Cortese Signore

Cortese Signore: suppongo che abbia letto le mie note. Dubito però, che abbia visto le foto allegate. Di quelle, tutto si può dire fuorché immagini di carne “magra, tenera, succulenta che non è mai stopposa alla masticazione”. Non me ne voglia ma la sua affermazione m’ha portato alla mente il soldato Alberto Sordi che nel film la Grande guerra commenta il rancio schifoso dicendolo ottimo ed abbondante al generale imbecille. Come appartenente al sistema che la dirige, lei, tutto può essere fuorché non fiancheggiatore. Non le avevo chiesto di farmelo capire: tanto meno di farmi ridere. Io non sono particolarmente schifiltoso. Ho mangiato in ambiti di lusso ed in osterie. In collegi ed in orfanotrofi, a militare, e a casa, cresciuto più che altro a spaghetti al pomodoro e/o a panà (versione padovana della pearà) con mortadella come secondo: non sempre la mortadella. Dati i precedenti, per necessità o meno adattato a molto, c’è ne vuole perché giunga a lamentarmi di quanto mi è stato servito! Non ricordo quando ho iniziato a fruire del servizio pasti. Ricordo però, di un pomodoro eccellente, e di un ragù più che notevole. Ultimamente, invece, il pomodoro è generalmente meno che mediocre, ed il ragù fatto con carne cotta, è indigeribile! La pasta, poi, è generalmente stracotta. Oggi, invece, il pomodoro è buonissimo e la cottura della pasta, passabile. Mi si dirà, che la pasta mi giunge stracotta perché continua a cuocere anche una volta messa nei contenitori. Vero, ma allora, perché non è sempre così visto che nei contenitori c’è la mettono sempre? Può essere caso? Può essere! Può essere diversa la mano che prepara? Può essere, come può essere diversa la capacità professionale, come può essere diverso l’interesse verso il lavoro. Per anni, tutti i mercoledì sera ho preparato la pasta per gli abbandonati assistiti dall’Associazione Amici di Bernardo. I volontari ebbero a dirmi che fra i presenti, non pochi venivano solo il mercoledì. Cuocevo la pasta per non più di tre minuti. Nel pomodoro, un po’ di aglio, rosmarino, olio (ovviamente ma non vaga traccia) e piacere di farlo in quantità. Mi rifiuto di pensare che sia proprio quest’ultima salsa quella che manca alla cottura dei cibi! Mi dice, Dottore, che la carne non è mai stopposa alla masticazione. E’ vero. Una carne stracotta, infatti, non lo può essere. Succulenta, Lei dice. I casi sono due: o mangiamo diversa carne, o Lei non ha mai mangiato la carne che mi portano: dura e morbida come suola di poliuretano. E’ vero: la dietologa mi aveva parlato di problemi sulla gelatina, ma, mica mi ero lamentato di quel particolare! E’ vero, avevo ordinato cavoletti. L’ordine, però, non è che l’utente lo fa tutte le settimane e a me c’è voluto del tempo per capire che l’indurimento al ventre che provavo dopo mangiato era proprio dovuto ai cavoletti, (i cavoli no, stranamente) come all’insalata, appunto perché ambedue molto fibrosi. Appena capito l’ho detto ai consegnatari. Il più delle volte inutilmente. E’ vero, con la frutta ho reputato di inutile spreco la consegna del pane, e dei dessert. A differenza del contorno in oggetto, questa richiesta è stata generalmente ascoltata. Con gaudio di altri utenti o quanto meno dell’Istituto, spero. Da quanto sopra esposto tragga le sue conclusioni, Dottor V. Non mi aspetto di saperle. Non è necessario. Per me, il discorso finisce qui, ma se mai dovrò avere la necessità di riaprirlo, Lei sarà il primo a saperlo.

Milioni di parole

Milioni di parole ne “la Repubblica” di oggi, ma una sola notizia: Safia Amajan è stata assassinata a Kandahar.

Cosa mai avrà fatto questa Donna, di anti islamico? Adultera? No! Non portava il velo? Si! Ha mangiato carne di maiale? No! Ha ucciso il marito? No! Cosa ha fatto, allora?! Si batteva per le Donne! Ullalà ! Grave direi! Come si batteva? Ex insegnante era riuscita a coinvolgere in corsi di istruzione e di formazione professionale decina di bambine, ragazze e donne. E’ chiaro che questa rivoluzionaria non poteva mica passarla liscia, vero?! Aveva chiesto di essere messa sotto protezione dal governo. Il problema “protezione” è stato risolto dai Taliban con un poco di piombo; e pensare che il Profeta amava le donne.

