Maat

Alla mente mi è venuto il ricordo della dea Maat già mentre rivedevo il post Diabete e Medianità. Delle figure che per eleggerle divinità abbiamo sollevato dall’umana fanghiglia, tutte, gratta – grata hanno ancora i piedi dove glieli abbiamo tolti. Per me, solo con Maat siamo riusciti (gli antichi egiziani, ovviamente) ad alzarla nel punto più elevato dell’Oltre. Porla così, secondo me lo potè solo un Mistico dallo stato di spirito come minimo spiritualmente eccelso. Sento eccelsa anche l’intuizione della piuma come simbolo, non solo del leggero Giudizio, ma anche del valore (o non valore) che può variare verso l’Alto o verso il Basso lo stato esistenzialmente ulteriore dell’anima in giudizio. Dice inoltre, la piuma, quanto sia leggera la partecipazione di Maat. Di fatto, nulla impediva al Mistico che l’ha pensata così, di metterci una trave al posto della piuma: errore questo, largamente compiuto dai mistici che al posto di una piuma ci mettono una Croce con il Crocifisso ancora attaccato. Trovo persino comovente il pensiero di quell’antico Mistico sullo svolgimento del giudizio ulteriore. Provo qualcosa del genere quando penso alla leggerezza dello Spirito paracleto. In quel pensiero sono così distante. Come dice la canzone “dove non so”. Guaio è, che non ci resto.