Milioni di parole

Milioni di parole ne “la Repubblica” di oggi, ma una sola notizia: Safia Amajan è stata assassinata a Kandahar.

Cosa mai avrà fatto questa Donna, di anti islamico? Adultera? No! Non portava il velo? Si! Ha mangiato carne di maiale? No! Ha ucciso il marito? No! Cosa ha fatto, allora?! Si batteva per le Donne! Ullalà ! Grave direi! Come si batteva? Ex insegnante era riuscita a coinvolgere in corsi di istruzione e di formazione professionale decina di bambine, ragazze e donne. E’ chiaro che questa rivoluzionaria non poteva mica passarla liscia, vero?! Aveva chiesto di essere messa sotto protezione dal governo. Il problema “protezione” è stato risolto dai Taliban con un poco di piombo; e pensare che il Profeta amava le donne.

Ci siamo chiesti

Ci siamo chiesti molte volte cos’è un blog per noi. Molte le risposte. Fra queste, una poco approfondita, a mio avviso. Blog è il cielo che in terra non abbiamo abbastanza. Sotto questo cielo l’Albero della nosta vita. Sotto questo cielo le nostre foglie. Pabloz nota alberi secchi. Pabloz nota foglie cadute. Diversamente, noto ricerca di sentimento fra simili. Il sentimento fra blogger si stabilisce attraverso conferme: conferme, date dalla somma delle corrispondenze di pensiero. La dove non vi sono sufficienti corrispondenze, la linfa inizia a mancare alle foglie. Non per questo si staccano. Non per questo si seccano. Non per questo cadono: solo non fremono.

Con un mio amico di Destra

Con un mio amico di Destra (valente puttaniere anche se in età da rassegnazione) ho sempre trovato dei punti d’intesa ma da quando la Destra ha ottenuto la sua affermazione (mi riferisco al recente trascorso) non c’è più stato verso di ritrovarla. Eppure, eravamo gli stessi di prima. Cosa era cambiato? Era cambiato che prima non aveva nulla da perdere nell’essere d’accordo con me in alcuni casi, e dopo ha avuto di che perdere se li condivideva. Cosa aveva da che perdere? Aveva da perdere il valore aggiunto (il politico sul personale) derivato dall’affermazione del suo gruppo di riferimento. A quel punto la conservazione di quel valore aggiunto era diventato ancora più importante di una intelligenza che nonostante tutto continuo a stimare. Il Potere è il più completo dei sodomiti! Prima si fa prostituta del maschio, e poi maschio di chi si è prostituito alla prostituta. Contro le infezioni da potere c’é un solo condom: non dare la mente a nessuno!

Ho iniziato

Ho iniziato a mettermi a nudo nel 71. E’ stato più semplice togliermi gli abiti che i precedenti pensieri. Certamente sono stato aiutato dall’abitudine di abbassare la luce nella stanza, e la luce della verità nella mente. Sai bene, che troppa luce offende gli occhi e troppa verità allontana la capacità di accoglierla senza traumi. Spogliati oggi e spogliati domani, un po’ alla volta ho iniziato ad accettare la mia verità fisica, e la mia verità mentale. Oggi, posso girare per la stanza come mamma m’ha fatto, e girar per la mente, proprio come la verità m’ha voluto. Per la mia stanza, però, non sempre giro da solo come non sempre trovo (per non dire quasi mai) chi, come me, ha attraversato le mie stesse stazioni (e stagioni) di conoscenza. Torno allora, ad abbassare ambedue le luci, onde permettere all’occasionale fortunato di vedermi e di vedersi come è in grado di fare o di accettare.

So’ come la mussa del strassaro

Alla c.a. del Maresciallo c/o Servizio di polizia Giudiziaria del Tribunale di Verona. In oggetto: relazione su l’aggressione accadutami in Porta Vescovo in data 25

Premessa

Sono l’autore del sito www. perdamasco.it (all’epoca in Rete: ora l’ho tolto) e del blog perdamasco.blogs.it (questo l’ha chiuso il punto.it) Glieli rendo noti giusto per considerare sulla mia identità. Mi sono occupato di tossicodipendenze (di quelle dure) per almeno una quindicina di anni. In quell’ambito sono conosciuto dal Referente del Sert. Nel settore sono conosciuto anche dalla ex responsabile della Comunità “La Genovesa”. signora M. Se necessario, posso citare la madre dell’ultimo Amato: venticinquenne quando l’ho conosciuto e ventinovenne quando mi è mancato. Infine come dicono nel padovano, “so’ come la mussa del strassaro”, e, cioè, conosciuto per quello che sono: sia umanamente che sessualmente.

