Mi vedo ancora

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Mi vedo ancora mentre, con ad altri Esposti (tutti vocianti) giro attorno alla suora. La vedo ancora: alta, bella, statuaria. Sapeva bene la suora, che lo facevamo con la speranza di avere un qualcosa di extra da mangiare ma faceva finta di non capirlo. Non ricordo il menu del mezzogiorno, ma in quello della sera c’era quasi sempre un abbondante budino della P.O.A. (Pontificia Opera Assistenza) Qualche volta dei mattoncini di marmellata. Caffellatte con un po’ di pane la mattina. Non dico che pativamo la fame ma un robusto e costante appetito certamente sì. Ricordo ancora i tubetti e/o i barattoli di latte condensato che ci rifilava di nascosto dalle altre suore. Mi sa che il mio diabete è iniziato all’epoca! Non ci allontanava mai. Sorrideva a tutti. Non era sorriso da suorastico dovere. Solo dopo anni l’ho rivisto nelle anime liete. Fu brutto il giorno in cui non la vedemmo più. Forse era stata trasferita ad altro incarico. Forse ad altro convento. Forse aveva raggiunto le anime liete. A quel pensiero faccio fatica a non piangere: a settantanove anni.

VERSO LA VITA E ALTRE STORIE