Gli abiti del piacere

Vi sono identità, che sotto la spinta del desiderio si spogliano della personalità sessuale che sono (o pensano di essere) e si vestono con un’altra. E’ il caso della personalità etero che si veste di omosessualità. Raggiunta l’intesa e soddisfatta come si rivestiranno, dopo? Da simili, certamente no. Si rivestiranno, quindi, con i propri abiti: l’omosessuale con i suoi, e l’etero con i propri. Nude o vestite che sia le personalità coscienti di sé non subiscono problemi. I problemi invece, accadono nelle personalità scardinate dalla propria cultura eterosessuale a causa della forza di desideri che sono parte di quella vita anche se non fra quelli che la fondano. In quei casi potrebbe succedere così che la personalità che si è scardinata sotto la spinta del momentaneo desiderio non riesca pià a vestirsi degli abiti che aveva: vuoi perché gli si sono ristretti, vuoi perché gli si sono allargati. Comunque rivestito, come reagirà quella diversità (l’eterosessuale) nei confronti di chi l’ha fatto sentire simile, e quindi, omosessuale? Eliminando il testimone che lo vede falsamente rivestito dopo essersi egualmente spogliato? Non tutti i casi giungono a questo, ovviamente, tuttavia l’ho pensato per non pochi casi. L’ho pensato anche nei casi di patricidio e matricidio. Dove un un figli* non riesce a togliersi gli abiti non suoi perché impedito dall’opinione di quelli che l’hanno impropriamente vestito potrebbe scegliere di togliersi dalle spalle gli erronei vestitori anche eliminandoli dalla sua vista dove non riesce ad eliminarsi dalla loro.