Tutti siamo educatori

In ragione delle informazioni che comunichiamo, tutti siamo educatori. Pessimi quelli che si dimenticano di essere contemporaneamente alunni.

aneofiore

Certamente sono un educatore non titolato, ma grazie al cielo, neanche stipendiato, quindi, libero! Torno al mio bisogno di precisazione che avevo inizialmente accantonato. Riguarda l’abitudine di dire a voce alta quello che si pensa, e che è meglio essere sinceri anziché viscidi. Nessun argomento precedente aveva portato a questa affermazione. Siccome il soggetto dei tuoi messaggi sono io, mi è lecito pensare, allora, che quel modo di agire avesse me come argomento. A che proposito? Come educatore o come identità sessuale? Ho affermato in un precedente messaggio, che il bisogno di un maggior tono vocale rivela volontà di dominio. Mi sono occupato di tossicodipendenze per più di una quindicina d’anni! Dei “tossici” ho conosciuto anche parecchie madri: tutte dominanti! Con dominanti intendo dire che la loro femminilità psicologica era coperta dalla loro psicologica mascolinità. Certamente sono delle eroiche nutrici, tuttavia, pessime madri! Il carattere maschile in loro predominante, infatti, impedisce ai figli di sentirsi accolti_accettati, e quindi, non amati (l’amore è comunione) per quanto nutriti. Dove una madre rifiuta l’abbraccio, vi è sempre una matrigna che accoglie i bisognosi di abbraccio. Ora, non voglio dire che tutte le donne che sentono il bisogno di dire a voce alta siano destinate ad avere figli “tossici” in famiglia! Voglio dire, bensì, che la volontà di dominio sulla vita altra, sottotraccia rivela delle insicurezze_paure, e che le insicurezze_paure di una madre che si cura con il dominio, rendono i figli altrettanto insicuri_spaventati. Brutti anatroccoli comunque spaventati, comunque diventeranno Cigni, ma, non tutti i Cigni, fanno le stesse piume e/o nuotano nelle stesse acque: sociali o sessuali che sia. Ora, quanto è pronta_capace una donna determinante, ad accudire anche quel genere di cigni? O è anche questo possibile dubbio, ciò che gli alimenta l’urlo? Ad esempio, giusto per tacitare l’incapacità di darsi risposte su di sé, oltre che per il suo ruolo: naturale o adottivo che sia?

ali

Visto che Carabinieri e Polizia

Visto che Carabinieri e Polizia nulla sanno sull’esistenza dei Falchi della Notte, lo chiedo a lei, signor Direttore. I visti da me, (due uomini ed una donna dai 40 ai 50, direi) erano vestiti con una divisa che avrei detto simil nazi se non fosse stata ingentilita da una camicia azzurro aviazione.

aneofioridue

Erano in possesso di grosse torce e di radio. Scesero da una utilitaria giapponese: non molto marziale, devo dire. D’altra parte, pur con tutta la volontà di sembrarlo, a mio giudizio, non lo erano neanche i Falchi in questione. Comunque sia mi hanno salutato ed io ho risposto. Se dovessero chiedermi i documenti, (mi sono detto) sono tenuto a darli a gente che tutto pare fuorché autorizzata a chiederli? Non me li hanno chiesti e sono saliti nel parco. Dopo un qualche tempo, contemporaneamente a loro ho visto scendere una quaterna di abbandonati che dormivano sulle panchine; o sul prato non ho avuto modo di accertare. Al centralinista dei Carabinieri che ho chiamato, dico: ma come? Non avete soldi per comperare benzina per correre dietro ai ladri, e lo stato paga questi deputati a non si sa ben che cosa o come? Forse sono Volontari, mi si obietta? Volontari?! Sarà! Se volontari, però, e se di vista effettivamente acuta, facciano qualche diurno giretto anche per i campi veronesi. Ci sono anche lì, degli abbandonati da allontanare. Da allontanare a maggior ragione perché sui due euri e mezzo l’ora che percepiscono (tre nei campi mantovani) non pagano un tanino di tassa! E’ ora di finirla con tutti quelli che vengono a rubarci i nostri stipendi, e ad occupare in piena notte le nostre panchine! Con i miei più cordiali saluti.

asepara

Ricciardetto, mitico personaggio di Epoca Mondadori degli anni 6070, si proponeva di aggiungere “ironia”, e “sarcasmo” quando li usava nelle sue risposte. Aveva ragione! Un lettore, infatti, legge e quindi sa, ma non sente quello che leggendo conosce, o meglio, sente solo le sue emozioni, ma le sue emozioni, non necessariamente sono quelle dello scrivente. Da questo, non pochi equivoci. Memore di tanto maestro e delle sue intenzioni chiarificatrici, preciso di aver usato in questa lettera sia l’ironia che il sarcasmo. Mi dispiace di non aver messo questo ps. nella lettera al Direttore. L’idea non mi era passata per la testa. Va beh!

ali

Constato da Mauro

Constato da Mauro che quello che è chiaro per chi scrive, non sempre è chiaro per chi legge. Con – Convivere è necessario – non intendevo riferirmi a nessun genere di rapporto fra persone, ma fra la persona ed il mondo.

aneofioridue

Per attuare quella relazione, i modi ed i generi possono essere condivisibili, o non necessariamente condivisibili, l’importante, è fare in modo che si mantenga la relazione fra un Io ed il tutto. Per quale fine? Indipendentemente dal come, dal con chi, e/o per quali mezzi, perpetuare vita con il meno dolore possibile. Il restante riferimento a me, è pura voglia di polemica. No, Mauro, non tu mi hai lasciato “lungo quella sua strada troppo paolina”; io, ti ho lasciato lungo la tua. E ti ho lasciato lungo la tua, Mauro, perché se da un lato, come persona sei molto sensibile, e senz’altro meritevole di amicizia, dall’altro, straripi come bloger, ogni qual volta ti sfugge il dominio sulla ragione altrui; e ti sfugge, a mio avviso, più per motivi inerenti il bisogno di veder confermata la tua personale identità, più che per necessità inerenti le tue non poche conoscenze; sulle quali, si potrà anche opinare ma che nessuno mette in dubbio. Non io, almeno. Non lo saprei, neanche volendolo. Troppo paolina, dici, la mia visione della vita? In questa affermazione, o menti o sei in malafede, o hai dimenticato e/o rimosso che in tutti gli scritti che fra di noi hanno avuto il Saulo/Paolo in oggetto, siamo sempre stati d’accordo sul fatto che è stato una sciagura culturale per l’ambito religioso, ante lui iniziato e da lui deviato. E, allora? Se ad un fiume dal livello oltre metro ci si premura sollevando gli argini, perché mai non lo dovrei fare io quando straripi oltre metro? E’ successo altre volte, ed altre volte, nonostante sentissi l’errore, ho tolto i sacchetti di sabbia che avevo messo a difesa dei miei campi. Ma, adesso, di te, fiume che passa dalla secca allo straripamento anche nel giro di un fiat, ho deciso di non fidarmi più. Ad ognuno le sue perdite. Ad ognuno i suoi guadagni. E’ la vita.

ali

Gennaio 2009

A mio vedere ci sono due egoismi

A mio vedere ci sono due egoismi. Il primo contribuisce alla conservazione della vita di un dato soggetto. Il secondo contribuisce alla conservazione della vita di un dato soggetto, su di un altro dato soggetto. Negativo il secondo, ovviamente.

aneofioridue

Caro perdamasco, una volta fissate giustamente (come fai tu) le radici biologiche del primo egoismo, temo che non sia più possibile distinguerlo dal secondo. O meglio si può farlo, ma con un percorso molto più lungo, che a me pare questo. L’egoismo istintivo e immediato che la natura sotto specie di selezione naturale ha fissato come programma di ogni organismo vivente, nel caso di un animale come l’uomo, che ha sviluppato un controllo tecnologico dell’ambiente, non è più adeguato, da solo, a garantire la sopravvivenza della specie. In altre parole, l’egoismo funziona per gli esseri viventi semplici e deboli che debbono lottare, sottoposti alla natura, per la sopravvivenza. Non funziona più quando una specie diventa capace di modificare il suo ambiente: in questo caso la somma dell’egoismo dei molti porta a una distruzione disordinata dell’ambiente, che può distruggere la specie intera. Per questo l’egoismo va controllata da funzioni psicologiche superiori, come una morale consapevole del suo obiettivo della conservazione della specie umana e della stessa natura che ne e’ il presupposto fondamentale.

