Cortese Dottore

Cortese Dottore: indispensabile premessa. Giusto per darle una maggior conoscenza di me (vuoi a livello medico che personale) ho preferito scriverle questa letterona. Diversamente dalla visita (che pena la sua qualità si può interrompere e/o affrettare spicciando più o meno chiaramente) un lettera si può leggere avendo tempo e comodo. Nelle prossime mail sarò certamente più sintetico. La parte amicale, infatti, non sarà più necessario ripeterla. Alla data della documentazione fotografica che le ho spedito sono andato al pronto soccorso perché mi sentivo senza forza: mancanza che addebito alla mia cardiopatia. Da quel giorno mi muovo di casa con qualche apprensione: del genere, c’è la farò a tornare?

Ed è per questo che le ho mandato le fotografie dei responsi: spero di tutte come spero non più copie della stessa. Con la memoria sono a livello gruviera! Il medico del Pronto le chiede un maggior accertamento del cuore: da fare sotto sforzo. Mah! Un soggetto che arriva al pronto soccorso perché non c’è la fa a stare in piedi, figuriamoci a camminare, direi che di per sé è soggetto a sotto sforzo. Gia il doverci andare per ulteriori è un altro sotto sforzo! Non sono interessato. In linea di massima so già come procedono le cose. O le chiederanno di ordinarmi un medicinale ulteriormente ausiliare, oppure, giusto per liberare un po’ le vene di farmi sottoporranno ad intervento chirurgico. Lo stesso iter l’ha percorso un mio amico.

L’operazione gli ha allungato la vita di un paio d’anni. L’ha vissuta miseramente perché non ancora da pensionato, non più abile al lavoro e/o troppo vecchio per trovarlo, e non più economicamente sufficiente. Sia pure per altri motivi non sono interessato a vivere di più se poi devo pagare il più con delle miserie. Io non ho alcun genere di rimpianto perché ho vissuto ampiamente ed intensamente. Quello che sto vivendo ora, è solo la tranquilla ripetizione di ripetuti trascorsi. Se non fosse per il blog (lettereper damasco.com) avrei di che sentirmi vivo solo perché mangio, respiro, ritiro la pensione, pago le bollette e poco altro. In questa situazione dovrei dirmi che Parigi val bene una messa?

Forse per chi non ha vissuto neanche il suo rione! Verso le 4 mi sono svegliato (ero andato a letto verso le tre) oppresso nel petto dal solito peso. E’ raramente doloroso ma questa volta si: non acuto non pungente, ottuso. Nessun dolore alle braccia. Mi sono rifiutato di chiamare l’ambulanza. Mica si può senpre andare al Pronto Soccorso per sentirsii dire che non c’è nulla di particolarmente grave: età a parte ovviamente. Così, vista l’assenza di panico e di maggior battito mi sono limitato ad inspirare e a espirare con maggior intensità. Come cantava Doris Day ” que serà, serà!” Mi sono addormentato verso le cinque. Al risveglio (le nove passate) soliti stati del ni, ni.

Alimentazione secondo possibilità e pancreas.

Per la maggior parte, pasta al pomodoro che alla mensa dei frati troverebbero indegna; una minestrina di un qualche pollo da scipito carisma. Nella pasta aggiungo un’abbondante passata di pomodoro (così mi fa anche da contorno) un uovo, un paio di cucchiai di olio d’oliva e mescolo il tutto. Sto bevendo del brodo di pollo industriale: un litro al giorno. E’ chimicamente orripilante, lo so, ma non ho alternative. Orripilante è anche quello di manzo. Come quella di pollo e dei brodi dell’uno e dell’altro, mi fa scoreggiare tanto da non sopportarmi vicino. Se mangio carne di manzo, poi, sono peggio di Cernobil! Ho constatato di non poter magiare fagioli, piselli, patate: anche se ben cotti.

Non posso magiare broccoli, insalata, pomodori in insalata, zucchine. Figuriamoci poi, i cavolini! Un paio di volte al mese la mensa mi offre del pesce che i brasiliani chiamano cabeza de baghi da tanto è qualitativamente insulso. Non per niente chiamano così anche le loro teste di cazzo. Non posso mangiare tonno e non potrei neanche lo sgombro. Ogni tanto mi compenso con una pizza, dello speck, del prosciutto crudo e del petto di pollo. Mi sono pesato vestito: sono 89,08. Sarò un 87 senza vestiti. Il mio peso forma dovrebbe essere sugli 85. Come diabetico dovrei essere meno. Ho passato quasi tutta la mia giovinezza che ero 71 x 1,87. Da far scaresse! Prima o poi il calo si fermerà. Il calo del peso, quindi, non mi preoccupa più di tanto. Tanto meglio se, conoscendone i motivi, non preoccuperà più di tanto neanche lei. Con i miei saluti