in quella misura solo fermando la corrispondenza di forza e di potenza fra i suoi stati.

Facendolo, però, a quello stato fissa la condizione del suo stato. Facendolo, però, fissa anche la sua forza e la sua potenza allo stato raggiunto. Per questo, fissa anche l’esistenza del suo bene, del suo vero, e del suo giusto al dato stato. Al dato stato ne consegue la stasi del suo stesso spirito.

Questo è possibile solo alle forze variamente non coscienti di sé, oppure, alle forze che intendono restare (per varia vanità, o desiderio di vita e/o di umana potenza) nello stato che avevano raggiunto su questo piano della vita.

Non so se per visione mentale o se per sogno mi è capitato di vedere e di essere visto (in ambo i casi per fulmineo tempo) da un papa ancora in trono e ancora vestito da alta cerimonia. Da sveglio, l’insieme della statuaria immagine me lo fece pensare un Mosè; e quel Mosè mi guardò come chi non sa capire quello che vede: chiudo la parentesi.

Come la vita su questo piano è continua corrispondenza di forza e di potenza, così anche in quella del piano ulteriore: la vita tollera il Vuoto ed il Nulla solo nei casi di incoscienza e/o di dolore.

La corrispondenza di stati rende mutevole lo spirito che, esemplificando, passa, così, da un già ipotizzato valore 5 ad uno maggiore o minore. Vedendo uno spirito come una corda da strumento musicale si noterebbe che il passaggio da uno stato maggiore a uno minore (come di converso) lo fa vibrare. Per questa possibilità lo dico diapason: “estensione dei suoni che una voce o uno strumento può avere dal tono più basso al più alto”. Anche lo stato della forza e della potenza del nostro spirito ci rende, vibrando, dei diapason.

Delle emozioni si può dire che sono i toni della nostra forza e della nostra potenza. Per corrispondenza di spirito ricevendoli (è comune esperienza) siamo in grado di comunicare informazioni anche senza voce. Analoga possibilità succede nella comunicazione di vita fra questo piano e l’ulteriore. Concludendo le ipotesi, si può affermare allora, che gli spiriti parlano in un solo modo: facendo dire di loro chi è in grado (recependo i toni delle loro emozioni) di diventare le loro corde vocali. Nei medium in buona fede, quelle manifestazioni sono vere, ma quanta Verità ci sia negli spiriti che si manifestano e in quelle comunicazioni nulla lo può confermare. Di fatto:

il Male può fingere il bene molto bene tanto quanto è male. Ne consegue, che il male può essere maggiore dove maggiore la rivelazione.

Ne consegue, pertanto, la loro assoluta inattendibilità.

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