Come questa ma beige

Come questa ma beige la macchina americana che ho visto in un tardo pomeriggio nel collegio di Vellai.

autousa

Accanto alla macchina un’anziana signora vestita di nero. Si appoggiava al bastone. Era targata MI, la macchina. Ho pensato di Milano anche la signora. Sarà una benefattrice mi sono detto. Ne capitavano. L’autista non c’era. Mi è parso strano. Tranquilla, la signora dava l’idea di aspettarlo. Come se sapesse dov’era. Come se sapesse perché. Come ci fosse abituata. Ci siamo guardati la signora ed io. Chissà cosa ha visto in un ragazzino in giro per il cortile d’ingresso al collegio. Per quale motivo non me lo ricordo più. Avrà visto un soggetto da adottare? Un soggetto da escludere? Un’orfanità da compensare? Ai benefattori e alle benefattrici, capita. La staticità del volto di quella donna non mi suggeriva altre ipotesi. Ricordo il ritorno in classe: nella mia pur desiderando un altorove.

Ci siamo chiesti

Ci siamo chiesti molte volte cos’è un blog per noi. Molte le risposte. Fra queste, una poco approfondita, a mio avviso. Blog è il cielo che in terra non abbiamo abbastanza. Sotto questo cielo l’Albero della nosta vita. Sotto questo cielo le nostre foglie. Pabloz nota alberi secchi. Pabloz nota foglie cadute. Diversamente, noto ricerca di sentimento fra simili. Il sentimento fra blogger si stabilisce attraverso conferme: conferme, date dalla somma delle corrispondenze di pensiero. La dove non vi sono sufficienti corrispondenze, la linfa inizia a mancare alle foglie. Non per questo si staccano. Non per questo si seccano. Non per questo cadono: solo non fremono.

Norma e Normalità

Con il “Principato e Religione” non me ne voglia neanche la Donna se ho usato un’immagine maschile

nell’Indice iniziale di una passata edizione del sito. Non volevo assolutamente far intendere che dal mio principio maschile (la Determinazione) sia escluso quello femminile: l’Accoglienza. L’elemento femminile nell’Uomo, infatti, è dato dalla capacità di accogliere, mentalmente e spiritualmente, vuoi ciò che ha determinato la sua vita, vuoi ciò che dell’altra vita (o la vita nel suo complesso) gli determina di accogliere. Per l’alterno ma complementare principio, l’elemento maschile nella Donna è dato dalla capacità di determinare ciò che culturalmente e spiritualmente è da accogliere, vuoi per interessi della sua vita, vuoi per interessi di altra vita, vuoi per interessi della vita nel suo complesso. La vita, però, è stato di infiniti stati di vita, quindi, la Figura maschile e/o Femminile, ha infiniti stati di determinante o di accogliente volontà di vita. Gli infiniti stati di determinazione ed accoglienza, femminili nel maschile e maschili nel femminile, compongono infiniti stati del carattere maschile e/o femminile dell’Uomo e della Donna. Nella Figura maschile o femminile, il prevalere di un dato carattere, (il determinante o l’accogliente) forma la prevalente l’identità sessuale. Sia essa Eterosessuale, o Omosessuale, o altre non prevalenti a livello numerico e/o sociale.

Al punto:

* se, vita, è lo stato di infiniti stati di vita;

* se il principio della vita è il Bene;

* se le due condizioni sono l’origine della forza sessuale sentita dal prevalente stato di vitalità e di vita;

* se, la norma non può essere data dal carattere sessuale, (in quanto, al principio, vi fu vita in quanto Bene e non un suo orientamento sessuale) non si può non trarne che una conseguente logica, e cioè, indipendentemente da ciò che si è e si ama, si è normali operando vita dando del bene, e si è anormali operando contro la vita non dando del bene. Il punto dolente della sessualità giudicata socialmente e/o culturalmente, e/o religiosamente non normale, quindi, non è dell’Essere (di per sé, Bene) ma il suo Fare. Per quanto sostengo, oltre ai Normalizzatori e la Donna, non me ne voglia neanche chi pratica il dolore, l’errore, e l’altrui “fatica di vivere”, allo scopo di ricavarne bandiere politiche, crociate morali, o egocentriche missioni religiose.

L’amore?

Amore è comunione. Amiamo tanto quanto l’abbiamo raggiunta. Non si accolga questo scritto come fosse la supponente lezioncina del maestro! Non avete idea che fondo m’ha fatto la vita per farmela capire! Può essere ricerca naturale: comunione fisica. Culturale: comunione fra pensieri. Spirituale: comunione fra elevanti principi. Di vita, in ragione dello stato della comunione. Nel dire cos’è l’amore dovremmo ben dire anche che cos’è la passione, e nel tentar di capire, tenere separati i due significati: l’amore ascolta la vita. La passione ascolta sé stessa. Diversamente dall’amore (si alimenta amando la comunione) la passione è un’emozione a termine. Termina, man mano si consumano le emozioni che la “strutturano”. Per nota immagine, le emozioni sono la legna che alimenta il fuoco, e sono il fuoco che brucia la legna. Che io sappia, nessuno è legna per sempre nello stesso falò. Inevitabile, quindi, lo spegnimento, oppure il continuo bisogno di un altro falò. Vero, anche l’amore è fuoco che consuma. Diversamente dalla passione, però, in fondo, non resta solo cenere.

