Determinanti o determinati?

Mi sono sempre pensato predeterminato dal Bene ma liberamente determinante in ragione del principio che determina la corrispondenza di forza e di potenza con gli altri trinitari principi. Dal

Bene

il Vero                                          il Giusto

Oppure

dal Vero

il Bene                                         il Giusto

Oppure

dal Giusto

il Bene                                             il Vero

L’elaborazione formale del Blog ha messo in crisi quelle certezze. Del Blog (ma anche della mia vita devo ammettere) non saprei dire (tantomeno ricordare) quante versioni grafiche (e storie) ho concepito concepite, e quanti i disegni (progetti, speranze, idee) fatti e messi e quasi subito rifatti e infine definitivamente tolti! Sarà anche per tutto quel fare e disfare ma la conseguente stanchezza e non di meno il bisogno di smetterla con l’uso di miraggeschi tentativi mi stanno facendo accettare (e personalizzare solo dove possibile) la versione precostituita del blog. Della vita l’avevo già accettato ma non del blog; e di fatto, se nel vivermi sono quasi sempre in quiete, nell’agire il blog, invece, raramente. Devo proprio riconoscerlo: se rivedessi a fondo tutti gli scritti sarei in quiete ancor più raramente, ma per fortuna questo è un altro discorso! Da illusorio e schizofrenico de_formante, quindi, starei diventando un de_formato secondo originale schema? Secondo attuale presa di coscienza direi proprio di si. In effetti un avvertente campanello l’avevo sempre sentito, ma. accidenti a me se non è diventato una campana che mi sta battendo un te l’avevo detto, per fortuna a sopportabile distesa! Non so quanto sia paragonabile un sistema blog con un sistema vita. Certamente lo sono se considero che ambedue i sistemi necessitano di ciò che, per raggiungere

il giusto

è bene                                          al vero

.

Certo! Nell’elaborazione della parte tecnico_grafica di un blog si utilizzano e si applicano i principi contenitori (quelli del bene, del vero e del giusto) dei contenuti formati dagli studi e/o del genio artistico e/o artistoide che sia nel mio caso. Giunto al punto, non può non risultarmi evidente che non vi è alcuna differenza di principi fra attuare cose e attuare vita. In ambo i casi, infatti, nulla può risultare giusto se collochiamo contrasto di falsità (come di errore)

nel Bene

del Vero                                   del Giusto

Oppure

nel Vero

del Giusto                                    nel Bene

Oppure

nel Giusto

del Bene                                       nel Vero

fra quanto è necessario al vero per farci sentire bene. Morale della favola: non so come chiudere questa storia. O la so chiudere se mi dico, Vitaliano,  hai scoperto l’ombrello: bravò! Oppure se mi dico: ci sei arrivato, finalmente, a capire che la vita può farci male solo se (coscienti o no) facciamo in modo di farci male determinando quanto ci fa male. Ma anche qui non parlerei di autodeterminazione. Al più, di maggior corda. Quella che ci permette si, di allontanarci dai principi piolo, ma non di liberarci dal piolo come neanche della libera corda in prefissato piolo: la vita e i suoi principi.