Le scarpe dell’Amato

Ho sognato l’Amato. Dormiva in un letto da ospedale di una volta. In viso l’ho visto dimagrito, pallido e con la barba di qualche giorno: lo ricordavo glabro! Non respirava. Non c’ero presso il letto: c’era solo la mia capacità di vederlo. Mentre lo sto guardando si alza molto rapidamente. Viene verso di me. Mi si mette di fronte, e all’altezza del petto (come se quello fosse il suo armadietto) estrae un paio di scarpe. Fatto questo si gira ed esce imboccando un corridoio. Mi sveglio avvertendo una sensazione di rimprovero. Perché stavo allontanando il mio presente dal nostro passato? Direi si e anche di no. Non è vero perché è ben raro che passi giorno senza pensarlo; è vero perché (lo si voglia o no) lo “vuole” la vita. A quella volontà si può opporre solamente chi vive di solo dolore, ma anche in quel caso, prima o poi la vita allontana da quella scelta, allontanando le emozioni che ancorano al dolore. Simbolicamente parlando le scarpe rappresentano gli strumenti atti al cammino. Siccome sono vecchie, quelle del sogno, allora rappresentano gli strumenti dei vecchi cammini. Quelli, cioè, che faceva prima che diventassi l’”armadietto” dove li aveva chiusi. Si è ripreso le scarpe, quindi, perché ha ripreso i vecchi cammini? Se vera l’interpretazione, il senso dell’abbandono che ho provato al risveglio non riguardava il mio allontanamento da lui, ma, in toto o in parte, il suo allontanamento da me.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si. #scarpe   #amato