Tutti abbiamo bisogno di stella!

Tre atti di un sogno

Questa notte ho viaggiato per diversi piani del Sogno. Dei tre che ricordo al risveglio, in uno mi ritrovo in una zona industriale e poi in uno stanzone su due piani. Su tutto e su tutti era poca la luce. Lo stanzone (non è una discoteca) è occupato da decine di maschi. Li dico innanzi tutto maschi non perché non uomini ma perché li vedo del gender che affronta l’altro da sé emettendo paura per non provar paura: è la tattica del Cobra. E’ un avvelenante che va per la maggiore. L’ho riconosciuta nel sogno (la virilità che si protegge dalla paura facendo paura) perché mi è capitato di subirla. Nel sogno, da quel tipo di virilità mi sento circondato, assediato, quasi dominato. Vinco la carcerazione collocandomi ai bordi del cerchio che parecchi di loro hanno composto in pista. Ballo come ho sempre fatto: ascoltando la musica ma di più ascoltandomi nella musica. Attorno a me avverto una mutazione della nefanda atmosfera che prima aleggiava su tutto e su tutti: ora è leggermente gaia: gaia o gaya? Sorrido alla question e passo oltre! Tanto più perché non avverto il timore di prima e che ora non mi sento separato dagli altri. Direi tre i perché. In uno, l’Eteroculturalità è entrata nella mia Omoculturalità. Nell’altro il caso opposto. Nel terzo caso, la mia diversità esistenziale (l’Omoculturale) ha liberato l’Eterocultura maschile dal bisogno di essere violenti per poter essere interpretati come Eterosessuali. Dalla loro Eterocultura (sodomizzante per bisogni di potere) ho liberato non poche virilità anche stando fuori dai suoi letti.

Seconda parte o era la prima: non ricordo.

Mi ritrovo davanti ad un altissimo specchio rettangolare: era posto in verticale. Non faccio in tempo a vedermici di fronte che mi sento strappato da quella posizione. Sostengo da tempo che non ci sarà nessun Giudizio Universale e nessuna divisione per divina volontà. Divisione ci sarà, invece, in ragione del giudizio che uno spirito (forza e potenza di una data vita) darà circa il suo stato di somiglianza con lo Spirito: Forza e Potenza della vita del Principio e del suo stesso principio. Certamente sarà un giudizio universale, ma perché il dato spirito vedrà riflesso nello Specchio della vita (l’Immagine del Principio) ogni parte conosciuta o non conosciuta di sé. Tornando a me, perché sono stato strappato dal mio giudizio? Perchè non è ancora arrivato il momento? E da cosa è stato mosso il sogno? Da un timore di morte e/o da un timore di giudizio? Avendoli accettati, da anni non patisco più i due timori. Può anche essere, però, che i Sogni non la pensino allo stesso modo.

Terza parte

Nel cortile di una fabbrica collocata nella stessa zona industriale mi ritrovo in auto con un giovane cinese. L’auto era grande, bella, nera: una Land Rover mi è parso. Il giovane appariva sulla trentina e non male. Indossava jeans e maglietta. Portava uno dei cappellini che odio: quello con il frontino che fa tanto servizio benzinaro. Va bè! Gli sto dicendo un qualcosa che lo lascia perplesso: nicchia. Il sottinteso ti – ti, ni – ni mi fa perdere la pazienza! Gli grido: tutti abbiamo bisogno di una stella! Non penserai mica di alzarti la mattina per tua moglie o i tuoi figli, vero?! No: lo facciamo perché abbiamo bisogno di una stella e tutti abbiamo la nostra stella! Anche l’idraulico ha la sua! (Questa dell’idraulico non l’ho proprio capita!) Fatto sta che mi sveglio con quelle urla nella mente. Ancora da seduto sul letto rifletto su “abbiamo un bisogno di stella!” Di una stella che indichi all’oro, all’incenso e alla mirra, la strada della nostra capanna? Una stella che ci indichi la via per una nuova rinascita? E se tutti abbiamo bisogno di una stella perché ho urlato l’affermazione proprio ad un cinese? Perché verrà da quel cielo verrà nel nostro? Perché in quel cielo c’è già e lo spirito cinese dell’uomo che ora è seduto su un bella, grande, e importante macchina la sta abbandonando ed io lo sto rimproverando? Elevando il pensiero, e se l’abbandono della stella del giovane cinese moderno mi avesse rappresentato l’abbandono di quanto è stato la stella nella Cina ora seduta su un bella, grande, e importante macchina? Mah!