Condivido in pieno

Condivido in pieno la prima parte della sua opinione. Resto perplesso, però, sulla seconda. “Godimento” è una condizione composta da infiniti stati di godimento. Ci sono i complessi, gli elementari, i semplici, i poveri, i sofisticati e via via definendo. Chi l’ha letto nel suo post, quindi, di godimento si è fatto la propria idea, non quella misurata da lei. L’nterpretazione soggettiva di “godimento”, così, per questi versi rende fluida la questione e per molti versi, piccino il questionato. A mio avviso, potrebbe averne meritato titolo solo ciò che definisce una suprema emozione, vuoi perché sedativa in assoluto (la roba buona, ovviamente) e/o esaltante in assoluto: la roba buona, ovviamente. E’ chiaro che l’indefinibile concetto di “suprema emozione” non esclude il godimento ma lo direi prevalentemente presente nel T.D. quando è ludico e ancora di libera gestione. Sappiamo bene che la libera gestione di quel Paese dei Balocchi, dura sino a che il T.D. comincia a patire il peso del carro che trascina ma su cui pensa di viaggiare, cioè, quasi subito! Quando comincia a sentire quella fatica la Droga che gli da la suprema emozione gli diventa la stampella che lo protegge da un possibile crollo per raggiunta lucidità, oppure, la medicina che gli cura quanto e cosa gli rimane. Lo Stato che vuole togliergli quella cura e/o sostituirla con la socializzata si comporta come chi invita un’alpinista a scalare le Torricelle di Verona: una collina non più alta di un Pandoro.