A parte la robotizzazione

A parte la robotizzazione da compiti sociali e di sopravvivenza, dopo la morte dell’Amato non mi era rimasto assolutamente altro. Non vorrei risultare patetico ma non posso tacere nessuna parte di me. L’ho promesso. I testi dei primi anni sono facilmente distinguibili per la lunghezza, e perché ad un certo punto si ha proprio bisogno di aria! Mi capitava all’epoca, e, sia pure meno, mi capita ancora da tanto sono circolari. Circolari nel senso che avevano principio ma non fine perché dovevo tornare al principio, con il risultato di appesantirli, e di renderli prolissi. Tutto sapevo, però, fuorché gestire la faccenda. Se è vero il proverbio che dice: chi non conosce la propria scrittura è un asino per natura, io lo sono stato per anni, e per anni mi è capitato di domandarmi se l’avevo scritto io un dato testo perché, rileggendolo a raffreddata emozione, non lo capivo più. Sia pure amato in tono di molto minore mi capita anche adesso di dover riflettere su di quello che solo un paio di ore o di giorni fa mi era chiarissimo. In effetti, di chiarissimo, all’epoca, e per anni non so quanto conclusi, c’era il fatto di sapere che la mente non procedeva con lo stesso passo, e che nel suo cammino fra piano e piano della vita si perdeva: anche se solo di volta in volta, anche se non stabilmente. Reso libro, questo blog avrebbe sulle 1600 pagine. Forse, anche sulle 1800 perché vi sono testi (non pochi) con più pagine. La ristrutturazione in corso, quindi, necessiterà di non poco tempo, anche solamente considerando il punto quantitativo. Se con il quantitativo, considero anche il qualitativo, allora, ho sempre presente il timore di non fare in tempo. Nella composizione del sito e del post, quest’ansia ha mosso non pochi errori! Mio malgrado devo ammettere, anche fuori dalla composizione di quest’opera. Va beh! Quello che è stato è stato, e quello che sarà, sarà.

Con un mio amico di Destra

Con un mio amico di Destra (valente puttaniere anche se in età da rassegnazione) ho sempre trovato dei punti d’intesa ma da quando la Destra ha ottenuto la sua affermazione (mi riferisco al recente trascorso) non c’è più stato verso di ritrovarla. Eppure, eravamo gli stessi di prima. Cosa era cambiato? Era cambiato che prima non aveva nulla da perdere nell’essere d’accordo con me in alcuni casi, e dopo ha avuto di che perdere se li condivideva. Cosa aveva da che perdere? Aveva da perdere il valore aggiunto (il politico sul personale) derivato dall’affermazione del suo gruppo di riferimento. A quel punto la conservazione di quel valore aggiunto era diventato ancora più importante di una intelligenza che nonostante tutto continuo a stimare. Il Potere è il più completo dei sodomiti! Prima si fa prostituta del maschio, e poi maschio di chi si è prostituito alla prostituta. Contro le infezioni da potere c’é un solo condom: non dare la mente a nessuno!

Ho iniziato

Ho iniziato a mettermi a nudo nel 71. E’ stato più semplice togliermi gli abiti che i precedenti pensieri. Certamente sono stato aiutato dall’abitudine di abbassare la luce nella stanza, e la luce della verità nella mente. Sai bene, che troppa luce offende gli occhi e troppa verità allontana la capacità di accoglierla senza traumi. Spogliati oggi e spogliati domani, un po’ alla volta ho iniziato ad accettare la mia verità fisica, e la mia verità mentale. Oggi, posso girare per la stanza come mamma m’ha fatto, e girar per la mente, proprio come la verità m’ha voluto. Per la mia stanza, però, non sempre giro da solo come non sempre trovo (per non dire quasi mai) chi, come me, ha attraversato le mie stesse stazioni (e stagioni) di conoscenza. Torno allora, ad abbassare ambedue le luci, onde permettere all’occasionale fortunato di vedermi e di vedersi come è in grado di fare o di accettare.

