Caro Francesco ti scrivo

Caro Francesco: senti un po’ cosa m’ha sparato la vita questa mattina: c’é un solo Padre! Invero l’ha fatto anche altre volte ma non così compiutamente. Te la mando pur sapendo che è un boccone non facilmente digeribile nonostante sia composto solo di fiato. Certo, lo si può dire anche flatus nel senso di anima, ma non vorrei apparirti più culturalmente vanesio più di quello che sono: spero, non invano! Sia come sia, mi permetto di proseguire lo stesso anche perché so di star parlando senza ascolto, e quindi, come in un deserto. Nel deserto, oltre alle palme, chi raccoglie i venti? Se nessuno, me ne farò una ragione! La troverò fra i matti, e pazienza se non sono sempre distinguibili dai saggi. Quello che un cattolicesimo dissociato da Cristo chiama Dio (il Principio della vita) Cristo (per la piena orfanità che aveva vissuto sino a prima) ha chiamato Padre. E’ padre il generante umano, ed è Padre il generante divino. Per saperlo, basta solo elevare le parole alla loro origine: la Parola. Quello che noi crediamo di Dio (crediamo per le ragioni della speranza in una fede, non di certo per quelle della conoscenza della vita e della Vita) l’Islam chiama Allah. Sia pur con altro nome, anche Allah possiede la proprietà di essere Generante primo, e quindi, quella di essere Padre. Crediamo altresì bene, che pur nei diversi nomi sono ambedue lo stesso generante, e quindi, lo stesso Padre. Cominci a capire adesso che se è vero che non possiamo non dirci cristiani (anche se non cristiani per idee e riti) neanche non possiamo non dirci islamici anche se non islamici per idee e riti? Leggo che stai passando momenti difficili: panta rei, Francesco! Manderò questa lettera anche alla Comunità Islamica Italiana. Lo faccio perché è fortemente necessario ritrovare la stessa Parola, ritrovando le stesse parole.  Mal comune (questa lettera con i suoi intenti ) ti sia almeno di mezzo gaudio! Con questa speranza ti saluto.

piuma