Il racconto delle pietre

Rivedendo l’immagine nella forma circolare dopo averla fatta ovale ho subito al ricordo di Stonehenge che me l’ha evocato, una specie di scossone. L’ha provocato questa rivelazione: Stonehenge è la solenne elevazione della vita (la pietra orizzontale) retta dalla vita maschile e femminile: le pietre verticali.

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Oltre ai principi maschili e femminili, certamente è possibile dare a quel tempio degli altri significati. Ad esempio: la vita e la morte sottostanno al dominio del luogo della (o delle) divinità: il cielo simbolizzato dalla pietra orizzontale. Oltre a quello (e/o da quello proveniente) l’orizzontale rappresenta anche il destino imposto e/o impostato da elevate ed elevanti presenze in quel cielo credute. Chi ha eretto quel tempio sapeva, o almeno fortemente credeva, che la vita sottostà a tempi che senza riconoscibile fine ripetono il loro inizio. Senza questa certezza da massima speranza (l’inizio che inizia il suo inizio in sempiterno moto) la circolarità delle pietre non ha senso. Ulteriormente pensando alla vita come architrave di quanto è ad ha vita, una delle pietre verticali potrebbe rappresentare un principio, ad esempio il Bene, mentre l’altra il suo contrario. Oppure, (essendo la pietra di forma e sostanza modificabile) un bene che ha di che diventare un male come un male ha di che diventare un bene. Tirando l’acqua al mio mulino, ulteriormente ipotizzo che le pietre verticali simbolizzano la Natura e la Cultura, reggitrici della forza e potenza del Cielo che le copre (nel senso di protegge) ma anche le domina oltre che indicarne la provenienza

Cielo

Natura                                                                            Cultura

OPPURE

Vita

Natura                                                          Cultura

OPPURE

Spirito

Natura                                                              Cultura

OPPURE

principi della

Natura                                 e della                              Cultura

della vita originata da un Atto Primo (se lo immaginiamo come Dio) o da Atti Primi se li immaginiamo come Dei.

Procedendo con l’immaginazione

i Principi della vita sono DEI in ragione del

Bene

del Vero                       e del                         Giusto

secondo la Cultura (la Conoscenza) della Natura della vita: il Corpo.

E’ Dio

il Principio del Bene

del Vero                       e del                        Giusto

secondo la

la Forza                        e la                       Potenza

dello Spirito della vita che il pensiero comunque religioso  (e/o comunque spirituale e/o comunque culturale) colloca al principio di ulteriori bisogni

secondo Natura

secondo Cultura                         secondo Spirito

Se dovuto, quel sacrario, agli stessi motivi che hanno giustificato i nostri, ne deriva che l’hanno eretto per lo stesso mescolamento di paura, rispetto, bisogno di aiuto o di fede, ecc, ecc. Ammessa anche questa ipotesi (nessuna esclude le altre) ricordo qui quanto ebbe a dirmi una Presenza in una seduta medianica: gli Antichi erano più saggi. Forse perché già pensavano che

dai principi della vita

il Bene

il Vero                                                                    il Giusto

non si esce.

Viste così le cose (e sempre immaginando) se ne può certamente concludere che siamo predeterminati?  Su questo piano della vita nessuno è determinato a priori. Solo il Principio assoluto della vita (la vita) è predeterminato; lo è, dal suo essere il predeterminato

da principi che hanno determinato il principio del suo principio.

Si, ve be, Vitaliano, ma già che ci sei perché non dici se è nato prima l’uovo o la gallina? Secondo me la faccenda non si pone perché prima di essere uovo o gallina (realtà originata) c’era quanto è diventato uovo e gallina: la realtà originante.. Ora, che senso hanno le pippe su chi dei giunti dopo è impossibile che sia giunto prima, esattamente come è impossibile che una Somiglianza venga prima dell’Immagine.

Ho giò avuto modo di dire che come grafico faccio schifo ai cani. Mi vedo costretto, così, a dire quello che dubito d’aver fatto capire.

Con l’immagine intendo sostenere che la Cultura trinitaria della vita era presente anche in quella di chi l’affermò nel Cerchio di Stonehenge. A mio pensare, inoltre, l’idea di Infinito detta da l’idea del Cerchio c’era anche nella Cultura religioso egiziana. Come nel Cerchio, infatti, anche nella Piramide è impossibile riconoscere il punto di inizio da quello di fine. Giunto al punto, mi domando perchè nella Piramide non abbiano mai trovato traccia di concreta sepoltura o di sacello. Che sia perchè la Piramide aveva lo scopo accogliere (tutelare, proteggere, confermare, aiutare) lo spirito del Faraone, non, il corpo del Faraone? Procedendo con le fantasie si può anche pensare che la Piramide sia stata l’immagine della Natura (una facciata) della Cultura (una facciata) dello Spirito (una facciata) non tanto del Faraone quanto della faraonità da servire (onorare, ricordare, aiutare, ecc.) mentre procede verso la vita ulteriore. Lo so che faraonità non esiste ma so anche che nulla vieta l’immaginazione che non fa male a nessuno.