Spiriti: le caramelle no.

C’è chi afferma di parlare con gli spiriti. Dipende da come lo dicono possibile. Secondo me, il modo è nei pensieri che seguono. Non ne conosco altri e non credo in altri. Nella speranza di rendere più accessibile l’argomento lo scrivo a blocchi. Doverosa premessa: ho confessato più volte che il vero autore dei miei scritti è l’emozione, non, la mia conoscenza. Spinto dall’emozione motivata da un dato atto e/o fatto, scrivo la prima frase dell’argomento: è come un cucchiaino di lievito su un impasto. Data la minima misura e, probabilmente, la minima qualità di quell’aggiunta, più di tanto non dovrebbe farlo crescere, invece, lo lievita sino a farlo straripare dal contenitore: una cultura indubbiamente non bastante. Quando capita (pressoché sempre) faccio più fatica a rimettere l’impasto – argomento dentro il contenitore (la mia conoscenza) che a scrivere quanto sento di dover scrivere. Un po’ ne rido perché mi vedo come Topolino soverchiato dalle scope. Lunga e perigliosa la strada di questa conoscenza, però!

1) Una mano che si appoggia sulla nostra ci comunica la sua temperatura, gli eventuali tremori, la ruvidità o la morbidezza della pelle, ecc, ecc. E’ chiaro che a nessuno viene in mente di dire che la mano parla.

2) Come la mano che ha toccato la nostra non parla ma ci fa pensare e al caso dire così, uno spirito ulteriore non parla ma ci fa pensare e al caso dire lo stato del suo stato. Lo può, tanto quanto gli stati della sua forza e potenza sono entrati in comunione con la nostra forza e alla nostra potenza.

3) La comunione fra uno spirito umano e un ulteriore è possibile perchè, vita, è stato di infiniti stati e si origina in ragione dello stato della corrispondenza di forza e potenza fra tutti ed in tutti i suoi stati.

4) Lo stato della forza e della potenza fra spiriti in comunione dice lo stato della corrispondenza. Esemplificando: se lo stato del rispettivo stato vale + 4 la corrispondenza fra stati varrà + 4. Se – 4 la varrà – 4. Così per altre misure

5) E’ possibile fermare la corrispondenza fra stati e per questo fermare la vita onde poter dare il definitivo giudizio sullo stato e misura di ogni spirito? Escludo un ipotesi confermata da una biblica e/o evangelica speranza più che dalla conoscenza, ma la speranza, è la ragione della fede, non la fede della ragione, ma ad ognuno il suo credo.

6) Poiché la vita è stato di infiniti stati e poiché si origina dalla inarrestabile corrispondenza fra tutti ed in tutti i suoi stati, ne deriva che il Nulla e il Niente non esistono.

7) Ammessa l’inesistenza del Nulla e del Niente ne consegue che (materia provvisoria a parte) nulla e niente separa gli spiriti disincarnati da quelli incarnati, come nulla e niente separa ciò che appartiene ad una data forza e alla potenza che origina la personale identità sia nello stato ulteriore della vita che in questo.

8) Ulteriormente ne deriva che il nostro spirito è in mezzo (in medio) a infiniti spiriti: spiriti che del proprio spirito sono e hanno infiniti stati di inscindibile forza e potenza

9) La separazione fra forza e potenza di uno stato avviene, invece, su questo stato della vita. Ciò è causa del dolore naturale che porta all’errore culturale che porta al male spirituale. La separazione fra l’individuale forza e la sua potenza è compiuto dalla norma indicata dal Principato e dalla Religione: sono quindi posso. Di questi regni non conosco maggior nefandezza.

10) Il rapporto spiritico fra forza e potenza umana e forza e potenza ulteriore avviene fra spiriti affini. E’ fonte di dissidio dove non avviene fra spiriti affini. Ciò vale anche in questo stato della vita.

11) Comunque siano le cause, e/o lo stato del dissidio, e/o le motivazioni coscienti o no, i dissidi (conflitti, discrepanze, e quanto di analogo) provocano infinite sovrapposizioni di parola su parola (emozione su emozione) e delle mancanti corrispondenze di forza e potenza fra spiriti come fra spirito umano che è e quello umano che fu.

12) Secondo lo stato di infiniti stati, in ambo gli stati della vita e in ragione della rispettiva forza e potenza, ci sono spiriti che attuano il dissidio e spiriti che lo subiscono. Ci sono spiriti che se ne rendono conto (di attuarlo o di subirlo) e spiriti che non se ne rendono conto. Ci sono spiriti che perseguono l’errore e spiriti che non si rendono conto dell’errore. Come è detto in una antica constatazione, così in Basso così in Alto.