asepara

“per questo l’egoismo va controllata da funzioni psicologiche superiori, come una morale consapevole del suo obiettivo della conservazione della specie umana e della stessa natura che ne è il presupposto fondamentale.”

asepara

Verissimo; ed è anche l’istintuale progetto base di tutte le religioni, direi. Guaio è, che lo perdono (l’egoismo come antidoto morale contro l’egoismo sovra individuale che porta hai poteri) mano a mano diventano politiche. E poi dici che sono io a razzolare male! 😀 Altrettanto è vero che l’impedire al necessario egoismo individuale di non diventare un egoismo sovra individuale è un percorso che dura tutta la vita quando non oltre come penso.

asepara

“In altre parole, l’egoismo funziona per gli esseri viventi semplici e deboli che debbono lottare, sottoposti alla natura, per la sopravvivenza.”

asepara

Dissentirei. A mio vedere non è dei soli semplici e deboli. O meglio, è debole e semplice (l’egoismo di quei soggetti) se gli stessi soggetti non se ne sono serviti o non hanno potuto servirsene) con pienezza. Cosa sia “con pienezza” per un dato soggetto, lo dice l’esistenza e l’individualità del dato soggetto. Ed anche questo, è ricerca che dura come detto sopra. Condivido a proposito dei problemi inerenti l’ambiente. Sono problemi che nascono, appunto, da una sovra esposizione: quella dell’egoismo individuale – sociale su l’ego della Terra.

ali

Maggio 2008

Non trovano più madonne!

“Badino le donne che intendono diventare madri in età non comune: agli occhi dei figli saranno a scadenza.“

aneofioridue

Questa è l’implicita opinione che se ne ricava dalla lettera del signor Giorgio Vinco, dove dice (a proposito della maternità della signora Giannini) che il bimbo avrà dell’amaro in bocca quando vedrà che le mamme dei suoi compagni (diversamente dalla propria) saranno molto più giovani e carine. E se, invece, a scadenza (per il figlio) lo fosse la madre giovane e carina? E se invece a non avere scadenza lo sia la non più giovane e carina perché il figlio gli dimostra di amarla lo stesso? Se ne deve concludere che per Vinco, anche la maternità soggiace agli stili dell’estetica? Per quanto mi è dato di conoscere, solo le madri dei preti sono a scadenza. Succede, quando il figlio sceglie la chiesa come madre. Ci vorrà il suo tempo, ma anche il figlio di questa “madre” vedrà che usa abbellenti artifici per non scadere. Al che, o usa gli stessi artifici per non scadere come figlio, oppure, le chiese che si dicono madri, badino all’opinione dei figli.

ali

Pressoché rifatta in data Luglio 2018. Ripresa e pressoché rifatta data Febbraio 2020

Ci sono liberazioni e liberazioni

Distinguerei: liberazione da un pensiero politico variamente fascista, o liberazione da chi pratica la violenza per imporre il dato pensiero?

aneofioridue

Piaccia o non piaccia, qualsiasi pensiero, di per sé, è legittimo, è nella verifica dell’attuazione che è accettabile o meno. Ora, anche ammettendo che il pensiero fascista sia la sentina di tutti i mali, è pur sempre l’atto fascista da osteggiare al caso, non, una posizione politica. A mio vedere, tutte le ideologie politiche (e non per ultimo anche le religiose) dovrebbero avere un Comitato Liberazione Scorie.

ali

Maggio 2008

Divide et impera

Mi rendo conto sempre di più …
aneofioridue

… che i messaggi di Cristo (mi riferisco a quello evangelico) sono Omoculturali, non, Eteroculturali. Per Omoculturale intendo il pensiero che formando simili per comunione di vita permette ai simili di di amare la Cultura simile. L’hanno resa Eteroculturali, invece, per le classiche ragioni di ogni impero: se vuoi regnare, dividi!

ali

Ti scrivo per due questioni

Caro Francesco ti scrivo per due questioni. In primo, perché i cristiani più papi del Papa mi fanno pena. In secondo, perche delle Unioni Civili (etero o homo che siano) forse non hai colto la valenza spirituale quanto basta.

aneofioridue

Ai papisti più papi del Papa dovresti ricordare che se una nave ha bisogno di kilometri per non rovesciarsi quando vira, tanto più la tua Barca necessita di tempo; e siccome al comando ci sei tu, facciano il piacere di non fare come i trasportati che sommergono di contrastanti quando non isterici consigli il guidatore. Posso anche capire che non hanno in te la fede che dicono di avere in Dio, ma a che serve incrinare la fede di quelli che, pur avendola in Dio, l’hanno anche in te? Per salvare la fede, dicono! Mi facciano il piacere! Riflettano piuttosto se è la loro anima in gioco, o se è con il potere della fede che giocano! Ti dirò, ora, quanto sai anche tu, ma che forse non altrettanto sanno quelli che leggeranno questo papiro! La vita al principio che nominiamo Dio è uno stato sovrano perché assoluto. Sovrano ed assoluto perché i suoi stati di vita hanno raggiunto il massimo stato della corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati, cioè, l’Uno! Quali siano gli stati di Dio lo credo ma non lo so. Al che, glisso la questione. Ora, se noi siamo a Sua immagine, anche in noi non può non esserci la tendenza all’unità che si origina dalla corrispondenza di vita fra gli stati della vita, vuoi l’umana, come vuoi per l’umana che si eleva alla superiore. Negare, ridurre, falsificare, osteggiare e via elencando, altro non significa che l’impedire alla vita di ricongiungersi nella sua ricerca di unità, e, quindi, di essere, per quanto sa, può, o vuole, a Sua immagine. I libri raccontano che Dio ha Dato vita alla vita (inizialmente, materia) insufflando la forza del Suo spirito. Negare, ridurre, falsificare, osteggiare e via elencando, allora, è, a mio credere, un errore verso la forza del Creatore: errore, che in tutti i casi è capitale quando non mortale. Mi dirai: caro Vitaliano, una qualche regola la dobbiamo pur mettere! Vero, ma se non può essere contro lo Spirito della vita, su quale altra complementare verità? Mi rifiuto anche qui di essere più papa di te. Al più, ti ricordo che dove c’è dolore non può esserci verità. Il dolore, infatti, è il male naturale e spirituale da errore culturale. Contro il male, c’è un solo antidoto: l’amore. E l’amore è comunione. Se al principio, il Principio ha potuto diventare l’Uno, è perché ha amato ogni stato dei suoi stati. Secondo te, stiamo facendo la stessa cosa? Al momento, direi che ci stiamo provando, ma un po’ istericamente perché lo concepiamo come un lenzuolo ad una piazza per un letto che la vita ha fatto ad infinite piazze. Al che, o universalizziamo il lenzuolo in modo che copra tutte le piazze, o siamo destinati a combattere per il letto. Terza via non vedo, se non quella dello Spirito Paracleto, generalmente noto (almeno spero) come mediatore.

ali

Datata Marzo 2007

Il lupo che stava a monte

disse all’agnello che stava a valle: perché inquini la mia acqua?

