Chi vicino alla porta e chi no


I genitori non se ne abbiano: non è per loro.


Come sempre mi capita, qui o altrove, vi sono commenti che innescano l’effetto Star Trek, così, mi ritrovo nell’altrove che pure ho lasciato da mo’: il passato. Del passato non mi sono fatto mancare niente, e se in un mio post qualcuno ha scritto “tristezza”, ciò vuol dire che me la sto portando ancora sulle spalle. Devo aver avuto una capacità di resistenza che solo il cielo lo sa, perché sotto quel peso non sono crollato. Sarà anche perché in me stesso rifugiato. In quel rifugio sono rimasto vicino alla porta: era buio. Ci sono rimasto decenni vicino alla porta. L’ho lasciata, piano, un po’ alla volta, da ieri, mi dico. Sarei uscito prima dai miei rifugi se attorno a me avessi trovato, non dico dell’allegria ma almeno delle belle giornate? Chi avrebbe dovuto darmi delle belle giornate? Chi, dentro, (e non di certo per sua causa) non ne aveva proprio? Il mondo, nelle stesse condizioni? Ecco! I bambini che non trovano genitori e mondi con belle giornate dentro, sono destinati a rifugiarsi negli antri che si fanno e dove stanno: chi vicino alla porta e chi no.

Datata – Settembre 2021 – Pressoché rifatta – Versione ultima? Alla data, si.

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