Salutami Napoli

“Gli uomini dovrebbero prendersi le proprie responsabilità… anziché fare i vigliacchi e poi puntare il dito contro gli dei dell’Olimpo.”

Sono assolutamente d’accordo! Potrei anche convenire, o perlomeno convivere anche con altre tue idee del post – commento, ma come faccio a prenderle in mano se me le hai lordate con delle gratuite offese (non tanto al Cristo che lo credo ben al di là dei nostri discorsi), ma a quelli che a loro modo ci credono, e a me, che a mio modo ci credo anche se con qualche riserva! Suvvia! Le considerazioni che offendono l’altrui sensibilità, non sono discorsi, sono sputacchi dell’impotente in ragioni ed è comunque una vigliaccheria! Un attimo di quel che si può dire, cazzo! Già che ci sei, salutami la vecchia mestierante (incinta) che a Napoli (dopo sedici ore e mezza di tradotta da Falconara) ci ha fatto le corna! La ricordo come se la vedessi adesso! Salutami la Donna che al Vomero mi ha offerto la caponata, giusto per ricambiare i filoni di pane non richiesti ma che lo stesso (a sciacquini tutti d’accordo) gli ho allungato dal camion della sussistenza. Salutami la scuola di S. Giorgio a Cremano. Gli abitanti di S. Giovanni a Teduccio che, in piazza e a nostra difesa, si sono posti con avversione contro un sergente maggiore a regolamento militare copia conforme. Salutami le sacramentate scarpinate sul Vesuvio con le batterie delle radio, costituzionalmente scariche. Salutami l’amico Filippo che al suo ritorno da Torino si è visto rubare la macchina e sequestrare parte dello stipendio. Salutami le stelle del tuo cielo: tante così non le avevo mai viste in quello del mio Nord. In ultima ma non per ultimo, salutami Napoli.