Un’estate al lago

Sono seduto al balcone del ristorante. Di spalle il capo cameriere. Lo sembravo più io, mi dicevano. Ero preso dal barista: un biondino pavese. Non so più quanti caffè ho bevuto pur di continuar a vederlo. Capii di averlo persino nauseato solo quando per analoghi motivi finii nauseato anch’io da una eccessiva insistenza. Correva il 71/72. Io, da nessuna parte: la Gilera doveva ancora venire.