Ho sofferto

Ho sofferto di solitudine tanto quanto il mio Fare non giustificava il mio Essere; così per opposto caso. Giustificati e collegati, non so cosa sia la solitudine pur essendo vecchio e pur non avendo compagnie. Non soffro di solitudine, inoltre, perché ho la mia storia come compagna della vitalità che mi rimane, e perché, non dipendendo da nessun sentimento fissatore di stato e/o di vita, nulla di esistenzialmente altro mi condiziona. A mio pensare, ovviamente, vive una solitudine maggiormente pesante chi non supera il lutto per la morte della personale vitalità, se per morte accettiamo l’idea che non consista solo nella definitiva cessazione del respiro. Supera indenne quel lutto chi, ponendosi nel Tutto, accetta di essere dal Tutto gestito. Si, la vita non è nostra: la vita è della Vita.