Saggezza e normalità sessuale


Poiché mi hai manifestato l’intenzione di migliorarti (non vi è miglioria che non si basi su una maggiorata conoscenza di se stessi) ti scrivo qualche pensiero sulla sessualità. Immaginandola come un arancia, notoriamente composta da spicchi.


a) Vi sono personalità maschili che non si dicono omosessuali (amanti del simile) non perché non siano in molti modi (stati e/o condizioni) influiti (eroticamente quando non per un complementare piacere) dalla figura simile, ma perché in alcun modo (stato e/o condizione) sono esistenzialmente dipendenti dalla figura sessualmente simile, vuoi per erotismo, vuoi per un piacere sessuale. In quest’area ci abitano le personalità che dico omosensibili e quelle che diciamo omofobe. Gli omosensibili sono variamente simpatizzanti con la parte simile, mentre gli omofobi, ostili alla parte simile tanto quanto gli evoca ostilità verso la propria.


b) La donazione fisica di se stessi, (una generosità da mosche bianche se liberamente concessa) potrebbe rivelare altre ipotesi. Si può giungere a donare se stessi con “liberalità” perché non si da alcun peso al personale valore, come anche valutando il valore altrui maggiore del nostro. Della sessualità di chi è mosso per il desiderio di servire il valore maggiore si può dirla feudale tanto quanto rende degli asserviti servi. La donazione che compi “liberamente” potrebbe nascondere e/o tutelare:


c) una non pienamente riconosciuta e/o accettata ramificazione della tua sessualità;


d) compensare una deficienza fisica a livello genitale, esistente di fatto o anche solo immaginata e/o temuta;


e) nascondere un masochismo culturale ed esistenziale se incosciente, oppure, alibi se cosciente;


f) provare che, almeno nella sessualità, non sei te stesso, tanto quanto la generosità in ipotesi è rinuncia a vivere il personale egoismo in amare. Naturalmente, escludendo che non sia proprio la rinuncia al tuo egoismo in amare il tuo egoismo in amare!


La vita (come anche la sessualità) è uno stato di infiniti stati di vita, quindi, venire a capo della tua vera sessualità (come, d’altra parte quella di tutti) é pressoché impossibile; ed é appunto per questa impossibilità, che la società l’ha normalizzata secondo regole a suo favore. Per l’impossibilità di normalizzare l’umanità se non castrando delle sue parti, evita di farti assillare dal concetto di “normalità” sessuale e/o altro che sia di implicito e/o nascosto. Dal momento che hai evitato il rischio di overdose in eroina, perché mai vuoi cercare quello in sessualità? Vivi i tuoi piaceri, serenamente, tranquillamente: tanto meglio se decentemente. Questo è normalità. Se altre “normalità” culturali ti creano dei dissidi, allora sono errori da evitare. I dissidi, immunodeprimono la vita. Certo, questo non significa che la si debba vivere con leggerezza, ma, di certo, neanche con pesantezza. Gli antichi sostenevano che la verità sta in mezzo. Il che è come dire: la verità è la dose, (informativa), che sta fra una scarsa ed una eccessiva. Chi vive sé stesso secondo dose è destinato a diventare un saggio quasi suo malgrado. Più normali di così!


VERSO LA VITA E ALTRE STORIE