Dosi e vita

Ti mando degli sparsi pensieri. Certamente necessitano di una terapia di recupero: sempreché ci sia di che recuperare. Se la futura tendenza ideologica sulle tossicodipendenze sarà libera e/o libertaria più di quanto lo sia di fatto, ora, come poterla contenere senza per questo proibire? A mio avviso, cassando dalle presenti leggi tutto quello che il tempo ha rivelato la loro idiota utilità, e alveando il risultato in un più attinente bacino. A mio vedere, questo:


Disciplina di contenimento per l’identità in over di sé.


Considero identità in over di sé, la personalità, che a causa di qualsiasi genere di assunzione (chimica quanto ideologica) manifesta un’eccessiva misura di vita. L’eccessiva misura è evidenziata dall’incapacità di agire (con sé e con altro da sé) secondo una duttile relazione di vita. Dalla Disciplina di Contenimento non escludo nessuna regola, legge, personalità, incarico privato e/o sociale, e quanto relativo all’idea. La principale intenzione di questa Disciplina consiste nel passare il recupero della personalità in eccesso, dalle mani della Legge a quelle della Medicina per l’accertamento clinico e della Psicologia con finalità pedagogiche per l’accertamento socioculturale della personalità in squilibrato vissuto. Perché verificare l’eccesso di vitalità e di comportamento? Perché se vi sono droghe non rintracciabili, cos’altro rintracciare se non il comportamento? Pazza idea? Si, forse, non so, ma se è solo una scoreggia, nulla ti vieta di aprire una finestra. Torno ancora alla questione droga così come è ora. Al Sert viene avviato il fruitore trovato con le mani nel lardo. Succede anche con l’alcol? O l’alcolista viene avviato agli alcolisti anonimi da un medico. E se l’alcool è una droga, e se si può considerare dose per uso personale solamente un dato quantitativo, perché mai la polizia (o carabinieri e/o quanto affine) non viene autorizzata a denunciare all’organo competente per l’avvio al Sert, chi trova mentalmente e fisicamente sfracellato dall’alcol? Perché anche questa preoccupazione mi chiedi? Perché giro di notte, Giovanni. Credo di essere l’unico operatore di strada ancora in funzione.

VERSO LA VITA E ALTRE STORIE