Profeti chi?

La parola è l’emozione della vita che dice sé stessa. Poiché nessuna vita è eguale ad un altra, ne deriva che nessuna vita dice sé stessa secondo eguali emozioni, e quindi, eguali parole. Possono dirsi profeti di nuova parola, quindi, tutti i messaggeri della vita che si espime in nuovo modo perchè recettori di nuove emozioni. Se miriamo la vista solamente verso le grandi parole – emozioni, ne consegue che i profeti non sono mica tanti, ma, siccome, vita è lo stato di infiniti stati di parole – emozioni, non possiamo non ricavarne che infiniti sono i profeti perché le emozioni dette dalle parole non possono essere mai le stesse. O meglio, sono le stesse come contestuali significati culturali, ma non le stesse in ragione delle emozioni che suscitano nel dato contesto culturale come anche nei contesti culturali elettivamente affini. Giunti al punto, dove è scritto che la parola di un “grande” profeta è più utile alla vita della parola di uno “piccolo”? Non di certo nel principio di profeta.