Ad un signore dei 5Stelle

Cortese signore: lei ha la mia simpatia e la mia stima, quindi, chi le scrive non le è avverso. Le scrivo, solo perché sento il bisogno di comunicarle quanto hanno mosso, in me, le sue prese di posizione a proposito del pericolo di mutazione dei pentastellati. Li vorrebbe com’erano al principio della strada ma, panta rei, signor Di Battista: tanto più in politica. L’educazione e la psiche si formano per due prevalenti vie: quella della parola e quella dell’emozione. Ovviamente, una via non esclude l’altra. Solo i fanatizzati dalla parola e/o dall’emozione possono farlo. E’ vero! Quando si separano dal reale, rischiano di poterlo anche gli idealisti, concettualmente più sfumati. Suo padre (non sono avverso neanche a suo padre, anzi, mi è pure simpatico) è ideologicamente fascista. Come tale portatore di un carattere generalmente privo di sfumature. Per come la vedo e date le sue scelte, del carattere paterno lei ha rifiutato la forma delle parole, tuttavia, a me pare che non sia riuscito a rifiutare le emozioni contenute nella forma concentrata della Cultura di suo padre. Questo, sempre e solo a mio dire, l’ha collocata in un mentale e sentimentale “campo” di “concentramento”. Per campo intendo il luogo dove si semina un’ideologia e si raccoglie quanto seminato. Per concentramento, invece, intendo il luogo dove si concentrano gli atti e i fatti derivati dalla semina e dal raccolto. Checché si dica, si pensi, o si creda di averlo fatto, un Crescente non riuscirà mai a sciogliere i vincoli emotivi che lo legano a chi l’ha fatto crescere; ed è per quegli ineludibili vincoli che la penso ancora concentrato nell’emozionale campo di concentramento paterno. In quel campo e per i motivi che chiaramente ipotizzo, la vedo come il recluso capò di sè stesso. Per quale porta uscire dal suo campo di concentramento? Direi quella già attraversata da un certo Edipo.


dibattista


Datata – Ottobre 2021 – Da rivedere


#edipo  #vincoli  #simpatico