Non trovano più madonne!

“Badino le donne che intendono diventare madri in età non comune: agli occhi dei figli saranno a scadenza.“

Questa è l’implicita opinione che se ne ricava dalla lettera del signor Giorgio Vinco, dove dice (a proposito della maternità della signora Giannini) che il bimbo avrà dell’amaro in bocca quando vedrà che le mamme dei suoi compagni (diversamente dalla propria) saranno molto più giovani e carine. E se, invece, a scadenza (per il figlio) lo fosse la madre giovane e carina? E se invece a non avere scadenza lo sia la non più giovane e carina perché il figlio gli dimostra di amarla lo stesso? Se ne deve concludere che per Vinco, anche la maternità soggiace agli stili dell’estetica? Per quanto mi è dato di conoscere, solo le madri dei preti sono a scadenza. Succede, quando il figlio sceglie la chiesa come madre. Ci vorrà il suo tempo, ma anche il figlio di questa “madre” vedrà che usa abbellenti artifici per non scadere. Al che, o usa gli stessi artifici per non scadere come figlio, oppure, le chiese che si dicono madri, badino all’opinione dei figli.

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Provincialismi

A proposito di Morgan e del rifiuto di ospitarlo in Arena

Come le sarà noto, la perla si produce a causa della scoria che è penetrata nella valva dell’ostrica. Analoga elaborazione medica succede nelle personalità d’arte. Anche in quella è penetrata una scoria; ed anche quelle, come le ostriche, si curano dalla scoria elaborando il materiale che li fa perle, cioè, artisti. Non si chieda all’artista di essere una perla normale; calibrata cioè, secondo esigenze di vario generi di mercato. L’arte, non è normale. L’arte, non è normalità. Non per questo non è norma, ma, sua sponte. Vero è che ci sono anche delle perle di allevamento. A questo punto, però, credo sia lecito porsi una ferma domanda: cosa merita la città di Verona? Delle perle naturali o delle perle di allevamento? Con altre parole, delle perle degne della ricca signora che è la città di Verona, o con delle perle degne delle città che lo vogliono sembrare? Mi firmo: un sessantaseienne che sul mio essere perla accetto qualsiasi opinione: a parte quella di coltivata provenienza.

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Ipocrisia

Anche dell’educazione si può dire che è una recita quando non è effettiva corrispondenza di civiltà e di sentimenti. Tuttavia, è quell’ammortizzatore, senza il quale vi sarebbero in molti casi dei rigidi urti: caratteriali, psicologici, culturali. Metteteci pure, quello che credete vero. Per questo fine, la vedo come una falsità positiva. Non è il massimo della vita, ma comunque consente un più ammorbidito passo. Dove la vedo negativa, invece, è quando consente il passaggio di una multiforme offesa incartata da civili maniere, cultura, sorriso, bontà, e via esemplificando. In quei casi, la recita formale dell’educazione assume la parte di un arma bianca.

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Edipo a babbo appena ferito

In un post di sei anni fa che stavo rileggendo avevo scritto che funzione di nutritore a parte, il padre, in quanto maestro di cultura per il figlio è morto. L’ha sostituito l’ambito di azione del figlio; ambito scolastico e/o di relazione. Per associazione di pensiero, da padre morto sono risalito a Laio e da Laio a Edipo che uccide Laio per poter superare la cultura del padre. Chi non supera il padre non giunge a sé stesso. Si può anche dire, allora, che chi non giunge a sé stesso, uccide il padre che è in sé stesso. Per giungere a sé, può un odierno Edipo uccidere l’ambito che gli fa da padre? Per quante rivoluzioni faccia, direi proprio di no. Per trovare sé stesso allora, a Edipo non resta che sottomettersi alle leggi dell’ambito, o uscire dall’ambito. Di età in età, può succedere anche così.

momentidodici

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Sessualità: visioni a confronto.

