PER DIRE LA MIA CONOSCENZA

Per dire la mia conoscenza ho dovuto preservare la mia ignoranza

Oltre al mio ideale ho scritto il mio reale perché la misura dei pesi necessita di contrappesi.

Devo questo lavoro al discernimento sui principi della vita. Di quei principi ho “visto” il Principio perché influito da altri bisogni.

Per reggere pensieri detti in più parti ho dovuto ripeterli. A mio debito c’é anche una memoria che si cancella in un fiat.

Ho scritto tutto questo quando ero emozionalmente fuori. 

Con fastidio vedo la moltitudine di virgole che ho posto nei testi. A distanza di decenni, però, mi sono reso conto che sono state le sedie che mi hanno permesso di riprendere fiato. Potrei toglierle ma nel farlo cambierei il passo e il tono di emozioni idealmente provate come “per Damasco”, non, come Vitaliano. Per tutta la durata di questo viaggio, infatti, Vitaliano è stato il necessario tramite a servizio di quanto vissuto. Visto che sento di non potermi addebitare la proprietà di questa vita (opinabile ma senza dubbi la proprietà della mia) lascio tutto come sta.

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