So’ come la mussa del strassaro

Alla c.a. del Maresciallo c/o Servizio di polizia Giudiziaria del Tribunale di Verona. In oggetto: relazione su l’aggressione accadutami in Porta Vescovo in data 25

Premessa

Sono l’autore del sito www. perdamasco.it (all’epoca in Rete: ora l’ho tolto) e del blog perdamasco.blogs.it (questo l’ha chiuso il punto.it) Glieli rendo noti giusto per considerare sulla mia identità. Mi sono occupato di tossicodipendenze (di quelle dure) per almeno una quindicina di anni. In quell’ambito sono conosciuto dal Referente del Sert. Nel settore sono conosciuto anche dalla ex responsabile della Comunità “La Genovesa”. signora M. Se necessario, posso citare la madre dell’ultimo Amato: venticinquenne quando l’ho conosciuto e ventinovenne quando mi è mancato. Infine come dicono nel padovano, “so’ come la mussa del strassaro”, e, cioè, conosciuto per quello che sono: sia umanamente che sessualmente.

Ciò detto:

il parcheggio di Porta Vescovo, oltre per il suo ruolo, è conosciuto anche come zona d’incontri. Ci girano, o ci giravano coppie in cerca di singoli o di accoppiati. Ci girano Finocchi. Fermo restando che la ricerca dell’accoppiamento, direi che muore con chi cerca, anch’io ricerco. Senza spasimi, senza patemi, senza frette. Il più delle volte, ci vado per passare il tempo. Anche per pensare a me stesso. La zona mi è più consona di qualsiasi bar. Mi richiama molti ricordi. In coincidenza col deposito dei banche del Mercato della Frutta, nel vallo è stata posta una roulotte. La abita, un tossicodipendente. Con quello, due cani di grossa taglia: rot e qualcosa. Ci tengo a sottolineare, e lo denuncio come esposto, che quell’individuo circola con i cani, generalmente senza guinzaglio, e ne museruola! Ma, anche se fossero a guinzaglio, non vedo possibilità di dominio sui cani, dal momento che quella persona, non sarà più alta di uno e 65, e non più pesante, 50/60 chili: sia da “fatto”, che no! I Vigili hanno detto che i cani erano a posto. Ai Vigili, deve essere sfuggito, che i cani non possono essere a posto se il loro proprietario o assegnatario, non lo è! Ero assieme ad un pensionato che a suo dire cerca coppie. Personalmente non lo conosco se non, per un buona sera che tempo che fa! Io amo il silenzio! A dirla tutta, quella persona disturbava sia il mio silenzio che l’eventuale ricerca. Fa lo stesso! Stava ciacolando con me dei cavoli suoi, il pensionato, quando ad un certo punto, gridando Culatoni via de qua, (e non mi ricordo più che altro) quell’individuo ci è venuto addosso con i due cani. Come non bastasse, armato di un coltello che gli ho strappato di mano e gettato per terra. Ha tentato di strapparmi un medaglione che porto al collo e di togliermi dalla tasca della camicia i soldi che vi avevo messo. A essere fiscali, questa è una tentata rapina a mano armata. Successivamente ho ritrovato il coltello e l’ho consegnato alla Pattuglia che è intervenuta su mia chiamata. Il soggetto gridava contro di noi che volevamo violentarlo, che lui odiava i culattoni perché era stato violentato, che stavamo facendo sesso nel parcheggio, e, troppa grazia S. Antonio, che stavamo coinvolgendo un minorenne! Non c’era traccia di questo fantasmatico minorenne, però, disse che se lo sarebbe procurato. Ora, immaginarsi che due sessantenni e passa, si rotolino presi da libidine in un parcheggio di duro asfalto e illuminato a giorno, con o senza minorenni, fa decisamente piangere dal ridere! Ammessa e non concessa la presenza di questo fantasma, un minorenne, in compagnia, a mezzanotte, di un tossico non può che essere un altro tossico! Da questi, ci si può aspettare che dicano di tutto ed il contrario di tutto! Un mio seguìto nelle Tossicodipendenze, ebbe a dirmi che non è necessario picchiare un tossico per farlo parlare; è necessario per farlo tacere! Il che, è tutto un dire! Intervenuta la polizia, il pensionato ed io raccontiamo l’accaduto. Nei pressi del parcheggio, quella sera, giravano tossici che non avevo visto in altre occasioni. Avevo notato anche una Panda rossa targata Mantova. Evidentemente, almeno per me, non volendolo, il pensionato ed io, disturbavamo un giro. Non ci vuol molta fantasia per capire di chi. Sospetto tutto sto can can a causa di quello. Alla Pattuglia ho fatto notare che alla fine di tutto il suo blaterare, quell’individuo ha dato evidente segni di calo. Non credo sia necessario dirle cosa significa, tanto meno cosa dimostra nel fatto avvenuto. Ora, passata l’incazzatura, non espongo formale denuncia se ciò significa mandare quella persona in galera. La espongo, invece, se serve per l’avvio in Comunità. Non ho altro da aggiungere.