Pipi: politica e psicologia

Come “la Religione è una psicologia” che forma fedeli che formano e/o deformano la Religione, così, anche la Politica forma fedeli (che al caso la formano e/o la deformano) secondo la soggettiva visione (prevalentemente conservatrice, o prevalentemente progressista) delle cose e delle idee. Vi sono psicologie che sono se inquadrate in corrispondenti schemi. Vi sono gli schemi di maggioranza, vi sono quelli di minoranza, e vi sono quelli zebrati: quelli cioè, appoggiano uno o all’altro schema in virtù di varia opportunità. Tutto bene, tutto vero, tutto giusto ma c’è un guaio! Il guaio è che la “maggioranza” che maggiora il senso della “normalità” (culturale e morale oltre che sociale) che deriva dal sentirsi giusti (non tanto perché veri ma perché di più) finisce per appesantire quando non schiacciare ogni pensiero della “minoranza”. Secondo questa immagine delle cose (nulla di nuovo sotto il sole) i Pacs che sospiri non saranno approvati.

Quelli che hanno letto la precedente versione di questa lettera (un inestricabile guazzabuglio) hanno avuto ragione di pensare: è andato anche questo! L’ho pressoché rifatta.