aneofioridue

Ti ricordo l’inizio di questa favoletta, Gigio, solo per dirti che il tuo dai, Vitaliano! a un mio commento lo devi indirizzare ad un certo Fedro, non a me, che presso di te ho riportato solo due immagini: la ferocia, rappresentata dal Pedofilo – Lupo, e l’innocenza del Bambino detta dall’Agnello. Vedo che sei un Educatore, conoscerai qualche psicologo, immagino. Ebbene, fagli leggere i miei scritti, quelli di … , le vostre risposte di tutti da … Forse con tua sorpresa, potrebbe anche dirti, che quando difendiamo le nostre idee, sovrapponendo la passione sulla ragione, riveliamo che la difesa delle proprie idee è mescolata alla difesa di noi stessi; qualunque e comunque sia, l’identità che diciamo: noi! In particolare modo, questo vale per identità che sentono di possedere emozioni di pedofilia negativa! Vale, addirittura di più, anche per quelli che solamente lo temono, a causa di una indistinta coscienza sulla propria sessualità! A tanto può portare il non conoscerci. Chiedi anche questo a quello psicologo. Vedrai che non avrò sbagliato più di tanto. Prima che il tuo “cavallo intemperante” ti prenda le redini, voglio precisare che sto parlando di casi, non di te, o di … o di altri intervenuti presso di me, o presso … La Pedofilia che chiamo positiva per distinguerla dalla negativa che è la perversione di quell’amore, è presente in tutti! Non ci sarebbe paternità, e ne maternità, e né bene e né giustizia sociale verso i bambini, se non ci fosse. Prima della presa di coscienza di quell’amore, quando erano in eccesso, li buttavamo nei cessi! E’ storia, Gigio, non un mio “fantasioso avvitamento”. Se non credi a me, (e lo direi, più che logico!) chiedi a quello psicologo, se è o non è vero!

aneofioridue

Ho l’impressione che il totale rifiuto dei miei discorsi e di quelli del Bortocal, più che dallo sviluppo degli argomenti sia stato provocato da questa inaspettata rivelazione: cioè, che l’atomo può far vivere, o può far morire! Dipende dall’uso! Così, per tutte le forme dell’amore! Forma, che nel caso della Pedofilia positiva, non è di certo il “dialogo amoroso che non vedo proprio”. Non mi ricordo più chi l’ha detto, e neanche con le parole precise. Spero solo, non in malafede! Pedofilia positiva, è amare la vita del bambino! Non il bambino in quanto fonte di tensione sessuale! Quella sì, che è perversione! Possibile che non capisci la differenza fra amare e recare dolore! Ho visto da … che continui a batter chiodo sul pedofilo perverso. Non sarò certo io a farti cambiare idea! Ognuno a suo modo, il Bortocal ed io abbiamo solamente posto delle distinzioni culturali, non, non , non, legali o morali, o qualsiasi voglia legittimazione sul genere dei fuori di testa in Belgio. E, se pensi che queste distinzioni le hanno poste due vittime di pedofilia, a mio avviso vuol dire, che il discernere senza paure su noi stessi, prima o poi, porta all’equilibrio. Ed, ora, se lo credi, cambiamo discorso. Parliamo di Donne? Vedi dove porta la chiarezza nella sessualità? A fare in modo che un sereno Omosessuale, si scopra Eterocultuale a livello psicologico, così, che possa serenamente parlare anche di Donne. Li conosce, questi scherzi della vita, lo psicologo che ti ho chiesto di far intervenire? Ho già cominciato io, nel momento stesso che ho scritto Donna con la maiuscola. L’ho fatto, non solo perché amo la Donna, (per i motivi soppradetti) ma anche perché non tutte le donne sono puttane, come usualmente si dice fra uomini delusi! E, a me, la Donna non ha mai deluso. Al più, neanche la puttana mi ha mai deluso, perché non è ipocrita! Al più, sirena per gli Ulisse, e/o i marinai del caso. Sarò, tuttavia, più che lieto di cederti il passo, visto, che per ovvia pratica, biblica e sponsale, le conosci meglio di me!

Novembre 2006

Non so cosa farei se fossi israeliano

Non so cosa farei se fossi Israeliano. A favore del tuo essere, o se, nel tuo essere, contro il tuo fare?

aneofioridue

Da cristiano nell’essere, anche se non poco perplesso sul mio fare, sono sempre rimasto affascinato dalle tue grandi storie; che poi, siano rimaste storie per l’uomo adulto che sono, non per questo, il fascino (fanciullino, lo confesso) si è ridotto. Posso dirti, pertanto, che, complessivamente, non ti sono anti qua o anti la! O meglio, ti sono anti, come sarei anti all’amico che ha bevuto troppo alcool. Non anti verso la persona, ovviamente, ma contro il suo momento, sì! (Stavo per dirti Spirito, al posto di alcool. Mi avresti capito lo stesso. Lo so.) A proposito di Spirito, da non pochi anni mi domando: sei veramente sicuro che ti abbia promesso il possesso di quella terra? Si, perché, detto molto francamente, a me pare t’abbia dato una croce, non, una terra, o quanto meno, una terra dove devi portare una croce contrattualmente non detta! Per “croce”, intendi il peso della vita della Natura, sulle spalle della sua Cultura. Non so se sia il dolore a rendere eletti per il modo di affrontarlo, o se sia una fede per il modo di crederci e/o di viverla. Quello che so, è che dove c’è dolore non c’è verità, perché il dolore, è il male naturale e spirituale da errore culturale! Sia come sia, a farti ala mentre percorri il tuo destino vedo molta gente. C’è chi grida: coraggio! C’è chi tira sassi! Chi sulla tua caduta scommette pro o contro. Non vedo nessun Cireneo, però! Mi rifiuto di pensare che Dio non l’abbia previsto perché ha dei limiti, quindi, avrà le sue buone ragioni. In attesa di capirle, Shemà (la vita) Israele!

“Fuori” ma dentro

Sento che c’è qualcosa di “sbagliato” nella richiesta di leggi contro i colpevoli di violenza verso l’Omosessuale. Lo è perché è una richiesta di parte. La violenza, però, è in ogni parte. Debole quella parte che agisce per sé stessa.

aneofioridue

Potrebbe provarlo il fatto, che se la richiesta ha in oggetto la violenza contro il Bambino, e/o contro la Donna, viene accolta con più sentiti, e generali sentimenti. Ciò significa che l’Omosessuale è un cittadino di serie B? No, ciò significa che l’Omosessuale sta chiedendo difese da serie B. Quale la difesa da serie A? A mio avviso, richiedere leggi che sono pari in ogni stato del Bambino, in ogni stato della Donna, in ogni stato dell’Uomo. Mi riferisco alla serie: vita. Quello, è l’universale principio che le leggi devono difendere! Perché, quello, è il principio che normalizza ogni differenza. Quando ho detto a due Blogger che il gay dovrebbe tornare dentro pur restando Fuori, intendevo il suo rientro anche per questi sensi.

Settembre 2006

A pensar male si indovina?

Il giornale l’Arena l’ha pubblicata parecchio tempo dopo e, fatalità, il giorno prima della pulizia del percorso. Come a far dubitare su l’attendibilità della mia protesta? “Pensar male è sbagliato però ci si azzecca!”

aneofioridue

Tempo permettendo percorro tutti i giorni le Rigaste di S. Zeno. Non si dispiaccia Firenze ma nel nostro Lungadige ci trovo del di più, vuoi per i monti alla sinistra di chi si affaccia alla visuale, vuoi per l’insieme della zona di Borgo Trento che si da al fiume. Elegante, l’Adige passa come una signora in abito da sera.

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Lo sgradevole verso dei crocai non l’infastidisce più di tanto: vengono tutti gli anni. Alle anitre sorride. Con piacere noto che stanno aumentando. Chi ammira Verona considera quella signora decisamente fortunata perché non vede in che condizione da letamaio

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è ridotta la soprastante passeggiata. Lungo la murata, notevole il marciume da foglie. Lo stesso marciume era lì anche quando il clima ne permetteva l’asporto. Non parliamo poi, dell’aiuola, dove, una sconclusionata sterpaglia di rose, (bianche in fioritura, ma ora marce e con nessuna intenzione di finire a terra per il doveroso Rip) si alterna con un’altrettanto sterpaglia di piante con bacche rosse. Fra un tipo e l’altro di pianta, erba secca giace. Adorna il tutto, un’eterogenea varietà d’immondizia: carte, sacchetti di plastica e no, bottiglie di plastica e no, lattine, e ultimo ma non per ultimo, merde di cane sul passaggio e financo sul cordolo. Non ho ancora capito come fanno i cani a farla sul cordolo! Avranno imparato a farla sul water, suppongo?! Non so. Io so solamente che Verona è una città di turismo non solo estivo, e che un letamaio del genere è indegno! Mi rendo ben conto che educare gli sporcaccioni con cani o senza sia opera difficile per non dire impossibile, tuttavia, non vedo che difficoltà ci sia nell’aumentare il numero dei cestini per l’immondizia. A mio vedere, accanto ad ogni panchina ce ne vorrebbe uno, e se ulteriormente possibile, più grandi di quelle specie di trousse che ci sono adesso.

