S’odono a Cannes degli alti lai

Vita è stato di infiniti stati della relazione di corrispondenza fra il principio maschile (la Determinazione) e quello femminile: l’Accoglienza. Dall’affermazione se ne ricava che nella virilità maschile è presente la femminile come nella femminile è presente la maschile. La stessa Bibbia ci ricorda che (cito a memoria) “maschio e femmina li ho fatti.” In separata carne o in unica carne? Penso in un’unica carne nel senso di unica creatura dell’unica creazione. Scissa che in due si fece la prima parte quale la parte Adamo e la parte Eva per Adamo intendendo il carattere Determinante della vita (il maschile) e per Eva la parte Accogliente, con ciò intendendo quella femminile? Riconoscere a una o all’altra carne il suo carattere di principio (cioè, se dalla vita emerse prima il principio maschile o se prima quello femminile) credo sia culturalmente e spiritualmente impossibile. Il riconoscimento certo delle due parti, invece, è dato dallo stato naturale: quello si, indubbiamente maschile e indubbiamente femminile. Indubbiamente fluida, invece, la corrispondenza di forza e di pensiero della vita maschile (e, quindi, anche femminile perché mentalmente accogliente) e della vita femminile: mentalmente maschile tanto quanto determinante. Quando si parla di Dio bisognerebbe tener presente che è un Principio Assoluto. Come tale, in assoluto maschile (determinante) e in assoluto femminile (accogliente) in inscindibile stato. In quanto Immagine somigliante all’immagine, lo stesso principio è anche della vita derivata dalla Vita. Diverso, ovviamente, lo stato della condizione del soggettivo stato: in assoluto non unitario. Per quanto sostengo, la femminilizzazione di Dio che la chiesa teme di aver visto recitato in un film, pertanto, è solo un teologico quanto inutile schiamazzo.

VERSO LA VITA E ALTRE STORIE