La sessualità è animata

La sessualità è animata (o non animata, o tiepidamente animata) da infinite misure di forza. Ciò vale per ogni genere di sessualità. Chi non la manifesta per quello che è, recita la parte che più gli conviene, vuoi per mostrarla come anche per nasconderla sia a se’ che alla società. Questo gruppo dall’ipocrita sessualità alberga per la gran parte fra i censori della vita altrui. Passo oltre su questi perché ogni commento rischia di essere un mio nolente giudizio; su di essi, sia giustizia quello del loro Spirito. Infine ma non per ultimo: vi sono di quelli che “sanno cosa dicono ma non sanno di cosa parlano”. Questi in particolare, non sanno (o lo sanno solo culturalmente) quanto possa essere implosiva quanto esplosiva una sessualità che non trova la possibilità di avere sia il suo sbocco che la possibilità di regolarlo entro norme che siano corrispondenti sia al se personale che a quello altro. Per questi frigidi verso qualsiasi voglia passione, recitare la parte sessualmente sociale e religiosamente convenuta e’ ben facile parte’, come anche una millantata aureola. Se fosse vero il fatto che a copertura di una comunque “diversa” sessualità personale ti sei costituito una vita infelice anche a livello sociale pur di viverla (o, negandola, pur di non viverla) allora ciò potrebbe anche significare che hai preferito costituirti una identità sociale diversa (quella dell’anarchico – panelliana) che ha spinto la recita sino a drogarsi piuttosto di sentirti (nell’ambito borghese di provenienza) una identità sessualmente estranea.