Se ho capito bene, dici, “la perdita dei referenti maschili e femminili dell’identità sessuale, comporta una “fluidità”, che può portare alla perdita di sé.” E, se, invece, non fosse una perdita di sé, ma un ritrovare un sé, che è “fuori” da una sessualità, socialmente precostituita? Se fosse il caso, il mito dell’androgino potrebbe essere un risultato, non un “monito.” E, se risultato, perché non, pietra miliare di una propria, perché raggiunta, sessualità? Al concetto di sessualità, applico il concetto di “transcultura sessuale”, o di “sessualità transculturale”. Cioè, la figura sessuale maschile, “viaggia” verso la propria parte femminile. Opposto ma complementare “viaggio”, quello della donna. Questo, a mio avviso, perché, vita, è stato di infiniti stati della relazione di corrispondenza fra i suoi stati. Nell’ambito sessuale, ciò che ha fermato questa corrispondenza, è stata la necessità di “creare” la sessualità adatta alla conservazione e perpetuazione dello Stato. Per quella sessualità di Stato, lo Stato, ha dovuto negare quella dell’Uomo. La vita, però, è più forte dello Stato. Sapendolo molto bene, cosa ha fatto lo Stato per difendere la sua proprietà sui cittadini? L’ha divisa in “normali” e “diversi”.

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Le basi del giudizio

Sono profondamente convinto che ognuno di noi, è via della verità della propria vita. Per questo senso, ognuno di noi, godrà dei frutti della luce nella propria conoscenza, e penerà, tanto quanto gli è assente quella luce. Individualmente parlando, nessuno, potrà godere dei frutti di un altro, e nessuno sarà chiamato a portare le pene di un altro. Detto questo, su quali basi, possiamo dirci legittimati al giudizio sulla vita altrui? Secondo me, su nessuna ragionata base. Naturalmente, il discorso cambia se valutiamo la vita altrui su base sociale. Ma, anche lì, ci sono delle cose, un po’ così! Infatti, la valutazione sulla socialità di un individuo, non può non tener conto della personalità dell’Individuo. Quindi, una regola sociale, da un lato è legittima se conforma il Cittadino, e dall’altro illegittima se ne de_forma l’umanità.

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Beati i diversi

E’ stata l’Omofobia a scrivere “checca” nella parte della lavagna riservata ai cattivi, o siamo stati noi quando non accettiamo il sessualmente simile anche perché passivamente effeminato? E’ così difficile capire che nell’uso del sesso, la passività esiste solo negli stupri? E’ così difficile capire che la sessualità è AlternAttiva, e che bloccare ogni stimolo erotico culturalmente non convenuto rende uomini e maschi a scartamento ridotto? “Beati i diversi, essendo loro diversi…”

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Calanti i valori?

Mah! E’ vero quello che dice Angela, ma non sono vere le cause della perdita. Secondo me, la perdita non è derivata dal calo dei valori (in quanto principi non possono modificarsi) bensì, dal calo dei timori verso i maestri dei valori: società e/o delegati che sia. Non per ultimo, il calo del timore dell’opinione altrui. Gli steccati che ti sto dicendo sono generalmente spinosi quando non liberticidi. Liberarsene, quindi, per la gran parte delle persone può diventare una questione di sopravvivenza; sopravvivenza che esprimiamo, non mettendo in dubbio i valori, ma ponendo i nostri prima dei collettivi. Come porre freno e/o limiti alla negazione del valore sociale sul valore individuale? Secondo me, con i valori che ci rendono veri a noi stessi e alla Società, non con quelli che pretendono di renderci normali, e pazienza se da soggetti psichiatrici tanto quanto siamo falsi! La pazienza è finita. Angela (che pure stimo) non se n’è ancora accorto.

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lettereperdamasco.com/2022/05/16/calanti-i-valori/#Società #normali #Angela

Amanti

Si parla di amanti. Devono essere uomini, e passi! Devono essere maschi, e passi! Devono essere diversi dal gay, ma nella pratica sessuale eguale al gay. Questo non passa da nessuna parte! L’amante etero generalmente sognato dal gay è puro delirio. Certamente vi è l’etero che usa o si fa usare dal gay ma non lo possiamo dire amante del gay (o amante gay) bensì del piacere che ne ricava, o al caso concede: c’è a chi bastano i fantasmi.

