2) Del prete in oggetto

Di questo mascherato sia come prete che come uomo ho già scritto ma questa mattina mi sono ricordato un’altra delle sue. Eravamo in classe. Non ricordo per quale precedente discorso ma in fine citò Lutero. Ci disse che morì al cesso in conseguenza della perdita delle viscere. Ora, immaginate un bambino che sente dire possibile […]

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In collegio

In collegio ero conosciuto come giraffa. Un prete mi ha fatto conoscere come signorina. Il mio rendimento scolastico era da 6 meno – meno – meno. Avevo reso carsico non meno dell’80% di me. Non avevo padre e neanche madre. Non sapevo stare in porta. Parlavo poco. Leggevo sempre. Non avevo cugine da spacciare come […]

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Un amore a gonfie mele

A Montorio, prima di arrivare al Carcere dove lavoro, confinante con la strada c’è una villa con campi. Dietro la villa ma sempre lungo la strada, c’è uno spiazzo dove hanno collocato un riparo per attrezzi ed uno per un cavallo: nero, possente. Mi veniva da dirlo, virile. Sento di poterlo dire per quel cavallo […]

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In sostituzione

In sostituzione dell’operaio romeno (molto in gamba) la cooperativa mi dice ti mando un srilanka. Abita vicino. Sono le 10 e mezza. Dico alla cooperativa: mandamelo subito! La cooperativa glielo dice. Alle 15, non era ancora arrivato. Dico alla cooperativa: mandamene un altro! Mi dice: ti mando un boliviano. Bene! Una ventina di minuti dopo, […]

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Inschiallah?

Sono uscito con un amico ieri sera. Sapevo di fare un po’ tardi, ma sapevo anche che hai il mio numero cell. Non hai chiamato. Non sei venuto. Pioveva. Parecchio. Avrei potuto chiamarti io. Non l’ho fatto perché poteva sembrarti un’insistenza. Fatto sta, che ti hanno trovato sotto un ponte. Il che sarebbe niente se […]

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È successo

“È successo quello che doveva succedere. Ci siamo addormentati perché è venuto il sonno a fare il nostro periodico ritratto. E per somigliarci a noi più che noi stessi, ci vuole fermi, che appena respiriamo, e mobili ogni tanto, come un tratto sicuro di matita. Ecco che siamo la viva immagine di una distilleria abusiva […]

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Ci siamo incontrati

Ci siamo incontrati dopo leggeri disguidi, ma ci siamo trovati. Mi dirai la tua prima impressione di me, intanto ti dico la mia. Dico “chiocciola” le personalità simili a te. Lo dico, perché mi sei passato davanti (e superato) lentamente, e con un occhiata fra il mesto ed il pacato. Non l’hai fatto perché non […]

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Tu, amor mio.

Come tanti disperati e disperate per mancanza di parola, Mina è stata profetessa di storie a venire, di sospiri, di sogni, di dolori, e di cadute e ricadute a dirla con Battisti. Questa canzone l’ho anche sognata! Stavo senza luogo e senza tempo davanti a un furgone bianco. Non capivo da dove proveniva la voce […]

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Ho conosciuto Procopio

Ho conosciuto Procopio di Torrecupa quand’ero in collegio. Non è mai stato un mio amante: solo il primo amore! L’ho ritrovato, poi, al paese. Completamente dimentico del mondo, ricordo di essere stato con lui nella biblioteca dell’oratorio da dopo pranzo sino a quasi le sette di sera. Mi aspettavano al lavoro alle quindici e trenta. […]

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Conosco un Srilanka

Conosco un Srilanka. Adulto. Libero. Cosciente. Non di primo pelo. Lo porto a casa. Mi dice se può dormire da me perché nonostante paghi 250 euro ad altri connazionali per il posto letto nei fine settimana lo sbattono fuori. Perché? Semplice! Perché mentre lui vuole dormire i suoi amici e coinquilini la pensano diversamente. Dico, […]

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Nell’ultimo viaggio

Nell’ultimo viaggio turistico che ho fatto (era anche il primo e mi sa che sarà anche l’ultimo) sono capitato a Roma. Per un paio di notti ho alloggiato in una casa diroccata in cima al Monte dei Cocci, al Testaccio: giusto per dirti che quando si tratta di classe non mi faccio mancare nulla! Mi […]

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Avevo del fango

Avevo del fango da ossigenare così, sono andato al “Romeo”. Il parcheggio è quasi vuoto. Strano. Non è serata da nebbia! Entro. Vedo le solite trippe. Sarei tornato indietro. La musica è diastole e sistole ma per chi viaggia in bicicletta non c’è molta scelta. La gente è poca. Un girapiatti riesce pure a svuotare […]

