Ricordi dal Gabinetto

Verso i venti (forse meno) sono stato cameriere al Gabinetto di Lettura di Este. Ore assolutamente vuote, nel pomeriggio. E dalle sale grandi, inquietanti silenzi mi venivano incontro. Quasi sempre li subii. Li contrastai solo una volta schiacciano a casaccio i tasti del piano. Arriva un socio: Carlo. Giovane. Vitale. Bello. Fra i miei inutili pensieri. Carlo era Interessato ad una donna che era interessata a me. Con la donna, Carlo andò in bianco. Con me, in bianco ci andò la donna. Seppi salvare, tuttavia, sia la sua faccia che la mia. Non sapevo che sapessi suonare, mi dice Carlo. Non ricordo cosa gli ho risposto; ricordo che sono tornato alla macchina del caffè.