Come la vita – Appunti

Come la vita è stato di infiniti stati, così i discorsi dello Spirito sono stato di infiniti stati; ci dicono lo stato della corrispondenza o della divisione fra gli stati.

Poiché la parola è l’emozione della vita che dice sé stessa, così le emozioni dello Spirito (esaltate, depresse o in pace) ci dicono lo stato spirituale dei nostri vissuti.

Vi è Pace, tanto quanto la forza della vita e della vitalità non patisce dissidi fra Natura e Cultura. L’assenza del Dissidio conseguente alla presenza della Pace permette alla vita di perpetuare sé stessa senza male naturale e spirituale da errore culturale.

I principi dei Profeti

Per come la vedo, la differenza fra il concetto di Padre e di Allah sta nel fatto che uno è Signore (a dir di Cristo) e l’altro è Padrone a dir di Maometto. Si può anche pensare che l’idea di Dio dei due tramiti sia nata dal bisogno personale (elevato poi al divino) di trovare un nuovo principio della vita che a loro mancava: un Padre al Cristo evangelico, e un Sovrano ordinatore annunciato da Maometto.

Sessualmente promiscua?

Sessualmente promiscua, la giovinezza? Vi sconsiglio di andarglielo a dire. Otterreste solamente un’occhiataccia di commiserazione e questa precisazione: sono versatile. Anche fluida non va per la minore. Ciò vuol dire che la sessualità della giovinezza di oggi sta perdendo i personali colori? No, direi, invece, che li sta arricchendo perché si sta riappropriando delle sue naturali sfumature. Sì, sarà transgender anche la norma sessuale: è solo questione di tempo.

L’emozione che m’ha portato

L’emozione che m’ha portato oltre la precedente conoscenza e in troppi casi a comunicare anche secondo forme confuse si è acquietata: prima non le vedevo. Non so se riuscirò a correggere tutti gli scritti con quel difetto. I discorsi che hanno l’Oltre in oggetto sono dati da esperienze causate da altra ragione. Le ho accolte con estrema riserva; man mano finiva l’ingenuità.

Subire un lutto

Nessun lutto sradica completamente. Si stratta di tornar ad alimentarci, allora, per le radici che ci sono rimaste, ma per far questo, le dobbiamo rivedere, e per rivederle, dobbiamo asciugarci gli occhi. Deciderlo è difficile. Sembra un tradimento, ma, se chi ci ha lasciato ci ha amato, perché mai dovrebbe volere la nostra sofferenza? A che gli servirebbe? E se serve a noi, il problema, allora, non è un dolore da lutto, ma un dolore da vuoto. Non un dolore provocato da una morte, allora, ma un dolore provocato da stati della nostra vita che non sappiamo dove o come vivificare.

Tutto è via della verità

Tutto è via della verità se porta alla vita. Vita, è stato di infiniti stati di via e di ricerche di verità. Vi sono vie che percorrono gli abissi, altre, le vette, altre il piano: tutte, sono viaggio. Ad ogni viaggiatore la sua lode, la sua pena, il suo costo. La Verità alberga nel silenzio che segue alla cessazione del dissidio.

Giustizia e vendetta: bisogni.

Tanto quanto una ricerca di sé (come di altro da sé) esclude e/o risolve il dissidio e tanto quanto è vera. Diversamente dal discernimento, il giudizio emette trancianti sentenze. Emesso in quei termini, il giudizio si pone al servizio di un mal interpretato bisogno di verità: verità che non può essere se è invalidata da bisogni di giustizia ombrati da bisogni di vendetta.

Tutto è via per capire la vita

Da quando mi sono detto che tutto è via per capire la vita: anche l’errore ha motivo di essere. Anche il Male, Vitaliano? Il Male, è dolore naturale e spirituale da errore culturale, quindi, si, volere o volare, anche il Male, ma è un principio della vita? No, è il conseguente atto di chi in molti modi capovolge i principi. Chi pensa al Male come l’implicito destino della nostra genesi, altro non fa che deresponsabilizzarsi e/o deresponsabilizzare.