La vita è fluida prima della sessualità

Questa nattina stavo pensando ai “miei” arabi e a una domanda che non ha ancora trovato risposta.

aneofioridue

Della nostra Omosessualità si dice che sia prevalentemente provocata dall’assenza del padre e/o da una madre castrante, e/o per l’insieme di emozioni direttamente e/o indirettamente assorbite dal Crescente. Succede analoga cosa anche nel Crescente arabo? Il padre dei “miei” arabi e generalmente preso dal compito di essere sovrano; e un sovrano può essere giusto ma non affettivo verso i figli sudditi. Così, la figura del padre sovrano, nei miei arabi è sostituita dal nonno e/o dallo zio. Il nonno e lo zio possono essere sia giusti che affettivi. Il primo lo può perchè (in genere per l’anzianità) ha abdicato la sua sovranità a favore del figlio maggiore. Non del tutto, però, perché in ragione dell’ascendente sul figlio conserva sovrana l’ultima parola. Lo zio, invece, è vissuto dal figlio del fratello sovrano come ambivalente figura a livello affettivo: ambivalente perché è emozionalmente vissuto sia come padre che come nonno. Lo può, perché, libero dagli schemi inerenti la sovranità, può permettersi di essere maestro senza per questo diventare (come il nonno) giudice delle azioni del nipote. L’assenza affettiva del padre arabo, dal figlio sostituita con la presenza del nonno e/o dello zio, può motivare delle alterne inclinazioni sessuali? Possono queste inclinazioni, conformare e confermare una identità omosessuale nel nipote? Potrebbero ma non è necessariamente detto. Di più, conformare e confermare una identità Omoculturale; di più, conformare e confermare una identità Omosensibile.

aneofioridue

L’identità Omoculturale può formare una prevalente corrispondenza di vita con Figure culturalmente simili; L’identità Omosensibile, può formare una corrispondenza emozionale con Figure culturali diverse anche se naturalmente simili. L’omosensibilità può offrire fianco ad una sessualità disponibile verso il sessualmente simile? Direi di sì, ma solo verso Figure di Zio e/o di Nonno. Verso la figura di Padre (la maschile per potenza sovrana) solo per identità di sensibilità prevalentemente: coscienti o no che siano. Nell’insieme delle ipotesi da cultura esperenziale (e quindi, da prendersi con le molle) quale è stata la mia Figura presso i “miei” arabi? Nella mutevolezza da età e conseguente forma, io sono sempre stato lo stesso; e se risultato ora una ora altra figura, solo perché i miei nipote avevano bisogno di trovare in me, la figura matrice delle loro emozioni, e cioè, il Nonno e/o lo Zio. Viste le ipotesi, della sessualità del crescente arabo si può dire che è naturalmente fluida. Tanto che è vissuta “a vista”. Devo l’ipotesi a un arabo occasionalmente amante. Mi disse: dove mi tira, vado! Il giovane arabo che agisce in quel modo altro non fa che convertire i suoi impulsi Omosensibili in Omosessualità. Quella conversione emozionale, però, è a termine! Termine fissato dalla fine del godimento e/o da raggiunti interessi: un’ipotesi non esclude l’altra. Alla fine, quindi, tornano quello che sono per quello che sanno e/o dicono di sapere. Dei tanti avuti, quindi, posso dire di aver vissuto con neanche uno, per quanto, uno, sia tutt’ora presente. Questa constatazione non mi immalinconisce perché da tempo ho constatato che prima della sessualità, è fluida la vita: e nella vita li vivo.

La mafia del Nord e diversa da quella del Sud?

Alla domanda: di fatto, cos’è mafia, mi rispondo: mafia, è il ramificato bisogno di una potenza individuale (prima di essere di gruppo) che sopra i confini legalmente sociali, sovrappone i propri.

aneofioridue

Lo scopo? macro o micro che sia, lo stesso di ogni potere: avviluppare la vita con tutte le delinquenzialità possibili. Per farlo, si serve della paura. Per attuarla, si serve del bisogno di potenza dei servi bisognosi di maggior identità. Non conta che si sappia: conta che possano manifestarla: tanto, fra simili noti, comunque si sa. Diversamente da quella del Sud, la mafia del Nord non si serve della paura. Su poteri economici non servi, per renderli servi si serve del ricatto da maggior potere economico. Non per ultimo, da poteri sociali e/o politico. Quando diventa mafiosa, anche la politica si serve di asserviti a un comune raggiungimento. Se nei principi e negli scopi la mafia del Nord, è analoga a quella del Sud, è possibile porre una convenzionale distinzione? L’ho cercata: non l’ho trovata.

Pedofilia: puntini sulle “I”.

E’ necessario porre distinzione fra quello che ho detto e quello che avete capito!
aneofioridue

Io non ho giustificato un accidenti, … e altri scandalizzati, quando non inconsciamente ipocriti! Ho solo tentato di distinguere tra sentimenti pedofili, ed azioni pedofili! Tutto il resto, è “roba”, solamente vostra! Comunque sia, se è vero che si può “odiare” ciò che si ama, allora, si può anche dire che il rifiuto dei mie discorsi può essere provocato da latenti e represse pedofilie! Ho già detto da me, che non solo la ragione è carsica, ma anche la sessualità. Abbiate paura dell’incoscienza, non, delle parole; a meno che, non siano scoperchianti, e non vi piaccia quello che vedete nella vostra pentola! Sappiate infine, che per le vostre morali “indignazioni”, e per la paura che ho, di genitori resi isterici da confuse quando non fumose informazioni sulla differenza fra Omosessualità e Pedofilia negativa, sono ridotto a non poter sorridere ad un bambino che, naturalmente, sorride al mondo. Così, che per la paura di veder equivocata una spontanea affettuosità, devo subire anche il dolore di averlo dovuto ferire nei suoi sentimenti. A questo, riducono le vostre sacre indignazioni! Ad aver paura anche della pulizia dei propri sentimenti! Vergognatevi! Da te, … hanno scritto: cosa vuoi aspettarti da Blog.it?! Allora, se da un frequentato non mi aspetto niente, a che pro lo frequento?! Se non trovo pro, ma lo frequento lo stesso, allora, prostituisco me stesso. Libero ognuno di fare quello che vuole, ma, non si sputa nel piatto dove si trova di che riempire i propri vuoti! Già che ci siamo, indignatevi anche di questo! Chiudo l’argomento, ma, con un’ulteriore precisazione: per Pedofilia positiva intendo il sentimento d’amore verso un bambino, non, l’attuato sentimento sessuale verso il bambino, che è della Pedofilia negativa. Su questa, mi indigno con voi! Se volete parlarne ancora lo potete fare al mio indirizzo e_mail. Se invece volete indignarvi ancora, passate da … Sarà lieta di ospitarvi, penso. Almeno dalla sua foto, pare che il vino non manchi!

Questione sorta in Blog.it – Novembre 2006

s. Bortocal aiutami tu!