Come la vita

Come la vita è stato di infiniti stati, così i discorsi dello Spirito sono stato di infiniti stati; ci dicono lo stato della corrispondenza o della divisione fra gli stati.
Poiché la parola è l’emozione della vita che dice sé stessa, così le emozioni dello Spirito (esaltate, depresse o in pace) ci dicono lo stato spirituale dei nostri vissuti.
Vi è Pace, tanto quanto la forza della vita e della vitalità non patisce dissidi fra Natura e Cultura.
L’assenza del Dissidio conseguente alla presenza della Pace permette alla vita di perpetuare sé stessa senza male naturale e spirituale da errore culturale.

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#corrispondenza #errore #Pace

L’Iman che sostiene suicidaria

L’Iman che sostiene suicidaria la fine umana di Cristo non può provare la sua affermazione, esattamente come io non posso provare l’attacco di megalomania che gli ha permesso di imputare a Cristo quello che lui avrebbe fatto al posto di Cristo. La mia versione della storia, invece, sostiene che Cristo di quei frangenti rinunciò a qualsiasi difesa perché determinò di accogliere la volontà del Padre. Ammessa l’ipotesi, il Figlio si collocò prossimo alla Vita: di ogni idea di madre, sovrana.

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#Iman #Cristo #madre

Chi costudisce i custodi?

A domanda rispondo: semplice! I custodi custodiscono sé stessi! A chi importa dei custodi se non custodiscono altro da sé stessi, mi obietta Silvia? A Silvia rispondo: i custodi che custodiscono sé stessi custodiscono il potere che li fa custodi! Quindi, non è vero che custodiscono “altro che sé stessi” se per “altro da sé stessi” intendi la mera identità di custodi. A chi importa dei custodi? A quelli che non hanno consegnato loro le chiavi della loro vita importa meno che un fico, ma a quelli che hanno consegnato loro le chiavi della loro vita, importa e come! Importa, non tanto per controllare l’uso di quella chiave ma perché dando ai Custodi la chiave della loro vita si sentono parte del potere dei Custodi del potere sulla vita; e qui si cela un dramma: il mio custode (potenza e potere) è più custode della tua potenza e potere, quindi, io sono più potenza e potere di te, quindi, più custode.

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#custodi #potere #identità

Avverso la furbizia

La furbizia è l’egocentrico discernimento dei bugiardi. Non per ultimo, è il tarlo che si alimenta depredando l’altrui fiducia ed è, quindi, causa del disagio esistenziale che porta alla malattia che diciamo paranoia. Al collo dei furbi che vampirizzano lo spirito altrui per accumulare il proprio, una macina è poco.

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#furbizia #bugiardi #disagio

Diciamola tutta!

Facciamo l’amore con i più vari soggetti ma non con il preservativo. Che sia, perché una volta indossato dice la sua su ciò che dimostra l’anima che lo regge, o su ciò che dimostra il momento, anche etico, che dovrebbe proteggere? Il rifiuto di indossarlo, allora, riguarda la struttura portatrice quando è valutata un problema di dimensioni e/o forma infelicemente presentabili, o riguarda anche il rifiuto di prendere atto dei dissidi culturali (e/o morali) che il preservativo evoca sulle nostre intenzioni? In queste ed in altre ipotesi, quindi, lo rifiutiamo perché toglie piacere, o perché al piacere aggiunge un non richiesto sapere?

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#piacere #sapere #amore

Considerando i nostri passi

“ma quando senti di aver perso tempo nella vita, di aver perso tante cose… “.

E se fosse stato necessario perdere quel tempo così come l’albero perde le foglie secche onde permettere lo spuntare delle verdi che si seccheranno, cadranno, ed altre rispunteranno, e via – via producendo infinito inizio e nessuna fine?

