Un amoroso

Non ricordo come l’ho conosciuto. Ricordo che non mi ha mai chiesto una lira che sia una! Le amiche culandre dicevano che stavo diventando la cognata degli zingari! In nessun vocabolario si trova “culandre”. Lo direi l’insieme fra cul (sedere) e andro: in riferimento all’età.  Sommando i significanti, allora, il mondo gay dice culandra del vecchio omosessuale dal sedere passivamente vecchio. Non mi ricordo se il termine l’ho appreso dalle culandre, o se (spiegazione a parte) il titolo girava già. Ricordo ancora, invece, la sincerità di quell’amoroso. Ricordo anche che la vissi con leggerezza. Forse perché non ancora in grado di capirla, forse perchè scetticizzato dallo scetticismo delle culandre, forse perché non capivo la sua parte come del resto neanche la mia. Non mi piaccio mentre le guardo così. Oltre che alla leggerezza trapela un qualche senso di superiorita. Quel giovane non la meritava ed io non capisco da dove, irritante, sia saltata fuori!  Sono sicuro che non ci ha fatto caso! Il suo piacere non aveva dubbi e/o genere; e neanche lui nonostante la sua giovinezza.