Negli emigranti che ho conosciuto

Negli emigranti che ho conosciuto, (nordafricani, dell’est, e del centro Africa), ho riscontrato un forte egocentrismo. Ho creduto di trovare la storica causa nella fondamentale necessità di essere al centro delle cose, onde poter dirigere e gestire gli eventi a propria indiscutibile sopravvivenza. Nelle personalità egocentriche per la tutela di sé, dover anteporre la ragione delle cose sulla loro, viene vissuto come una “femminilizzazione” (termine ed allarme a suo tempo usato dallo psichiatra Andreoli nei confronti della cultura accogliente) perché implica l’accettazione dell’altro: evento, idea, o persona che sia. Nelle identità che basano cosa è giusto sul valore della forza virile, l’accoglienza, (principio naturale della femmina e culturale della donna) viene intesa come una passività della mascolinità. Al personale sentire, orrore, ancor prima di errore.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.