Adesso ti racconto! Pedofilia (pe-do-fi-lì-a) s.f. ~ Perversione sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso i fanciulli, indipendentemente dal loro sesso. [Dal Devoto-Oli: comp. del gr. paîs paidós ‘fanciullo’ e -filia].

aneofioridue

Devo dirti la verità. Istruiti questi due uomini, e celebri. Nonostante questo, sento che non me la raccontano giusta. Chi sono? Certi Devoto – Oli. Filia ~ Secondo elemento di composti, derivati dal greco, o formati modernamente, col significato di amore, simpatia, affinità. [Dal gr. philía amore]. Allora, perché la radice amore, di punto in bianco, nella Pedofilia, (amore verso il fanciullo) è diventata perversione? Se è amore, non può essere perversione! Se è perversione, è errato il significato di Pedofilia perché ha radice in amore. O, no?! Mi dirai, perché c’è di mezzo l’eros, Perdama!!! E’ vero, come è vero che senza Eros, saremmo tutti delle foglie secche! Stracciatori di vesti, compresi! Ora, siccome dai significati si ricavano anche i giudizi a priori, (legali, morali, religiosi e quanto d’altro) anche ogni giudizio a priori sulla Pedofilia, è errato! O, no?! Morale della favola: sai perché è possibile la perversione sessuale verso i fanciulli? Perché esistono bigotti che fermano la conoscenza sulla loro sessualità!!! Questo, è pervertire!!! O, se non lo è, aiuta l’attuazione della perversione!!! Se raccontassimo agli Agnelli come sono fatti i Lupi, infatti, difenderemmo meglio i Bambini, ed i Lupi, starebbero più in campana!!! O, no?! p.s. Scusami l’epidemia dei punti esclamativi, ma sono ancora surriscaldato!

asepara

Gigio25 – E continuo a non capirti!! E su questo tema mi incazzo proprio tanto! Primo perchè bigotto non sono!! Secondo perchè ci si può contorcere quanto vuoi, ma su un argomento del genere a un padre di famiglia e per giunta educatore non si può cercare di far passare proprio nulla!! Terzo perchè la teoria del lupo e degli agnelli…. Per favore Vitaliano….

asepara

perdamasco
– Io ho parlato di bigotti, non ho detto che tu sei un bigotto. Ed in ogni caso mi riferivo chiaramente, scusami se solo per me, a quelli che sono in grado di gestire l’educazione: cioè, a rappresentanti, politici, religiosi, e quanto in campo, che antepongono i loro credo all’educazione alla sessualità anche presso i bambini.

asepara

Gigio25 – “ma su un argomento del genere a un padre di famiglia e per giunta educatore non si può cercare di far passare proprio nulla!!”

Su questo tono e su queste certezze, rifletti! Le accolgo solo per cortesia. Non sono un argomento. Sono una presunzione. Per il resto dele mie contorsioni, pasienza. Mi dispiace solo di aver ricevuto negazioni sui miei discorsi, ma nessun accettabile discorso sui miei discorsi. A parte dal Bortocal. Ti ricordo: padre pure lui. Dimenticavo: nelle Tossicodipendenze ho avuto modo di seguire “tossici” con problemi anche di sessualità, che pure erano figli di educatori: professori e quanto d’altro nel ramo.

asepara

Bortocal
– “Quanto all’amore di amicizia (philia), esso viene ripreso e approfondito nel Vangelo di Giovanni per esprimere il rapporto tra Gesù e i suoi discepoli”. Joseph Ratzinger, Deus caritas est, Lettera enciclica Ma forse è meglio lasciare perdere la storia delle parole, perchè non ci sono più vesti da stracciare.

asepara

perdamasco
– Ti ringrazio per aver risposto nonostante i tuoi propositi di chiusura per tutti. Mi dispiace per l’amarezza che provi in questi momenti. Ciao

Novembre 2006

Sinistra? Destra? Le facce di Giano

aquaderno

Straparlo? Forse. Per Padre, intendo il soggetto che trasmette ai figli la sua cultura. Limitandomi al concetto sociale, per Padre, quindi, intendo, comunque espresso, lo Stato. In prevalenza, la Destra ama lo Stato autoritario. La Sinistra, invece, lo Stato non autoritario. Tuttavia, essendo stesso lo Stato, socialmente parlando, li si può dire figli e fratelli dello stesso Padre. Nella ricerca del carattere del Padre&Stato da amare e da essere amati, e per raggiungere la Sua approvazione, figli e fratelli, però, sono in dissidio fra loro. Chi, ucciderà, chi? E, se, invece, il morto non fosse, dell’una o dell’altra parte, bensì, l’incapacità di porsi reciprocamente in relazione con il Padre? Perché? Per questione di unigenitura?

aneofioridue

Ottobre 2006

Lunedì sarò al Circolo Pink

Devo proprio ordinare le idee.

aneofioridue

Centri culturali come questo, hanno contribuito allo sviluppo della coscienza di una data personalità sessuale. Quella personalità è andata Fuori, è cresciuta. Come generalmente succede, è invecchiata ma, restando fuori, ovviamente. Ora, immaginatela bisognosa di assistenza: vuoi domiciliare, vuoi in ambiti più complessi. Immaginatela, quindi, mentre si vede costretta a rientrare dentro un abito culturale e sociale, certamente ancora proprio come cittadino, ma, per la gran parte estraneo vuoi come genere di umanità, vuoi come genere di storia. A chi ha percorso altre vie cosa può dire quella personalità, se non, com’è il tempo oggi, o l’artrosi non mi da pace? A chi gli chiederà: non vedo mai i suoi figli, che risponderà, quella personalità? Inventerà storie? Ancora? Immaginatela, assistita, da qualche ente religioso, e/o persona religiosa. Certamente l’amerà in Cristo, ma, quanto, per quello che è, se quello che è quella data Personalità, all’assistente rappresenta l’intrinsecamente cattivo, quando non, l’intrinsecamente estraneo, sul quale, magari, poter scaricare, impunito, l’intrinsecamente cattivo che appartiene all’assistente? Potrebbe trovarsi ad aver a che fare, anche con assistenti, in dissidio, fra l’assistere l’anziano, e l’assistere el culaton anziano. Non che l’abbiamo scritto sulla fronte, ovviamente! Certo è, però, che l’abbiamo scritto nella personalità; ed è certo che la sanno ben leggere, gli altri. Soprattutto quelli che hanno negato la propria! Soprattutto quelli che si sono sacrificati sull’altare della norma! Non mi dite che tuttora non vi capita di subire la stilettata, veder il sorrisino, il colpetto nei fianchi, di sentir la battutina. Certamente siamo in grado di difenderci, noi, non ancora deboli. Non è certo la lingua che ci manca! Tuttavia, nonostante questo, qualche rospo ci capita di doverlo ingoiare ancora. Immaginate quindi, quel debole per età, con davanti il suo piatto di rospi giornalieri: ancora! Immaginatelo mentre è stato intuito, e per questo costretto a farsi complice dell’umorismo sui Finocchi. Immaginatelo mentre lo paga sulla sua pelle, ovviamente, perché gli altri sono più forti. Sono comuni, gli altri! Non sono diversi, gli altri! Non sono unici, gli altri! Immaginatelo, allora, mentre con le sue forze, vede calare anche la considerazione di sé, mentre vede calare anche quanto sii deve alla dignità. E’ chiaro che non sempre è così, come non lo è in tutti i casi, ma c’è da non preoccuparsi quando è così? E se c’è di che preoccuparsi, che facciamo? Ce ne sbattiamo perchè il vecchio è fuori moda, oppure, ci decidiamo ad assistere chi non possiamo lasciare solo/a, dentro dopo aver contribuito a metterlo/a fuori? L’idea di una assistenza rivolta alla specificità sessuale in questione, è tentativo di risposta a questa domanda. Naturalmente non propongo nessun progetto. Non ho mai saputo farli. Neanche quando mi occupavo di Tossicodipendenze: per più di un decennio. Al proposito vi racconto un fatterello. Un giovane mi dice: sto preparandomi per andare in Comunità. Ho detto della mia omosessualità. Lo ritrovo qualche tempo dopo. Come mai, ancora in giro, gli dico. Per forza, Vitaliano! Quando la Comunità ha saputo che ero omosessuale mi ha rifiutato. Come, rifiutato?! Beh! Ti avranno offerto delle altre possibilità , spero! Certo, mi dice, in un centro per malati terminali! Sepolto vivo ancora da giovane, quel ragazzo. Naturalmente, è tornato a fare quello che può: le pere! Anche qui c’è da fare qualcosa! Mica grandi fabbriche! Solo qualche piccola officina, che forse è meglio.

ali

3) Quanto sa di sale…

Da subito dopo le festività natalizie, il servizio che avevo generalmente trovato superiore alle mie aspettative, è andato via via scadendo. Non è bello pensar male diceva l’Andreotti, pure ci si azzecca. Mi riferisco a più di un motivo, e non sia mai, ad un irritante sospetto.

