Verso la vita – Panorami

Perché corrispondenza di stati in tutti e fra tutti gli stati, la vita non ammette il vuoto; nè come principio di un suo principio, ne come stati di non esistenza. Sia pure provata per credenza o ipotesi quindi, ne consegue l’esistenza della vita anche in altri piani. Su questi, altre forme, e/o vissuti, e/o stati.

Fra i piani di controversa credenza e/o ipotesi, vi è quello degli spiriti: vita della Forza e della Potenza che agì in questa. L’esistenza degli spiriti ulteriori è provata solamente dalla scienza dell’affermata esperienza di chi ha vissuto delle corrispondenze di spirito quando non di vita con quella vita: disincarnata potenza culturale da disincarnata forza naturale.

Diciamo medianiche quel genere di corrispondenze, medium quel genere di corrispondenti. Quando l’esperienza con il sovrannaturale avviene fra identità di spirito (cioè, fra quello umano e quello non umano) la si dice spirititca e spiritismo l’ambito culturale che lo origina e lo persegue.

Nessuno può dirsi escluso dalla facoltà medianica e neanche dallo spiritismo; per nolente influsso dove non coscientemente agito e/o subito. Sostengo per nolente influsso, come per nolente influsso subiamo la luce del sole anche non cercandola o desiderandola. Per quel nolente influsso, infatti, basta stare all’aperto, e anche dove non all’aperto, la subiamo perché sappiamo che esiste. Per subire il nolente influsso dello spiritismo e della medianità, invece, basta vivere.

Lo spiritismo e la medianità non è volontà nolente, invece, tanto quanto si vuole vivere quella conoscenza. Si può vivere quella conoscenza avendo coscienza di quell’esistenza. Si diventa coscienti di quell’esistenza, o in seguito a dati casi o in seguito a date ricerche.

Sulle ricerche inerenti la medianità non so nulla, nè mi ha mai interessato sapere qualcosa. Nello spiritismo, invece, un’esperienza inizialmente leggera ma in seguito pesante mi è successa a causa di un travolgente lutto.

Si sta, in quella situazione, come travolti dall’acqua di un fiume impetuoso; i travolti da quell’aqua, mica stanno li a chiedersi se basterà a salvarli il ramo che passa vicino alla loro mano: si aggrappano e basta! Non dico che è sempre una questione di morte, ma certamente è sempre una questione di vita. Più precisamente, l’improcrastinabile bisogno di ripristinare la realtà di prima. Per anni credetti di averla trovata ma con il tempo mi accorsi che anche sul piano ulteriore della vita non tutto è oro quello che luccica.

Cominciai a cercar di capire cosa è ora e cosa è ottone quando mi ritrovai a non saper proprio cosa obiettare alla considerazione che mi avevo posto:

il Male sa fingere il bene, molto bene tanto quanto è male. Il che vuol dire che il Male può essere maggiore dove maggiore l’apparizione.

Se non smentita e/o comunque negata, e/o comunque solidamente dibattuta, l’affermazione rende inattendibile ogni genere di sovrannaturale manifestazione. Si badi: inattendibile, non, di inesistente possibilità. Penso alle sincere, ovviamente, ma, sincere perché vere indipendentemente dalla conoscenza della Verità sono solamente quelle che in alcun modo appaiono perché hanno bisogno di viversi nel Principio della vita (l’Alto) non, nel principio della loro vita: il Basso.

Per questa affermazione, sono da considerarsi basse tutti gli spiriti che in questa realtà si manifestano, indipendentemente dall’immagine che mostrano o dal pensiero che recano come proprio, o come latori di superiori messaggi e/o incarichi.

Gli spiriti Bassi, non necessariamente sono malevoli e/o diabolici. Si possono considerare malevoli e/o diabolici, invece, gli spiriti prevalentemente avversi ai principio del Principio: il Bene, il Vero, il Giusto. Dico avversi in prevalenza perché nessuna vita (indipendentemente dallo stato e/o dalla forma) può esserlo totalmente. Totalmente lo può essere solo la vita che per negare i principi del Principio nega sé stessa. Nel caso di vita umana certamente lo può anche come come corpo. Nel caso della vita in spirito, invece, per nessuna causa e in nessun modo.

La negazione dei principi del Principio, invece, pone il negante (o meglio, si pone) non prossimo al Principio secondo la misura e/o lo stato della negazione. Dai principi della vita, lo stato di prossimità di uno spirito dallo Spirito deriva da quanto l’immagine della vita principiata (la sua forza e la sua potenza) corrisponde all’Immagine (somma Forza e somma Potenza) che l’ha principiata.