Omosessualità

QUARTA PARTE DELLA LETTERA A FILIPPO P.


L’omosessualità che riscontriamo su molte specie di animali, più che un’altra sessualità, potrebbe anche essere dettata da imperi di questo tipo. Quando si sostiene che l’uomo discende dalle scimmie, speriamo proprio che non sia per ancestrali ricordi di sopraffazione fisica a livello anale e, che non sia per quelle ataviche rimembranze che si rifiuta la pur necessaria remissività culturale. Potrebbe esserlo, sai! Non per niente, quando ammettiamo a noi stessi e/o con altri che la nostra volontà è stata forzata, comunemente diciamo che “l’abbiamo preso nel ….” Può essere semplice ironia? Parallelo di immagine fra la realtà culturale dei babbuini e quella nostra? O, immagine crassa di una sopraffazione culturale che, emozionalmente, si riflette nel nostro corpo (nella nostra Natura) anche come violenza sessuale? Gli influssi delle emozioni culturali nel nostro ano, non sono una novità. Il timore fa stringere i suoi muscoli ed il piacere li allarga. I muscoli preposti all’ano possono stringersi anche nei confronti del piacere, se è quello che “spaura”, come stringersi anche per protrarlo, quando anche il dolore è parte del piacere. Seriose ironie a parte e, indipendentemente dalle scimmie, vuoi vedere che la remissività culturale viene vissuta come segno di deviazione dalla virilità in quanto potrebbe non essere solamente intesa come accoglienza culturale e spirituale ma anche come accoglienza naturale ed in ciò comunicare paure da sopraffazione di tipo sodomitico? La remissività (oltreché principio dell’accoglienza culturale e spirituale) certamente è anche principio dell’accoglienza sessuale, ma, un conto è il piacere della sessualità (Natura della Cultura della vita finalizzata alla sua perpetuazione) e un conto è il piacere della genitalità: Cultura della Natura della vita finalizzata al piacere di sé.