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Mi contatta

Mi contatta un quarantenne romeno. Bella figura. Ottimo operaio. Nessuna evidente traccia di violenza interiore. Ragazzo a suo modo eppure maturo. Desidera età come la mia. Molto riservato. Equilibrato. Non di primo pelo. Tende a pettinarlo mettendo la riga in mezzo. Aveva mal di schiena. Gli faccio un po’ di abracadabra. Gli passa. Le motivazioni […]

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Qualcuno mi sa dire

Qualcuno mi sa dire perché gli addetti postali hanno mantenuto il modo di servire gli utenti come prima (sia pure e necessariamente dosando gli ingressi) mentre i bancari hanno potuto rinserrarsi dietro un numero verde con risponditore, che, nel mio caso, ti chiede il numero della carta  che non potevo dare perché sotto provvisorio sequestro […]

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Il peccato

Il peccato non è in chi si ama ma in come si insegna ad amare. Ero di chiara ignoranza ma di altrettanto chiaro istinto così non subii alcun genere di trauma quando in Collegio fui desiderato da un prete. I traumi iniziarono quando la cosa venne a conoscenza degli altri preti. Il prete amante fu […]

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Non mi resta che aspettare

Non mi resta che aspettare. Sono sotto il porticato della Camera di Commercio. Giunge un giovane. Lo intuisco del Marocco. Dopo me lo conferma. Ci guardiamo. Ci sentiamo. Magari ci fosse nelle parole la stessa sincerità che c’è negli sguardi non filtrati da tante figate! Gli offro una sigaretta e gli chiedo il favore di […]

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Girovagando in bicicletta

DEI TEMPI CHE FURONO ^ Girovagando in bicicletta ho ricevuto due rapporti di empatia da due “diversi” da me. Un srilanka e un tunisino. Il primo, in bilico fra il cadere ed il vomitare. Il secondo, un possibile spaccia. Se era sesso quello che cercavo, non avevo che da fermare i pedali. Mi domando perché […]

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Questione di nettare

DEI TEMPI CHE FURONO ^ Ho ballato tutta le sera. Il piccolo no. Mentre io facevo Salomè se ne stava fra il due e il tre. Io, invece, sapevo bene cosa stavo facendo: fiancheggiare un suo momento per lo scopo di fiancheggiargli la crescita anche se questo comporta una rinuncia nell’ego di chi fa crescere. […]

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Ho incontrato Legione

DEI TEMPI CHE FURONO ^ Sono quasi le due e mezza. Sul piazzale della stazione non c’è nessuno. Fanno sempre  dei bei ripulisti  in periodo di Arena. Un momento! C’è qualcuno! L’andatura è tipica dell’arabo. Di quelli che mi incuriosiscono, almeno. Già da distante lo vedo di sana e robusta costituzione. Mi avvicino. Felpato. Ammesso […]

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Nei bidoni dell’amore

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ La mia lettera al giornale l’Arena di Verona è stata presentata così: Vitaliano, 65 anni, si è rivolto direttamente al nostro giornale. * La sua sembra una storia di «mala educacion» uscita dalla sceneggiatura di un film di Almodovar. Operaio in pensione e con un passato di impegno sociale in […]

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Ci eravamo incontrati

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Ci eravamo incontrati una prima volta in Corso Porta Nuova. Io con la bici. Lui a piedi. Ci era bastato uno sguardo, per capire che tre più tre fa sei ma non mi sono fermato. Di virili capodimonte è pieno il mondo. E’ ben vero che ho occhi per tutti, […]

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Buonasera Dottore

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Buonasera Dottore: ho un ingorgo nel cuore. Sullo sgabello in cucina, l’ondivago buridano che da anni entra ed esce dai miei sentimenti guarda un oltre sopra la collina che ha di fronte. Suonano. Metto l’impermeabile sopra il vestaglione etnico che indosso in casa, e scendo per vedere chi è. E’ […]

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Capita solo a me?