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#tempo #albero # infinito

Cosa costa indignarsi?

Cosa costa indignarsi? Nulla! Anzi, si scrivono post molto lunghi! Cosa costa sentirsi belli, bravi e buoni? Nulla! Anzi, si mandano avanti i Mercati! Cosa costa sentirsi normali? Nulla! Anzi, ci sentiamo protetti! Ma se volete percorrere la strada della conoscenza, della vostra conoscenza, dovete uscire dal Gregge! Ci vuole solo coraggio: qualche volta molto. Non sia la disperazione il vostro pastore per quella strada! L’ho conosciuto: è’ una brutta compagnia.

Per una questione emersa in Blogs.it

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#post #conosciuto #disperazione

Maternità e ombre in Edipo

Nel non saper o voler recidere il cordone culturale che la lega al figlio, l’amore della Madre devia verso di sé il sentimento sessuale destinato alla Femmina. Nel rilevare la femmina nella madre, il Crescente in sovrapposta immagine (la Madre sopra la Femmina) cercherà la Madre in ogni Femmina. Il Crescente in quei frangenti, allora, con il Padre, dovrà “uccidere” anche la Madre. Di virilità eterosessualmente sottomessa a quanto concerne della madre quelli che non diventeranno psicologicamente matricidi. Fatti di psicologia (quando non di psichiatria) raccontano di Crescenti incapaci di fare questo superamento culturale – sentimentale perché l’amore per la Madre li ha “castrati” dell’amore per la Donna.

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#figlio #Madre #Donna

Famiglie

Ci sono famiglie di vita e famiglie di paglia. Anni fa, un ragazzo pavese, militare a Verona, ebbe a dirmi: che problemi ti fai con la donna! Quando è necessario, puoi sempre pensare ad un uomo! Da allora non credo più alla dichiarata eterosessualità, appunto perché non è possibile accertare se tale è, o se invece è una maschera per schifate e/o represse debolezze. Comunque stiano le cose, i favorevoli della Famiglia hanno in mente una costruzione ideale. Una costruzione di quel genere è come Dio: c’è, ma nessuno l’ha mai visto, così, l’eterosessualità politica non può far altro che mostrarci un Fantoccio e sperare con non perda la paglia. Anche se necessaria, per quanto mi riguarda non credo nella Famiglia di marchetta sociale. Credo, invece, nella vita che sa farsi famiglia perché sa farsi carne sociale, indipendentemente dal genere sessuale dei componenti. I politici che sbandierano madri e figli naturali come conferma del loro essere per la vita, a me fanno solo una grande tristezza. Mi succede per tutti i casi di prostituzione.

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#prostituzione #tristezza #vita

Il Dolore

Il dolore è il sostantivo del male naturale e spirituale da errore culturale, ma per quanto di controverso percorso, comunque, ogni via è destinata alla verità del giusto Spirito: dove non secondo Cultura, secondo Natura. Non procede secondo vita (Natura, secondo Cultura e secondo Spirito) la via che al bene reca la voce del Male: contro i principi della vita, errore da massimo dolore.

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#dolore #male #errore

Diversità in_complete

Sulla difficoltà d’amare che dico nella favola fra un Tulipano ed una Farfalla, Luisa, commenta così: eppure ci deve essere una completezza che viene dalla diversità. Poco fa è venuto a trovarmi un amico. Mi racconta di essere stato, fortemente desiderato da uno sposato. Dopo che questi ha cessato di rincorrerlo, l’ha fatto lui! Per accostamento di storia, mi è venuto in mente un importante film francese. In quel film, la Bardot era rincorsa da un innamorato. Quando smette di farlo, lo fa la Bardot. Visto che non riusciva a cavar ragno dal buco, preda della gelosia, la Bardot uccide l’amante. Al processo, il Pubblico ministero si rivolge alla Bardot dicendo: questa donna ha ucciso l’amante perché non l’ha mai amato! Al che, la Bardot, replica: non è vero che non ci siamo amati! Non ci siamo amati, contemporaneamente! Quale la morale delle due storie, Luisa? Direi questa: la diversità in amare, è il momento che ci permette d’amare, con completezza, solo a momenti. Saremmo, quindi, destinati ad amare sempre incompletamente? Dipende! Se consideriamo un tutto anche le parti, certamente no!

