Vita: unità e trinità.

La vita trinitaria è unitaria in ragione dello stato della corrispondenza fra gli stati. Al principio

1 per la Natura

neotriangolo

1 per la sua Cultura  ^ 1 per il suo Spirito

Perché corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i suoi stati, la vita non può essere come neanche diventare addizione di stati. Di fatto può vivere o patire infiniti stati ma il suo Principio (la Vita al principio) non può avere e/o essere e/o potere un altro principio.  Dove lo si pensa possibile e lo si fa credere e quindi diventare, si rende quel Sé un’incontenibile proliferazione di una forza e di una potenza estorta alla Forza e alla Potenza del Principio. Quest’estorsione (all’inizio generalmente inconsapevole) è il delitto capitale di tutte le religioni che per quella presa di indebito possesso si dicono vere perché nel Vero si dicono uniche ma di Unico c’è solamente il Principio: la Vita sino dal principio. Quando non malattia mentale e/p spirituale tutto il resto è biografia della vanità. 

In questo come nell’ulteriore piano dell’esistenza, la vita che somma i suoi stati, ai propri addizionando altra Natura, e/o altra Cultura, e/o altro Spirito colloca il dissidio fra i suoi stati. Indipendentemente da chi l’ha detto e/o riportato il detto, beati i poveri di spirito, quindi, è universalmente vero. Sostengo “indipendentemente da chi l’ha detto e/o riportato il detto” perché se è ben vero che il Principio della vita è lo stesso per tutte le Credenze, per nessuna e per nessuno è eguale la strada per arrivare al CREDO. Nessuna e nessuno quindi, può dir di essere il luogo del Giusto: ben che gli vada, presume chi lo afferma.

IL MAGISTERO DELLA VITA