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Rispondo ad un commento prima di uscire. Il rinvio permette l’arrivo di un periodico amante. Sale, mi abbraccia e via facendo. Terminato il facendo con reciproco piacere mi diventa l’estraneo che solo la confidenza non esclude dal bacino finale ma se dovessi seguire quello che sento lo manderei a rivestirsi […]

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Nel condominio

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Nel condominio dove lavoro rifanno le facciate. Montano un’impalcatura che è una cattedrale. Fra gli operai italiani, degli arabi: + o – sulla trentina. In linea di massima, sono spontanei gli arabi. Spontaneità che perdono, mano a mano si italianizzano. Che peccato! L’ho constatato anche oggi. Dall’impalcatura, uno di loro […]

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Un ideale

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Un ideale è lume e paralume. Ho iniziato a percorrere questa strada la notte di Capodanno del 1985. Allora, ero solo un bendato: vuoi dalla vita personale, vuoi dalla sociale, vuoi da una cultura religiosa che non avevo mai particolarmente seguito ma che lo stesso sentivo come una camicia di […]

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M’ha telefonato il Piccolino

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ M’ha telefonato il Piccolino. Stessa voce ma altri toni. Gli ho detto: vieni quando vuoi ma sappi che ti devo parlare. Gli parlerò delle caratteristiche del vetro. Gli dirò che può anche batterlo ma occhio ai colpi! Potrebbero scheggiarlo ai bordi. Potrebbero incrinarlo al centro. Potrebbero romperlo. Se scheggiato ai […]

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Nell’83 (mi pare)

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Nell’83 (mi pare) mi ero fermato alla Libreria_Galleria Ghelfi di via Roma (da  anni non esiste più) perché non avevo voglia di andare a casa: non ne avevo particolari motivi. All’epoca, ero pressoché rassegnato a vivere allo stesso modo. Cambiò tutto nella notte di Capodanno del 1985. Non cito il nome […]

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Educare fa male

ANDANDO PER SCALINI ^ Ho bisogno di parlare col nuovo operaio. Lo chiamo al cell. Risulta occupato per più di mezz’ora: sul lavoro! Parto dai pressi della Bra, e piombo al Palladio: 62 anni in bicicletta. Immaginatevi la scena. Arrivo, e gli provo che mi racconta balle quando mi dice che non è vero. Mi […]

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Quando ho iniziato

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Quando ho iniziato queste scritture la mia stava subendo un pesante lutto. Emozionalmente luttuoso, quindi, mi è stato anche il verbo (io sono) e la parola: vita. Durante il lutto (sopito non da molto) non riuscivo a barrierare le emozioni di dolore che travasavo nelle lettere. Non potevo farne a […]

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Ho riletto i pianti

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Ho riletto i pianti sulle Are del Foscolo, e la sua voglia di essere eternato si è congiunta con la mia voglia di non essere uno sparito, così, nel Foscolo ancora giovane ho scoperto il mio essere di Foscolo adulto. Non rifare gli esami qualche volta è un peccato! Da […]

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Sono scomodamente seduto

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Sono scomodamente seduto al McD. Mi passa davanti. Sta portando una bici che più scassata di così non si può; non che lui sia messo meglio. E’ al telefono. Saprò dopo che sta parlando di lavoro con una ausiliatrice di non so che gruppo o se in proprio. E’ stracotto […]

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Me lo disse

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ “Sei pazzo o sei un genio!” Me lo disse un angelico biondino dall’aria simil prete. Mi capitò nella trattoria dove lavoravo. Fu per caso? Non so, ma ho sempre avuto il sospetto che venne per annusarmi su incarico. La stessa curiosità (sempre anonima) si manifestò (dal Vescovado) al Referente del […]

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Il mondo

ANDANDO PER SCALINI ^ Il mondo non da problemi mi dice l’amico tossicodipendente, e se hai problemi è perché te ne fai tu. Accolgo la sentenza di chi non ha e non si fa problemi se non altro perché li seda più volte al giorno. Diversamente da lui, io li sedo isolandomi, come chi si […]

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Sul piazzale

ANDANDO PER SCALINI ^ Sul piazzale davanti la chiesa di s. Zeno ci sono delle panchine a paletti di ferro. Sono orrende e scomode. Mi ci siedo per fumare una mezza una sigaretta ogni tanto. Lo so che fumare è cretino ma mi è diventato una protesi: suicidaria ma nondimeno protesi. Oltre che guardarmi attorno […]

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Siamo stati

ANDANDO PER SCALINI ^ Siamo stati (l’Amato ed io) ospiti un amico di Merano. Assieme a noi, una banda di sciagurati per un verso e per un altro. Dopo esser saliti per non si sa quanta strada al buio, ci siamo fermati proprio sul dosso di un’alta collina o di un piccolo monte che sia […]

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Ve lo giuro

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Nei tempi di Blogs.it Ve lo giuro: riempite la casa ogni volta apro il PC. Vuoi perché non ho scritto nulla, vuoi perché non ho ancora risposto alle vostre lettere, o ai vostri commenti, anche mi par di sentire la vostra delusione mentre ne uscite quando lo chiudo. Dell’impedimento mi […]

