Tutto bene, tutto vero ma…

aliCaro Francesco: tutto bene, tutto vero ma quanto sono basilarmente giuste le dimissioni che hai imposto al vescovo che ha coperto le azioni pedofile di un sacerdote? Giuste in toto le dimissioni che hai imposto se il vescovo avesse agito a favore del solo sacerdote pedofilo. Penso, invece, che quel vescovo abbia dovuto agire a favore del sacerdote perché doveva agire a favore della chiesa. Giuste le dimissioni nel primo caso, ma quanto vere e giuste nel secondo caso? Esclusa una diretta complicità con il sacerdote pedofilo, nel secondo caso il vescovo ha agito come la politica della chiesa gli ha mostrato come agire, e cioè, deviando e/o soffocando i casi. L’ha fatto sino a che non ha potuto diversamente a causa della rivelazioni sui media. Se non ci fossero state quelle rivelazioni quanto, la chiesa, avrebbe rivelato la presenza del bubbone pedofilo nel suo corpo, o quanto avrebbe continuato a becchinare come ha sempre insegnato ai suoi preti? Certo, ora vige il momento del basta ma come la mettiamo per i fatti pedofili accaduti prima del basta, se prima del basta tutti i preti erano tenuti a fiancheggiare il silenzio? Se prima del basta la chiesa è stata, quantomeno equivoca fonte di autorizzazioni all’affossamento, direi, logicamente, che dovrebbero essere equivocamente assolti anche tutti quelli che l’hanno fiancheggiato, oppure, non assolvere loro perché non puoi assolvere te. Non tanto perché sei colpevole di fiancheggiamento nei casi di pedofilia, quanto perché sei rimasto con il cerino in mano. Ora, se è giusto che il fuoco di quel cerino (lo scandalo) non abbia a scottarti le dita, quanto è giusto permettere che bruci la vita di chi, per fiancheggiante dovere, l’ha tenuto in mano perché doveva fiancheggiare lo scandalo per poter fiancheggiare quello di appartenenza?