aneofiore

Sui motivi ne abbiamo telefonicamente parlato un qualche tempo fa. mi vedo costretto a ripeterli, non tanto perché siano i filetti alla Voronoff le pietanze che devono reggere la mia personalità e giustificare il vostro compito, ma perché la testimonianza fotografica che le allego è chiara squalificazione di quanto idealmente dichiarato sul sito a proposito del tenore e dei fini dell’assistenza. Lei ebbe a dirmi che la gelatinosa qualità della carne le era nota. E passi per la gelatina che per eliminarla (almeno esteriormente) basta solo un po’ d’acqua calda, ma visto l’allegato

asepara

lessi 003

asepara

mi saprebbe suggerire a che grado devo portare l’acqua calda per eliminare la nervatura presente nella carne lessa di quasi sempre? Giusto per non far nomea di rompi balle, è chiaro che posso anche buttare la parte scadente della consegna, ma da dove capire, allora, la differenza fra servizio formale e sostanziale, o per essere meno filosofi, tra mangiare e saltare? Giustamente, m’ha suggerito di ordinare qualcosa d’altro. L’ho fatto nel nuovo foglio ma lo stesso (due desinari a parte) sempre lesso m’è arrivato! Avendo problemi di diabete non ho ordinato carote e neanche frutta ed invece la frutta mi arriva sempre e le carote quasi sempre. Avendo problemi di meteorismo ho escluso i cavolini di Bruxelles e invece mi arrivano anche quelli. Per lo stesso motivo non posso mangiare insalata. Avevo convenuto con lei che se vi capitava un’ordinazione di carne di mera qualità, un’altro primo poteva ben sostituire un lesso in descrizione. A fronte di quel genere di carne, oggi, mi sono arrivate due arance! Che non posso mangiare! Nell’augurarmi che tutto questo non abbia a ripetersi, la saluto con poca felicità. Non per mia causa, chiaramente, e se non per causa sua, le chiedo di farmi sapere per causa di chi, perché è giusto che ognuno si assuma le sue responsabilità, come è giusto che per saperle, sia necessario informare chi non sa.

ali

4) Quanto sa di sale…

Cortese Signore: suppongo che abbia letto le mie note. Dubito però, che abbia visto le foto allegate. Di quelle, tutto si può dire fuorché immagini di carne “magra, tenera, succulenta che non è mai stopposa alla masticazione”.

aneofiore

Non me ne voglia ma la sua affermazione m’ha portato alla mente il soldato Alberto Sordi che nel film la Grande guerra commenta il rancio schifoso dicendolo ottimo ed abbondante al generale imbecille. Come appartenente al sistema che la dirige, lei, tutto può essere fuorché non fiancheggiatore. Non le avevo chiesto di farmelo capire: tantomeno di farmi ridere. Io non sono particolarmente schifiltoso. Ho mangiato in ambiti di lusso ed in osterie. In collegi ed in orfanotrofi, a militare, e a casa, cresciuto più che altro a spaghetti al pomodoro e/o a panà (versione padovana della pearà) con mortadella come secondo: non sempre la mortadella. Dati i precedenti, per necessità o meno adattato a molto, c’è ne vuole perché giunga a lamentarmi di quanto mi è stato servito! Non ricordo quando ho iniziato a fruire del servizio pasti. Ricordo però, di un pomodoro eccellente, e di un ragù più che notevole. Ultimamente, invece, il pomodoro è generalmente meno che mediocre, ed il ragù fatto con carne cotta, è indigeribile! La pasta, poi, è generalmente stracotta. Oggi, invece, il pomodoro è buonissimo e la cottura della pasta, passabile. Mi si dirà, che la pasta mi giunge stracotta perché continua a cuocere anche una volta messa nei contenitori. Vero, ma allora, perché non è sempre così visto che nei contenitori c’è la mettono sempre? Può essere caso? Può essere! Può essere diversa la mano che prepara? Può essere, come può essere diversa la capacità professionale, come può essere diverso l’interesse verso il lavoro. Per anni, tutti i mercoledì sera ho preparato la pasta per gli abbandonati assistiti dall’Associazione Amici di Bernardo. I volontari ebbero a dirmi che fra i presenti, non pochi venivano solo il mercoledì. Cuocevo la pasta per non più di tre minuti. Nel pomodoro, un po’ di aglio, rosmarino, olio (ovviamente ma non vaga traccia) e piacere di farlo in quantità. Mi rifiuto di pensare che sia proprio quest’ultima salsa quella che manca alla cottura dei cibi! Mi dice, Dottore, che la carne non è mai stopposa alla masticazione. E’ vero. Una carne stracotta, infatti, non lo può essere. Succulenta, Lei dice. I casi sono due: o mangiamo diversa carne, o Lei non ha mai mangiato la carne che mi portano: dura e morbida come suola di poliuretano. E’ vero: la dietologa mi aveva parlato di problemi sulla gelatina, ma, mica mi ero lamentato di quel particolare! E’ vero, avevo ordinato cavoletti. L’ordine, però, non è che l’utente lo fa tutte le settimane e a me c’è voluto del tempo per capire che l’indurimento al ventre che provavo dopo mangiato era proprio dovuto ai cavoletti, (i cavoli no, stranamente) come all’insalata, appunto perché ambedue molto fibrosi. Appena capito l’ho detto ai consegnatari. Il più delle volte inutilmente. E’ vero, con la frutta ho reputato di inutile spreco la consegna del pane, e dei dessert. A differenza del contorno in oggetto, questa richiesta è stata generalmente ascoltata. Con gaudio di altri utenti o quanto meno dell’Istituto, spero. Da quanto sopra esposto tragga le sue conclusioni, Dottor V. Non mi aspetto di saperle. Non è necessario. Per me, il discorso finisce qui, ma se mai dovrò avere la necessità di riaprirlo, Lei sarà il primo a saperlo.

ali

Datata – Ho aggiunto in data 29 Dicembre c.a. la parte con diverso carattere.

5) Quanto sa di sale…

Cortese signora: ieri, venerdì, ho chiesto alla consegnataria chi mi aveva portato il pasto che ha motivato la precedente mail. M’ha detto una persona poco pratica del giro e quindi delle particolarità nel servizio.

aneofiore

In analogo fatto la stessa consegnataria ebbe a dirmi di non sapere chi, al suo posto, mi aveva portato il pasto. Siccome, in quel caso, nulla ha fatto e/o detto per informarsi, fra altre ipotesi ne arguisco di non averne alcun interesse, oppure, che era interessata a coprire l’autore del disservizio. Sono correnti mafiosità che succedono in ogni ambito lavorativo. Va beh! Rimane il fatto, però, che su la consegnataria in questione non la penso più come prima. Punto.Oggi, sabato, ricevo un primo dall’indecifrabile ragu. Va bèh! Vediamo di non fare gli schifiltosi! Con quello, un lesso con salsa verde. Anche se molto pallido, il verde, c’è. La salsa, assolutamente no, a meno che non sia una personalissima variazione, in verità neanche approssimativa, della classica ricetta. Il lesso, tagliato con l’affettatrice a spessore di neanche tre tacche, non sarà stato più di una cinquantina di grammi. Per quanto riguarda la quantità totale della salsa, poi, non appena vista mi sono detto questa gliela devo proprio far vedere.

asepara

avanzi

asepara

Mi dispiace d’averlo pensato mentre lo stavo finendo. Diversamente, le avrei fatto vedere anche lo spessore della carne: una sottiletta. Dalla foto, però, si dovrebbe intuire almeno la qualità: scadente. Durante il nostro primo colloquio ebbe a dirmi che i pasti serviti agli anziani li controllava facendosi mandare in ufficio un campione. Sarò anche paranoico, cara signora, ma faccio molta fatica a credere che le venga portata anche solo della mediocrità. Un controllo effettivamente efficace non può che avvenire a casa del pensionato. In genere, l’orario di consegna è sempre quello. Indovino numerosi i suoi impegni, quindi, capisco bene che lei non possa farlo, ma a Verona, tutto manca fuorché i Vigili. Con i miei più cordiali saluti.

ali

Le sviste di Francesco

aquaderno

I giornalisti sanno bene che ogni notizia smentita è una notizia confermata, così, da oggi i bio_avversi di ogni genere potranno dire a un diverso che è uno scartato perché l’ha detto il Papa. Escludo in assoluto che Francesco sia stato dettato da una qualsiasi malafede. Mi domando, piuttosto: nessun giornalista della sala stampa del vaticano ha fatto notare al Papa che vi sono difese che possono diventare offensive, tanto più perché dirette ai figli di Dio non presi in considerazione dai figli di Dio?

