Sono così difficile?!

Caro Vitaliano, il Tuo saggio assomiglia al un film di Luca Visconti. È difficile da interpretare alla sua prima lettura – prima visione -, ma va masticato – visto – più volte e nel tempo, perché molto DIFFICILE a noi comuni mortali. Una cosa però e chiara: è un saggio – un film – molto profondo, sofferto, enigmatico, altamente letterario e, persino, religioso… ai posteri larga sentenza…

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Simpatico, Girolamo, l’accostamento con Visconti che ho apprezzato in tutte le sue opere pur riscontrando nei finali una tendenza verso la pateticità. L’ho riscontrata sia in Rocco e i suoi fratelli che, peggiorata, In Morte a Venezia. Farò sempre in modo di salvarmi da quella fine. Tornando a bomba: mi venga un colpo se capisco dove è difficile da intendere quanto esprimo! Tanto più, perché chiarisco ogni concetto subito dopo averlo espresso. Se difficoltà vi è, invece, la trovo nel confronto fra notizie storicamente provate e notizie nuove. L’avevo già prevista e affrontata con la storiella Zen o Na – in e il Professore: anche quella con la debita spiegazione. Mi sa che devo accettare l’idea che a capire maggiormente l’opera saranno quelli che “hanno orecchio”. Con ciò intendendo dire, quelli che sanno sentire. più che ascoltare. Con la tua risposta e la mia farò un post nel Blog. Non credo, infatti, che a recepire_sentire le difficoltà che dici appartengano solo a te. Intanto, grazie di tutto. Ciao, Vitaliano

VERSO LA VITA E ALTRE STORIE