In Abano per lavoro

Al tempo della foto lavoravo in un albergo di Abano. Rifatti i proprietari. Non ricordo l’anno, ma ricordo di essere stato licenziato a causa delle proteste del cuoco perché già all’epoca avevo il vizietto di nominare tesoro tutto e tutti. Non sono il suo tesoro, mi ha obiettato il malnominato. Non ci faccia caso, gli ho risposto, io dico tesoro anche alle merde che trovo per strada! Sul momento l’ha intascata, tuttavia, senza prenderla bene visto che più tardi lo stesso titolare si è messo a gridare “licensiè el poeta!” Ho dovuto andarmene nel giro di un’ora! Magro, lo stipendio dei liberi. Non è stato il primo. Venivo dalla Val di Non. Avevo finito la stagione invernale. Per giungere all’albergo dalla stazione di Abano presi un taxi. Una stupenda Citroen bianca. Il tassista mi fa scendere all’ingresso principale. Entro, dico chi sono e cosa avrei dovuto fare. Apriti cielo! Agitati, scandalizzati e di furia mi dicono che devo entrare dalla porta di servizio! Che cavolo ne sapevo di porte di servizio! Negli orfanotrofi mica ci sono! Se mi avessero detto dalla ruota avrei capito subiro! La macchina (lussuosa all’epoca) non era mia.