13) Dell’esperienza medianica la psichiatria dice che è opera da schizofrenia. A mio riconoscere non è vero tanto quanto una mente in medium è in grado di tornare nella sua realtà. E’ vero, invece, quando non sa o non può perché non più in grado di gestire l’entrata e l’uscita da quella realtà. Non è più in grado di farlo, o perché preso dalla Forza e dalla Potenza di quel mondo, o perché quel mondo gli ha preso la forza e la potenza. Un’ipotesi non esclude l’altra.

14) Secondo personale esperienza la relazione di spirito fra forza e potenza terrena e quella ultraterrena si rivela (non comunque, non in ogni caso, e non nello stesso modo) quando fatti e/o atti della nostra vita portano emozionalmente fuori dal sentire e dal sapere generalmente vissuto dalla Cultura dell’ambito tribale, sociale e/o comunque religioso.

15) In genere, a portar fuori dal comune sentire sono degli estremi casi di dolore. Può succedere anche per la “spiritualità” che necessita di confermanti manifestazioni. In questo caso è ben difficile distinguere la forza e la potenza della santità dalla forza e dalla potenza della vanità.

16) Per scelta o per cause naturali, come vi è spirito umano che si rivela nella vita ulteriore perchè cessa la rivelazione in questa, così, vi sono forze e potenze della vita ulteriore che si rivelano in questa. In prevalenza può succedere per bisogni da non risolta e/o rifiutata affinità con lo stato ulteriore della vita, o con lo stato del suo stato. Un’ipotesi non esclude l’altra.

17) Fra altri bisogni il rifiuto del trapasso, o di come è accaduto, o un ulteriore bisogno di vita umana, oppure, un bisogno di potere e/o di amore (comunque espressi) e/o di dipendere, e/o di far dipendere (comunque agiti) ecc, ecc, ecc.

18) Come nessun spirito umano è attendibile in Basso, così, nessun spirito ulteriore può essere attendibile in Alto. Non tanto perché tutti e tutto è fasullo e /o falso, ma perché non siamo assolutamente in grado di distinguere chi lo è da chi non lo è, indipendentemente dalle prove concesse e/o dai carismi “donati” dagli spiriti, non dallo Spirito come generalmente pensano i “carismatici”. Lo Spirito dona la vita, non, perline!

19) La forza e la potenza di uno spirito non è più filtrata (trattenuta, osteggiata e quanto di altro) dalla precedente condizione naturale e culturale. In ragione dello stato che ne deriva uno spirito non è più quello che era. Così, indipendentemente dallo stato di vita vissuto in questa (comune o comunque elevata socialmente, e/o religiosamente e/o altro) vale la domanda: chi effettivamente veneriamo nei casi di beatificazione e/o santificazione? Direi, quello che crediamo sia stato. Ma se lo fosse stato secondo noi ma non secondo sé rischiamo di porre quello spirito, chiamato (dai fedeli) ad indossare gli abiti che ha lasciato, in uno stato di permaneente dissidio fra ciò che è ora e ciò che pensiamo che ancora sia? Alla luce di questo, se fossi uno psichiatra mi verrebbe da dire che le nostra preghiere e/o invocazioni stanno rendendo spiriticamente schizofrenico il dato venerato.

20) Diversamente da altri venerati in spirito, di venerabilmente certo vi è solo lo Spirito della vita. Essendo Principio assoluto non può essere alterato da nessun genere di schizofrenia da sé dipendente. Vero è che sé nolente lo diventa (per immagine) tanto quanto rivestiamo il Principio con le nostre coperte: quasi tutte fortemente infettive.

21) In ultimo ma non per ultima il mondo soprannaturale non può esser detto attendibile per questa semplice constatazione: il male sa fingere il bene, molto bene tanto quanto è male. Ciò significa che il male può essere maggiore dove maggiore la rivelazione.

22) Stante l’incontrovertibile verità, affrontare la medianità e lo spiritismo con fiducia (o peggio ancora con fede) è (a più livelli e casi) fortemente disturbante quando non pericoloso per la mente che in quella realtà si vincola o che da quella realtà viene vincolata: un’ipotesi non esclude l’altra.

23) Tanto più, perché una volta aperta nella memoria, quella porta non si chiude più. Pena leggera se introduce in aperte memorie. Quelle, cioè, che non rendono dipendenti perché di poco segno e/o aggiuntivo valore, o perché di indipendente individualità chi passa quel valico. Pena pesante, invece, se introduce nelle memorie chiuse. Quelle, cioè, che rendono dipendenti perchè di maggior segno e/o aggiuntivo valore.

24) Le memorie chiuse (dico chiuse le memorie dogmatiche) non danno l’impressione di esserlo perché si spostano dove il pensiero si sposta; ed è appunto per questo che la mente dogmatica si crede libera.

25) In tutti i casi e i generi di medianità, invece, è veramente libero chi non accetta caramelle dagli sconosciuti.