Ippocrate o Ipocrisia?

Il Giuramento che vincola l’operato della Medicina e dei Medici dice: regolerò il tenore di vita (il suo stato, suppongo) per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio (e) mi asterrò da recar danno e offesa. Pur riconoscendolo eletto c’è in questo proposito un qualcosa che m’ha sempre disturbato. Nel pomeriggio mi è venuto da sbadigliare, così, sono andato a letto. Rilassato, ad occhi chiusi, non dormivo. Mi sarei detto senza pensieri, invece, come una bolla dall’acqua calda ne è emerso uno: la medicina che rende facile il vivere non è quella che rende difficile il morire? Viste così le cose mi chiedo cosa ne direbbe Ippocrate? Garantire il massimo del possibile in fatto di dignità e umanità è indubitabile, ma è sicuro anche che ripeterebbe quello che ha detto in tempi certamente implacabili ma secondo la Cultura della Natura: il vero che fa cessare il bene quando non lo è più? Oppure sottometterebbe quanto è della Natura (sentire il giusto) a quanto è della Cultura: sapere il vero? Vita vuole che fra Natura e Cultura vi debba essere un bilanciamento di stati, di emozioni, di valori.

Natura

Cultura                                        Spirito

Dove nella persona il bilanciamento è mancante per i pesi sociali e religiosi in eccesso vi è l’intrinseco errore che porta al dolore che porta al male. A parte la coscienza del carente di conoscenza, dell’errore che porta al dolore che porta al male non è escluso nessuno. Se non è escluso nessuno, come pensano la Medicina, il Medico, il Principato e la Religione, di essere nel giusto quando operano nell’umanità e nella dignità secondo il senso di un bene che per intrinseco stato non può non essere mancante a causa dell’errore culturale che porta al dolore naturale che porta al male spirituale? Stavo per sottoporre questo aspetto della questione a Ippocrate ma vedo che è preso dall’incarico che gli ha dato la Medicina: con_segnare ai Medici la fotocopia originale di quanto aveva pensato. Mentre lo fa vedo che non riesce a trattenere il pianto. Lo capisco: mica pensava di finire così!

Dedicata al mio Medico di base