Mi contatta un quarantenne

Mi contatta un quarantenne romeno. Bella figura. Ottimo operaio. Nessuna evidente traccia di violenza interiore. Ragazzo a suo modo eppure maturo. Desidera età come la mia. Molto riservato. Equilibrato. Non di primo pelo. Tende a pettinarlo mettendo la riga in mezzo. Aveva mal di schiena. Gli faccio un po’ di abracadabra. Gli passa. Le motivazioni della visita restano, però, fra i fatti capire ma non detti. Conosco quei generi di antifona. Gli dico ma non muovo la mia disponibilità. L’accoglie, ma non muove la sua. Così, stiamo come quelli che aspettano che ci sia più luce, o che si spenga del tutto. Spegnerla del tutto, non è da me, e nel che ci sia più luce, c’è anche di che chiudere gli occhi. Mi dice se conosco qualcuno che gli può andar bene. Con la richiesta può avermi fatto capire che per me la sua porta era socchiusa, oppure, socchiusa per altre possibilità. Non mi lascio andare. Venerdì prossimo lo porterò a ballare nello scannatoio dove vado di solito. Chi vivrà vedrà.