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E intanto

ANDANDO PER SCALINI ^ E intanto il tempo se ne va cantavano ieri sera al Flexo di Padova. Consenzientemente traviato da un amico l’ho accompagnato. Il Flexo è un cruising bar con dark room. Il locale ha qualche pretesa architettonica. Anche riuscita, direi, e comunque sia, ho visto di peggio. L’amico che accompagno va a […]

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Non avevo libro

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Non avevo libro migliore, e mica si può leggere sempre, così, con amici sono andato a ballare. Poca gente. Serata di nebbia. Età? Dalla giovinezza ai geronti. Musica orrenda. Velocissima. Da diarrea con la paura di trovare tutti i cessi occupati. O forse, dati i convulsi in pista, non adatta […]

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Stragi di bauchi

ANDANDO PER SCALINI ^ nelle tane delle volpi. Esco. C’è un cielo che pare celeste veneziano. Sulla panchina davanti la chiesa di s. Zeno sta seduto un srilanka. Sono le tre, quindi, non ha lavoro: ci indovino. Mi sorride. A chi lo fa? Al Finocchio? All’uomo? Ad una speranza che porta la mia faccia? Sorrideva […]

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A causa del lavoro

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ A causa del lavoro mi ritrovo ad esercitare del potere. Non mi piace, mi umilia, è necessario. Necessario, però, non significa che debba essere coartante, anche se, necessariamente, paletto per limiti, ordine per disordini, pedagogia per crescenti, frustratore di avversità quando non di avversari. Il potere di manifesta come “abito” […]

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Gli amati

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Oddio: i fiori di zucca fritti con la pastella! La Cesira me li ha fatti solo una volta. Costavano, ai miei tempi, i fiori di zucca! Ti parlo di 55 anni fa: forse di più! Quale vedova ricorda così tanto un marito? Se devo pensare alla dolcezza di un sentimento, […]

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Di un pinocchio

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Nel campo di un pinocchio trebbia riso amaro Equitalia. Oggi ho ricevuto una raccomandata. Non ho zii d’America, quindi, il soggetto di quella missiva non sarà un’eredità. Sospetto, piuttosto, che sia la raccomandata di una Equitalia che, nonostante le sue pur legittime istanze, viene percepita sempre di più come la […]

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Cesira aveva due sorelle

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Cesira aveva due sorelle: una che non vedeva quasi mai e zia Maria che vedeva di più. Quella che Cesira non vedeva mai aveva marito fruttivendolo e tre figli: due li ricordo bene. Zia Maria abitava alla Lupia (o Luppia) di Saletto di Ospedaletto. Segalina, sempre vestita di nero, disponibile […]

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Con altri Esposti

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Mi vedo ancora mentre, con ad altri Esposti (tutti vocianti) giro attorno alla suora. La vedo ancora: alta, bella, statuaria. Sapeva bene la suora, che lo facevamo con la speranza di avere un qualcosa di extra da mangiare ma faceva finta di non capirlo. Non ricordo il menu del mezzogiorno, […]

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Della zia

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Qui si narra la strana via del passato della zia. Non sapevo perché, ma già all’orfanotrofio di Padova sentivo che in me c’era un qualcosa non andava; non ero un eguale agli altri, infatti, perché (capitava) non mi svegliavo nel mio letto. L’assistente mi strattonava le braccia con spazientita cattiveria, […]

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Chiesi all’Amato

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Chiesi all’Amato: perché mi raccontasse un sacco di balle. Mi rispose: la falsità è sempre stata la mia difesa. Come considero la vitauno stato di infiniti stati di vita, così, anche la follia potrebbe essere uno stato di infiniti stati di falsità per bisogno di difesa. A mio pensare, quindi, […]

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Dove lavoro

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Dove lavoro ci sono condomini senegalesi. Per quel poco che sono giunto a capire di quelli che conosco, fra gli africani sono i più leggeri. Leggeri nel senso che tendono a cogliere di più quello che è nella superficie delle cose. Questo, naturalmente, non vuol dire che al caso non […]

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Alla fine

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Alla fine di un travolgente sentimento resto senza niente. Equitalia, però, non è della stessa idea, così mi porta via parte dei mobili e un salotto che (a rate) avevo comperato a Este. Erano pesanti quelle rate, ma anche all’epoca ero dell’idea che se proprio devo piangere sulle mie disgrazie […]

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Solo senza appigli

DEGLI ANNI CHE FURONO ^ Ero militare quando è mancata mia madre adottiva. Non solo una madre mi è mancata in quel momento. Mi è mancato un passato, avevo mancante il presente, mi mancava il futuro. Correva l’anno, 65/66, mi par di ricordare. Gira che ti rigira, rompi che ti strarompi, sono riuscito a trovare […]

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