SI VEDA

aneofioridue

6) Quanto sa di sale…

Quasi tutti gli anziani hanno due grossi problemi: diabete, e arteriosclerosi. Nei loro menu, pertanto, dovrebbe essere escluso (o quanto meno, fortemente ridotto tutto quello che tenderebbe a peggiorarli, quindi, niente zucchero nel pomodoro, ad esempio.

aneofiore

Per togliere il gusto asprigno al pomodoro basta cuocerlo assieme a della cipolla e a chiodi di garofano. Per contenere l’arteriosclerosi, invece, basta non salare le pietanze,(in particolare la pasta) o quanto meno salarle al minimo. Visto che non vi sono saline fra le ditte che servono il Comune, la riduzione del sale non dovrebbe creare particolari problemi. Per il diabete, bisognerebbe non mangiare pasta, riso e/o risotti, e fra i contorni, in particolare non le carote. La pasta bianca andrebbe sostituita con l’integrale, ma capisco che verrebbe rifiutata dalla generalità degli anziani perché non hanno la debita conoscenza e neanche l’abitudine. Va bèh! Di qualcosa bisogna pur morire! Casalinghe e cuochi usano la carne cotta in avanzo, vuoi per svuotare i frigi, vuoi per far ripieni. Nel menu del giorno 14 invece (c.m, c.a,) ne hanno fatto del ragù. Non è la prima volta. Nel ripieno da carne precotta, l’avanzo da frighi è in qualche modo giustificato perché diventa ricetta. Così non è invece per la carne avanzata. La si può tritare e/o trattare con leggera base aromatica quanto si vuole, (accorgimento, questo, non attuato) ma chiaro avanzo è, (difficilmente digeribile, tra l’altro) e chiaro avanzo resta sia per gli occhi che per il gusto. Orrendo poi, l’accostamento di immagine fra contenitore di plastica, pasta, e ragu preparato in quel modo. Suscita disegno di ciottola dove, per il cane, si mescola quanto avanzato dai piatti. Ipersensibilità d’artista o da vecchio oltre steccato? Non so. I pensionati tacciono perché hanno paura, e ne i vecchi oltre steccato c’è il sospetto che siano come i veronesi: tuti mati, ergo inattendibili? Oltre alla carne in preda a crisi di nervi che mi è stata generalmente servita sino a che ho taciuto (non poco e non per breve) mi viene servita anche della carne con tracce di budello attorno? Viene da pensare che sia stata, prima pressata, poi arrotolata, e poi insaccata. Anche il taglio della porzione è particolarmente netto. Pare fatto con l’affettatrice. Provi a farlo con del lesso cotto a casa. La fetta non le risulterà netta (a meno che il lesso non sia lessato 🙂 e lo scarto notevole da tanto si sgretola. Gielo dico, non tanto perché abbia mangiato sempre di meglio, ma per favorire la proporzione tra spesa, gualità, e guadagni, fra quanto il Comune paga e quanto l’appaltante serve. Comunque sia, sospetto di budello a parte, il lesso del 13 Giugno che le ho descritto era prevalentemente magro e di gusto accettabile. Cosa non sanno fare i cinesi! Con i miei saluti, Vitaliano.

ali

Lettera aperta a Cristo

aquaderno

Caro Amico: fratello non oso anche se per Natura siamo della stessa pasta. Recenti ricerche stanno dicendo che, storicamente, sei come un profilo di un Social dove tutti possono dire di essere di tutto. Come non bastasse, la Barca che hai dato a Pietro pare un vecchio diesel da tanto spande fumi! Il tutto, perché gli altri fanno miracoli, e Tu, fatti quelli, nisba! Sono sicuro che hai deciso di non farne più perché non dipendessero da Te ma dal Padre. Non hai tenuto in conto, però, che la nostra povertà di fede ci rende nudi come quel tale trovato lungo la strada da un certo Samaritano. In quella situazione, anche un solo Tuo miracoloso straccetto potrebbe coprire i nostri fede_li inverni! D’altra parte, forse neanche Tu potevi immaginare che i Figli del Padre come Ci hai nominato potessero diventare un popolo di straccioni! Quello che non hai capito Tu, l’ha ben capito il tuo vicariato! Così, non potendo contare più sui Tuoi straccetti, ha aperto il Mercato dei miracoli ad altre botteghe: sante, per carità, ma, botteghe!

aneofioridue

Novembre 2006

7) Quanto sa di sale

Cortese Signora: giusto per continuar a farla sorridere, eccomi qua!

aneofiore

Diversamente da quella di ieri (un quadratino di non più di 6 cm. e mezzo di frittata con non poca parte di patate) di maggior misura e più gustosa di altre volte quella che ho ricevuto oggi, ma che glielo dico a fare a lei e/o ai referenti in caso? Per sentirmi dire dalla consegnataria di ieri (persona cortese e simpatica ma questo è un andar fuori tema) che il pollo che ha motivato la mia protesta era stato cotto in mattinata. Possibile che non si sia resa conto che la sua affermazione non può essere attendibile, vuoi perché dipendente dal lavoro, vuoi perché dipendente dal notorio e difensivo cameratismo fra operai? Per sentirmi nel cuore la sua amarezza perché nulla può fare di meglio e/o di più efficace, in quanto non è in grado di sapere (come di provare) se chi protesta ha fondate ragioni o se è solo un paranoico rompiballe? A proposito di paranoia, per sentirmi dire: in attesa di capire la fondatezza delle sue contestazioni, le sospendiamo il servizio?! Eppure, la situazione è più che facilmente risolvibile! Basta una convenzione fra l’Istituto Anziani ed un Elemento terzo con compito di verifica quale può essere una Associazione di Volontariato, (ad esempio) la quale, chiamata dall’Assistito, si reca a domicilio e verifica (facendo rapporto a quanti in interesse) sia le ragioni della protesta che l’effettiva sussistenza, e/o della stessa, il grado. Cosa potrà mai costare?! Un fisso mensile per la raccolta delle proteste telefoniche, e un rimborso spese per le verifiche a domicilio. Nulla consiglio sulle somme al proposito perché tutto potrei fare fuorché amministrazione! A proposito dell’attendibilità nelle opinioni di chi dipende (da prendersi ovviamente con le molle) nulla siamo in grado di sapere se l’opinione dei contenti è effettivamente tale, o se è prevalentemente detta per lo scopo di conservare il servizio e/o di aggraziarsi presso il consegnatario/a. Incaricherei l’Associazione in proposta, allora, di accettare anche le contestazioni anonime. O meglio, anonime per l’Istituto anziani ma conosciute all’Associazione. Attuata la proposta, vuole scommettere sulla miglioria del servizio?

ps. Proprio adesso mi è arrivato il pranzo: un brodo con tre, dico tre pezzetti di patata. Se tre d’amore, ne ho più di qualche dubbio. Il consegnatario di oggi m’ha chiesto di non prendermela con lui per le porzioni perché non c’entra niente! Mi pare ovvio! Quella di ieri non è venuta. Altro turno, o peso di una vergogna da affrontare dandosi il cambio? Non so. Pur credendoci poco niente, confido sulla prima ipotesi. Dimenticavo: per quanto mi riguarda considero privato solo quanto attuo al gabinetto.

ali

A ramengo le banche!

aquaderno

Qualcuno mi sa dire perché gli addetti postali hanno mantenuto il modo di servire gli utenti come prima (sia pure e necessariamente dosando gli ingressi) mentre i bancari hanno potuto rinserrarsi dietro un numero verde con risponditore, che, nel mio caso, ti chiede il numero della carta  che non potevo dare perché sotto provvisorio sequestro a causa del tempo che per vari impicci non avevo rispettato?