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#amare #diversità #gelosia

Particolare e universale

Un sasso e un monte hanno analoga verità nell’essere ambedue calcare. Alla stregua, nella ricerca di verità fra il nostro stato della vita (la particolare) e lo stato della Vita (l’universale) ho trovato il comune “calcare” nello Spirito: forza della vitalità naturale e potenza della vita culturale, sia in Basso (nel nostro stato di vita) che in Alto: lo stato del Principio della vita comunque lo si pensi, lo si creda, o lo si nomini. La Forza del Principio (lo spirito dello Spirito) è, necessariamente, in ogni stato della vita che principia. Così, l’Alto (Immagine della vita) e il Basso (la vita a quella somigliante) sono in ogni dove: indissolubilmente.

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#sasso #monte #calcare

La spada della verità

La spada della verità che simbolizziamo nella forma occidentale non è curva ed ha due tagli. Non è curva perché la Verità procede rettamente; è curva la spada islamica, invece, perché ricordare (dati i fatti, pare inutilmente) che anche una forza impugnata a favore può rivoltarsi contro l’impugnatore del caso. Ha due tagli (la spada della verità universale) perché (sempre simbolicamente parlando) quello esterno serve a dividere il vero dal falso che è al di fuori di chi la usa, mentre quello interno serve a separare il vero dal falso in chi la usa. La spada della verità universale, infine, è senza impugnatura; è senza impugnatura perché la Verità ha in sé stessa la sua presa; è senza impugnatura perché nessuno la possa impugnare e per smentire chi afferma di poterlo.

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#vero #universale #verità

Per unica carne

Un uomo odia una donna quando si trova di fronte ad una femmina che lacera gli schemi identitari appartenenti alla secolare cultura maschile, o appartenenti al dato maschio, al quale si dice che per diventare un’unica carne deve farsi coppia. Qualsiasi separante fatto fra le due carni, e/o un qualsiasi fatto ribalti i ruoli che la coppia si era data allo scopo di raggiungere quella meta è uno strappo nella tela (mentale e sentimentale) che la coppia aveva ordito. Può giungere, quello strappo, a distruggere tutto il quadro precedentemente dipinto; strappo anche insuperabile per chi aveva fondato in quella fideistica immagine il senso della vita di Uomo e di Maschio, o per alterno caso, il senso della vita di Donna e di Femmina.

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#uomo #donna #carne

Giustizia e vendetta: bisogni.

Tanto quanto una ricerca di sé (come di altro da sé) esclude e/o risolve il dissidio e tanto quanto è vera. Diversamente dal discernimento, il giudizio emette trancianti sentenze. Emesso in quei termini, il giudizio si pone al servizio di un mal interpretato bisogno di verità: verità che non può essere se è invalidata da bisogni di giustizia ombrati da bisogni di vendetta.

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#dissidio #discernimento #vendetta

Normalità

Normale, è chi segue l’insieme di regole redatte sia a favore del cittadino che della società. Nella data società, non a tutte le persone è di adatto portamento l’abito sociale precostituito. Al che, ad alcuni risultano lunghe le maniche e ad altri corti i pantaloni. Così, vuoi per correggere la giacca, vuoi per correggere i pantaloni, ognuno si rifà l’abito secondo sé. L’alterno modello non sempre è approvato dal sarto: lo Stato sociale. Basta la non approvazione del sarto per rendere anomali quei modelli? Basta, se lo Stato si dice che Parigi (la riuscita dei suoi intenti di potere) val bene una messa, cioè, il dolore che procura facendo indossare a tutti lo stesso abito? Ognuno di noi è via della vita. Infiniti gli stati della vita e quindi, infinite le vie ma nessun Stato sopravvivrebbe se non ponesse l’infinito dentro il suo finito. E’ normale? Se non è funebre la messa che vale Parigi, si.