Ciò detto:

il parcheggio di Porta Vescovo, oltre per il suo ruolo, è conosciuto anche come zona d’incontri. Ci girano, o ci giravano coppie in cerca di singoli o di accoppiati. Ci girano Finocchi. Fermo restando che la ricerca dell’accoppiamento, direi che muore con chi cerca, anch’io ricerco. Senza spasimi, senza patemi, senza frette. Il più delle volte, ci vado per passare il tempo. Anche per pensare a me stesso. La zona mi è più consona di qualsiasi bar. Mi richiama molti ricordi. In coincidenza col deposito dei banche del Mercato della Frutta, nel vallo è stata posta una roulotte. La abita, un tossicodipendente. Con quello, due cani di grossa taglia: rot e qualcosa. Ci tengo a sottolineare, e lo denuncio come esposto, che quell’individuo circola con i cani, generalmente senza guinzaglio, e ne museruola! Ma, anche se fossero a guinzaglio, non vedo possibilità di dominio sui cani, dal momento che quella persona, non sarà più alta di uno e 65, e non più pesante, 50/60 chili: sia da “fatto”, che no! I Vigili hanno detto che i cani erano a posto. Ai Vigili, deve essere sfuggito, che i cani non possono essere a posto se il loro proprietario o assegnatario, non lo è! Ero assieme ad un pensionato che a suo dire cerca coppie. Personalmente non lo conosco se non, per un buona sera che tempo che fa! Io amo il silenzio! A dirla tutta, quella persona disturbava sia il mio silenzio che l’eventuale ricerca. Fa lo stesso! Stava ciacolando con me dei cavoli suoi, il pensionato, quando ad un certo punto, gridando Culatoni via de qua, (e non mi ricordo più che altro) quell’individuo ci è venuto addosso con i due cani. Come non bastasse, armato di un coltello che gli ho strappato di mano e gettato per terra. Ha tentato di strapparmi un medaglione che porto al collo e di togliermi dalla tasca della camicia i soldi che vi avevo messo. A essere fiscali, questa è una tentata rapina a mano armata. Successivamente ho ritrovato il coltello e l’ho consegnato alla Pattuglia che è intervenuta su mia chiamata. Il soggetto gridava contro di noi che volevamo violentarlo, che lui odiava i culattoni perché era stato violentato, che stavamo facendo sesso nel parcheggio, e, troppa grazia S. Antonio, che stavamo coinvolgendo un minorenne! Non c’era traccia di questo fantasmatico minorenne, però, disse che se lo sarebbe procurato. Ora, immaginarsi che due sessantenni e passa, si rotolino presi da libidine in un parcheggio di duro asfalto e illuminato a giorno, con o senza minorenni, fa decisamente piangere dal ridere! Ammessa e non concessa la presenza di questo fantasma, un minorenne, in compagnia, a mezzanotte, di un tossico non può che essere un altro tossico! Da questi, ci si può aspettare che dicano di tutto ed il contrario di tutto! Un mio seguìto nelle Tossicodipendenze, ebbe a dirmi che non è necessario picchiare un tossico per farlo parlare; è necessario per farlo tacere! Il che, è tutto un dire! Intervenuta la polizia, il pensionato ed io raccontiamo l’accaduto. Nei pressi del parcheggio, quella sera, giravano tossici che non avevo visto in altre occasioni. Avevo notato anche una Panda rossa targata Mantova. Evidentemente, almeno per me, non volendolo, il pensionato ed io, disturbavamo un giro. Non ci vuol molta fantasia per capire di chi. Sospetto tutto sto can can a causa di quello. Alla Pattuglia ho fatto notare che alla fine di tutto il suo blaterare, quell’individuo ha dato evidente segni di calo. Non credo sia necessario dirle cosa significa, tanto meno cosa dimostra nel fatto avvenuto. Ora, passata l’incazzatura, non espongo formale denuncia se ciò significa mandare quella persona in galera. La espongo, invece, se serve per l’avvio in Comunità. Non ho altro da aggiungere.

Sui gradini della chiesa

Sui gradini della chiesa adiacente alla basilica di s.Zeno (s. Rocco, mi pare) un ragazzo ed una ragazza fumavano un cannone che non finiva più! Eravamo verso le 18. Il ragazzo dice qualcosa alla ragazza tirando un po’ la bocca. La ragazza risponde tirando un po’ l’orecchio. Da anni sono perseguitato dai messaggi trasversali di chi incuriosisco, non necessariamente per disprezzare e/o denigrare, devo dire. Fatto sta, che la ragazza mi grida: figo!! Il proverbio insegna che dove c’è fumo c’è anche dell’arrosto. Con questo voglio dire, che forse non sarà stata tutta d’oro quell’affermazione, tuttavia, direi che un forse di giallo luccichio ci può essere stato, quindi, sorrido, accenno con la mano un che di noncurante, e forse, da stronzo, alla ragazza replico: occhio al fumo, invece! Perché mi capita sempre di allontanare le affermazioni a mio riguardo? Una pessimistica valutazione di me stesso? Può essere ma può anche essere che le rifiuto per una chiara visione di me stesso. Non da oggi sostengo che se mi danno dell’imbecille ci trovo più ragioni di quando mi dicono intelligente. E questo, è certamente vero per quanto riguarda la verità  che conosco di me, tuttavia, potrebbe essere certamente falso per quanto conosco della verità. Se consideriamo infatti, che per la gran parte della nostra vita siamo formati dal mondo più che dal nostro, è chiaro che la conoscenza della nostra verità è ben poca parte rispetto alla verità  del mondo che ci è stato culla, casa, viaggio, ecc, ecc. Si può dire, quindi, che i parametri di giudizio, vuoi pro, vuoi contro, non sono altro che del diverso fumo.

