Gatta ci cova

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Non saprei dire se a sfavore del bene, per cui è il bene che me lo segnala, o a sfavore del male, per cui il segnale è dello stato contrapposto al bene (tanto quanto è contrapposto) ma quando sto casualmente avvicinandomi a personalità probabilmente tossicodipendenti (o anche di male nel senso di errore) da parecchio tempo sento una pressione sulla scapola destra; proprio dove, nella tazza, il caffè residuo aveva disegnato, sulla scapola dell’anziano, il torso della figura caprina. E’ una pressione più o meno forte: la direi anche più o meno imperiosa. In alcuni casi fu anche molto imperiosa.

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La sento anche in questo momento: è una pressione che va e viene. Se fossi tossicodipendente da droga, direi che è la ”scimmia”. Se ciò che è posato nella mia scapola (scapola che è nella schiena e schiena che è anche detta ”vita“) è a somiglianza di quella nell’immagine dell’anziano, evidentemente, nella mia scapola è collocato del male analogo a quello che visse (o con il quale visse) quell’anziano, ma, quale male? Dal momento che non sono un tossicodipendente da “droga” ma al caso lo sono della mia sessualità (droga quando fissa il mio arbitrio) ne consegue che anche quella figura ebbe un analogo stato di dipendenza?

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