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#Normale #regole #Parigi

La Genesi e La Palice

Sulla Genesi hanno scritto “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio“. con lirica ovvietà. Ammettendo, infatti, che al principio di ogni principio vi sia un’esistenza capace di vita umana nella versione divina (la fede ne abusa ma lo può) dobbiamo anche ammetterla capace di discernere sulla sua vita. Una coscienza Sovrana perché Prima, che mai può dire se non ciò che è? Cos’è? Lapalissiano, direi! Dirà il primo Verbo (IO SONO) e la prima parola: VITA. Ora, se escludiamo che l’essere di un principio divino possa soffrire di una qualsiasi dissociazione, necessariamente ne deriva che il Verbo (Io sono) e la coscienza di sé (Vita) sono l’Uno tanto cripticamente detto.

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#verbo #sono #uno

A proposito della Verità

Poiché separa il bene dal male come il giusto dall’ingiusto o il vero dal falso, possiamo dire che la Verità è come una spada. Poiché non sappiamo dov’è il Principio della spada (saperlo è sapere la Verità) neanche sappiamo chi l’impugna: saperlo è sapere la Verità. Chi lo crede si ferisce di Verità mentre ferisce di Verità.

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#sapere #verità #bene

Capiamo uno scritto

Capiamo uno scritto per il concetti che esprime, e non di meno, per le emozioni che comunica. Succede, però, che non sempre vi sia corrispondenza di emozioni fra Persona e Persona. A causa dell’assenza del comune sentire per il comune sapere si rischia, pertanto, di capire a metà, cioè, o secondo Natura ma non secondo Cultura (la Natura è luogo del sentire) oppure, secondo Cultura (luogo del sapere) ma non secondo Natura. Questo comporta travisamenti, o nella comprensione di uno scritto, o nei rapporti fra Persona e Persona. I travisamenti sono portatori di multiformi “ombre”. Nulla impedisce di chiarirle. Girando per il Blog capiterà di trovare degli scritti, lunghi come l’anno della fame. Li lascio perché testimoniano un viaggio attuato fra ignoranze, non poche confusioni, e perché, nonostante i decenni trascorsi, non so ancora tener divisi i significati di “taglio” da quelli di “amputazione”.

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#scritto #taglio #amputazione

I riti della vita

I riti della vita contro i riti della morte. L’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale alla Lotta contro l’Aids (accendere una luce in memoria di una vita che si è spenta) è degnissima, tuttavia, mi permetto di ricordare che se i riti del ricordo sono importanti, i riti della vita che allontana il ricordo (se ricordare è dolere) sono indispensabili. Sono riti di vita quelli che ci riconducono a viverla con amore anche attraverso le vie di ciò che rinnovano il piacere di riamare la vita. Il piacere, è la via naturale del principio culturale dell’amore, non la fine: è ciò che da calore, gioia. Ricordare la persona amata con gioia, perché si riprende a ricordare la vita con piacere, significa riaccendere quel principio di calore, oltreché presso la vita nostra, anche in quella di chi, comunque ci è vicino se comunque amiamo.

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#riti #vita #morte

Parlavamo di amore

Mauro ed io parlavamo delle possibilità dell’amore. Tu, sei intervenuta parlando delle della possibilità dell’amare. Il primo argomento riguarda la ragione. Non mi riferisco al pretendere di aver ragione. Il secondo tocca le viscere! Mi riferisco anche alle mie. Ti è chiaro adesso perché non hai capito? In quanto all’omosessualità, non si sceglie di esserlo. Si sceglie di viverla o di non viverla. Se non hai capito neanche questo, cosa hai capito degli amici gay che dici di avere?

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#gay #amici #capito