asepara

Come recuperarla? Semprechè ci riesca, fissando un appuntamento che non posso avere, immagino! L’inquilino che abita sotto di me (dopo mail e telefonate ) l’ha avuto dopo 15 giorni. La sequestrata è ancora nella banca rionale o è stata trasferita nella centrale? Lo saprò dopo appuntamento, immagino! La potrò riavere dopo altri quindici giorni o brevi mano subito? Già ho poco fiato per i giri necessari alla mia domesticità, dove mai lo troverò il fiato per i giri obbligatoriamente extra? In attesa di capirlo ho la carta sotto sequestro da più di un mese! Mi chiedo e chiedo: ci rendiamo o non ci rendiamo conto che il tanto gaudioso servizio di Bankin (non avrebbe risolto il problema) altro non è che la kafkiana metamorfosi (da clienti serviti personalmente da impiegati) a clienti, personalmente a servizio delle banche pur pagando un conto che solo l’addebito mensile rende poca cosa? Se non è così, mi si corregga per favore! Naturalmente questo permette alle banche di aver meno impiegati, meno affitti, meno spese e meno manutenzioni delle agenzie periferiche e/o rionali. L’indubbio guadagno si riversa (in ovvia parte) anche sui Clienti resi a servizio delle banche? Non mi risulta! Se non è così, mi si corregga. Oggi, per aprire il conto postale (pratica durata dalle 11 e mezza all’una e mezza) avevo l’appuntamento con il direttore dell’agenzia. Nel giardino antistante aspettavano una quindicina di persone. Necessitando del solo direttore, in alcun modo avrei occupato i due sportelli in servizio, quindi, ad alcuno avrei leso le priorità. Legittimato da questo, è chiaro che sono entrato senza guardare nessuno! Non faccio in tempo a posare il piede sulla soglia, che un tarchiato anzianotto, con toni da lupara, mi intima: dove và lei?! Irritato dall’imperativo gli ribatto: non vedo perché devo dire a lei i miei affari! Dai presenti si sono immediatamente sollevati degli ululati da bastiglia. A più voci e a più toni: maleducato, gran maleducato e altro inintelligibile: non me ne sono curato! E una questione di rispetto mi dice uno più arrabbiato degli altri! A mio vedere, ben meritato il maleducato e l’irrispettoso se fossi stato il furbastro che (con faccia da innocente caduto dal fico) prova a superare le persone in attesa. Per via dell’appuntamento non era il mio caso, quindi, fuori luogo sia le proteste che le offese. Ho tentato di far capire le mie ragioni ma non c’ò stato verso! Succede, quando le persone si innamorano della propria verità. Quanti amori infelici in meno se dubitassimo sempre delle nostre verità! Ma questo è un altro discorso! Vista l’impossibilità di far ragionare gli ululanti, con un collettivo andate a fanculo ho tagliato il nodo della questio. A calma raggiunta mi chiedo perché il mio legittimo comportamento ha suscitato le reazioni che racconto, e perché non si sono acquietate dopo averlo spiegato a tutti? Secondo me, perché oltre all’innamoramento che ho detto, siamo diventati preda della sfiducia verso tutti e tutto. La sfiducia è l’anima della paranoia, ed è paranoico il derubato dalla fede verso la vita in ogni suo stato. Come si guarisce da quella malattia? Si guarisce tanto quanto c’è la restituiscono! Non di certo con un call center, e non di certo facendoci aspettare una quindici di giorni senza fiducia.

aneofioridue

10) Quanto sa di sale…

Alla cortese attenzione dell’Assistente Sociale: nel caso non sia più lei ad occuparsi della Zona le chiedo di rendere nota questa mail alla subentrante Assistente. A suo tempo mi disse il nome ma mi venga un accidenti se ricordo i nomi. Le parlerò di due questioni. Della prima ne abbiamo parzialmente discusso. Della seconda è faccenda di ieri.

aneofiore

Nel nostro ultimo colloquio le ho reso noto che sono soggetto ad ischemia in peggioramento. Le avevo anche detto che non riesco a camminare con continuità, che avrei dovuto chiedere il debito controllo (la presenza di placche nelle arterie del collo) ad un Ospedale fuori città e che per raggiungere l’eventuale sede avrei avuto bisogno di una maggiore assistenza. Nella fattispecie, un trasporto. Mi disse della possibilità ma che doveva aprire una specifica pratica: pratica che avrebbe fatto (o avrebbe dovuto fare) chi l’ha sostituita. Ritorno sulla questione, appunto perché non ho ricevuto alcun contatto. Mi rendo conto che un’Assistente non ha solo me da ausiliare e che avrei potuto scriverle o telefonarle anche prima. Non l’ho fatto prima perché, a torto o a ragione che sia, non appartengo al genere di soggetti che praticano l’assillo. Ho fatto richiesta di visita cardiologica all’Ospedale di Borgo Trento. La sto attendendo dal 26 Ottobre c.a. La sto attendendo con ben poche speranze visto che a darmi l’appuntamento è un medico “anziano, prossimo alla pensione e che avrebbe visitato solo gli ospedalizzati”. A mio vedere, un medico del genere o è eticamente discutibile, oppure è uno dei tanti paraculi che si servono del Covid come alibi. Certamente c’è un’ulteriore possibilità: all’accertamento avrebbe dovuto seguire un possibile ricovero (per la “pulizia delle arterie) reso impossibile (almeno a quello che si legge) dalla quantità dei soggetti da ricoverare per più accertata gravità. Se vera l’ipotesi l’avrei accettato. Faccio fatica ad accettare, invece, l’ipotesi che mi è stata detta. Successivo al nostro incontro sono stato visitato da una Dottoressa. Colpo di genio di quella Dottoressa, una nuova medicina. Quella medicina non ha risolto la situazione però l’ha migliorata; migliorandola, ha ricondotto il mio stato cardiologico entro i termini della “normale” vecchiaia.  A motivo di questo, si è “normalizzata” anche la richiesta della maggiorata assistenza. Morale della favola, la questione può attendere. Nella giornata di ieri ( (22/12/ c.a.) ho ricevuto una pasta e una frittata che proprio non lo pareva. Buono il pomodoro (succede raramente) ma la pasta era stracotta. Succede quando non la si serve “al dente”. Al dente ci rimane sino alla consegna solo se la si cuoce per pochi minuti. Cocendola per i dovuti da ricetta, invece, al destinatario arriva stracotta. In genere, per gli spaghetti non succede, o per tutti i generi di pasta non succede se la cuoce chi sa cuocere. Da qualche tempo, le frittate che portano (non solo a me, penso) sono come delle spugne ancora bagnate. L’effetto spugna si ottiene mescolando le uova industriali (per industriali intendendo quelle sgusciate e messe in contenitori) con del latte. Poco male se l’intento è quello di risparmiare sulla quantità delle uova usate. Non poco male, invece, a causa dell’assoluta insipienza del risultato.  Non so da cosa è stata personalizzata quella frittata. A vista da un qualcosa di un verde liofilizzato. Oltre a non rendere meno scipita la frittata, quel verde l’ha resa tenuamente verdastra come verdastro diventa del cibo internamente ammuffito. Fatto sta che mangiare bisogna ed io ho mangiato ma l’ho potuto perchè sono riuscito ad allontanare dalla mia mente l’immagine di chi vomita. Non per ultima questione: preferisco scriverle anziché venire di persona, vuoi perché meno mi muovo e meglio sto, vuoi perché la lettura di una lettera le prende meno tempo di un colloquio, vuoi perché le permette di assorbire la parte emozionale dei casi con un dosaggio ad personam. Nei colloqui, invece, tutto le viene buttato addosso: è un genere di violenza che non mi piace. Ho saputo che le lettere a suo indirizzo vengono gestite da un ente terzo. Solo se me ne da riscontro posso capire se quell’ente non ha un’ulteriore funzione: quella di filtro. Con i miei saluti, Vitaliano.

ali