Ci sono fuochi veri, falsi, fatui.

E’ avvenuta durante “Festa dei fuochi” la tragedia successa alla sedicenne di Rovigo morta al Lido di Venezia per ingerimento di ecstasy mista ad alcol (mortale beverone, consumato in un party dis – organizzato in modo da sfuggire un qualsiasi controllo e responsabilità) invece, una vita ha bruciato sé stessa. Cosa ancora possiamo fare per chi crede che i fuochi fatui sono per questo meno incendiari? Cosa possiamo fare per chi, nella sociale opera di tutela, ci vede una lesione alla volontà di libero giudizio? E che dovrebbe fare la Società nei casi della limitata conoscenza che, direi necessariamente, porta alla limitata coscienza? Considerarli casi a perdere o o inevitabili scarti di produzione o ammanettare la volontà di chi crede di farsi bene facendosi male? Questo è il problema!

Luglio 2008 – – Settembre 2021 – Versione ultima –