Su dieci eredi

Su dieci eredi della nostra cultura, 6, sono figli che seguono la volontà  del padre – stato, (sia pur mugugnando, immagino) e 4, dei futuri figliol prodighi, ben che vada a noi, allo Stato, e a loro. Fra i fermati: una positività del 40,5 %, di cui: il 13,9 è risultato positivo all’alcol; il 16,5 alle droghe; il 10,1 ha associato alcol e droghe. Dei positivi alle droghe (21 persone) il 38,1 % aveva utilizzato cannabis; il 4,8 ha usato solo cocaina; il 19 % metanfetamine; il 14, 3% cannabis, più cocaina e più metanfetamina; il 23,8 % cocaina più metanfetamina. Stante l’accertamento, prevenire, o reprimere? Prevenire, (nel senso di porre a coscienza) è chiaro che non è mai sbagliato, ma, reprimere, quando ormai una coscienza è presa, altro non farà che incentivare la voglia di deviazione (altre mete, altri modi, altri mezzi) del preso. Se prevenire porta a poco, e reprimere porta a niente, cos’altro si può fare? Dal momento che nulla e nessuno eliminerà la droga dalle vene del mondo, non resta che procedere col sistema del colpo alla botte della prevenzione, ed uno al cerchio della repressione. Vie terze (nel senso di pienamente risolutive) non c’è ne sono, o quanto meno, non ne vedo. Ho tratto le statistiche (per altro datate) da un articolo di Alessandra Vaccari pubblicato da l’Arena. Non ricordo quando.

Tutti i giorni

Tutti i giorni compro giornale e sigarette da un negoziante di Destra. Si scherza, si ride, e ci prendiamo anche in giro per le nostre idee. Perché non vado anche da un giornalaio di Sinistra? Capita, ma essendo “pantegana solidale” con la vita non bado più di tanto a quale stato politico permetto la non estinzione. E’ chiaro che permettendo lo stato privato di quella persona di Destra, ne permetto anche il suo stato pubblico, ma come dico sempre, siamo sistema arterioso e venoso. A proposito dell’affermazione fra virgolette: non ricordo se sono stato definito così o se mi sono definito così giusto per ironizzare su di me. Da anni ho smesso di andarci. Non di certo perché di Destra ma perché si è rivelato poveretto sia umanamente che intellettualmente. Ho rimandato le conseguenti decisioni perché mi rifiuto di accettare quello che pure mi è evidente. E’ l’errore che compiono tutti i tendenti alla solidarietà.

La passione sportiva è di apolide psiche

Secondo me, nel momento stesso che entra nello stadio, lo sportivo da gradini (come anche da poltrone) si spoglia completamente della precedente identità per assumere quella di una passione apolide in cerca di stato; e lo stato (o condizione) la riceve sostenendo e contribuendo ai variegati moti (verbali e/o quanto di altro) che condivide e stimola mentre i suoi duellano per confermargliela. Il giocatore che per qualsiasi motivo si sente offeso dovrebbe tenere a mente (e dar per scontato) che sui gradini di ogni Colosseo non ci sono più persone: ci sono soggetti dall’essere con bisogni da riconoscimenti tribali, più inconsapevolmente animali che consapevolmente umani.

Abitando un Fort Alamo

Abitando un Fort Alamo accerchiato da nemici il Negazionista spara anche alle ombre che sono le proiezioni mentali di una psiche in panico. Non discernendo su quello che effettivamente è ma solo su quello che effettivamente crede, il Negazionista vede invasiva ogni altra verità. In assenza di oggettivo pericolo, il Negazionista finisce per essere interpretato come un paranoico. La paranoia è la malattia dei derubati della fiducia; e la perdita della fiducia è l’area di erezione di qualsiasi genere di Fort Alamo. La paranoia rende incapaci di porre la tregua mentale che permette la verifica dell’area esterna (le realtà assedianti generalmente immaginate perché temute) che sente (crede e/o pensa, e/o teme) maggiore di quella interna: area sì, difensiva (crede) ma altrettanto costruita da interni timori. Ulteriore difesa è sentirsi l’Ultimo dei Samurai. Ammessa una psiche da Alamo e da ultimo Samurai se ne potrebbe trarre un’altra conclusione: il Negazionista si rinserra nel suo personale Fort Alamo perché (lo sappia o no) le menti di coccio non resistono ai colpi: neanche di quelli immaginati.  Anche questa verità assedia il Negazionista. Riuscire a liberarsi da quel interno nemico è pressoché impossibile. Così, al Nagazionista non resta che aggiungere altri piani al suo coscrutto, o nei sotterranei di quello, aggiungere fosse.