Nulla mi è più estraneo

Nulla mi è più estraneo di Gay. Gay mi fa sentire come se Martino avesse usato i guanti per passare il suo mantello al bisognoso. Per quanto mi riguarda non ho bisogno di guanti, di gesti ausiliari e neanche di misericordiosi santi. Io ho bisogno solamente di un unico mantello: è tessuto dalla sincerità. Dove non è possibile è tessuto dal silenzio. In ambo i casi, tanto meglio per tutti se non sono tarmati dai giudizi di identità portatrici di una voglia di dominio che neanche l’assassinio arresta. Tutte le religioni che si sono fatte potere hanno fiancheggiato quegli assassinii. Dove non per mano propria,  facendo da palo come si dice nei casi di chi assiste quelli che rubano; e se rubano vita in nome di Dio, hanno reso palo pure quello tanto quanto non grida. Ma, bisogna contestualizzare ebbe a dire un cardinale che va per la maggiore.

Glielo vada a dire ai martirizzati dalle religioni. Nella visione di Fatima glielo vada agli spiriti collocati ai piedi del papato e interpretati dalla Chiesa come martiri a causa sua. Tutto può essere: tanto più se porta acqua al mulino. Secondo la mia interpretazione della visione, invece, sono i martirizzati dalla sovranità di un Potere che per mantenersi tale non esita a delegare a Dio il riconoscimento dei suoi; e pazienza per gli altri: dicono che Dio lo vuole. Non volevo tirarla così lunga e neanche andare dove sono andato. Si da il caso, però, che la mia emozione non sia mai dello stesso avviso; men che meno oggi: ipocrisia nota a tutti ma che si ripete perché male non fa ai Mercati e alle corrispondenti clientele; e se farà male ai fuori, Dio riconoscerà i suoi.