Se fossi Israeliano

Non so cosa farei se fossi Israeliano. A favore del tuo essere, Israele, o se nel tuo essere contro il tuo fare? Da cristiano nell’essere, anche se non poco perplesso sul mio fare, sono sempre rimasto affascinato dalle tue grandi storie; che siano rimaste storie per l’uomo adulto che sono non per questo il fascino (fanciullino, lo confesso) si è ridotto. Posso dirti, pertanto, che complessivamente non ti sono anti qua o anti la! O meglio, ti sono anti, come sarei anti all’amico che ha bevuto troppo alcool. Non anti verso la persona, ovviamente, ma contro il suo momento, sì! Stavo per dirti Spirito al posto di alcool. Mi avresti capito lo stesso: lo so. A proposito di Spirito, da non pochi anni mi domando: sei veramente sicuro che ti abbia promesso il possesso di quella terra? Si, perché, detto molto francamente, a me pare ti abbia dato una croce, non, una terra, o quanto meno, una terra dove devi portare una croce contrattualmente non detta. Per “croce”, intendi il peso della vita della Natura sulle spalle della sua Cultura. Non so se sia il dolore a rendere eletti per il modo di affrontarlo o se sia una fede per il modo di crederci e/o di viverla. Quello che so, è che dove c’è dolore non c’è verità perché il dolore è il male naturale e spirituale da errore culturale! Sia come sia, a farti ala mentre percorri il tuo destino vedo molta gente. C’è chi grida: coraggio! C’è chi tira sassi! Chi sulla tua caduta scommette pro o contro. Non vedo Spirito cireneo, però! Non lo vedo perché non c’è o perché l’hai allontanato? E se l’hai allontanato, con quale cireneo l’hai sostituito? Mi dai l’idea di averlo fatto con il tuo. Scendi dall’IO, Israele: stai cavalcando un Vitello che Mosè ha rifiutato.