Amori in bilancia

abarraversosx

Durante una ricerca in Rete sono capitato sul Sito del giornale: veramente elegante. Simpatica sorpresa, l’averlo visto diretto dal signor Andreotti. Antipatica sorpresa l’aver letto che un Cardinale definiva l’amore di Pietro per lo spirito di Cristo, inferiore, all’amor di Maria per lo spirito del Padre. Nell’e- mail che vi ho spedito (conoscendo la mia elettronica valentia, dubito che vi sia giunta) sostenevo paritari i due amori perché ambedue agiti per fede. Visto che per fede si abbandona alla volontà di Dio, si può dire mariano anche lo spirito islamico. Non me ne voglia l’Islam, ma dal mio culturale e spirituale punto di vista, “guerra santa” è lotta interiore. Quella esteriore, comunque agita, é sempre e comunque umana. Comunque motivato, nessun dissidio può provenire dal Bene. Al Bene non interessa espandere gli orti delle religioni che confondono l’universalità dei principi della vita con la vastità dei loro credenti.

abarraversosx

Datata

Interessi privati in atti d’ufficio

abarraversosx

In modo particolare in centro i cittadini ricevono delle richieste di denaro. Del generale assedio e dell’assillo provocato, i banchetti delle Comunità (anche loro richiedenti) sono fra quelli che ne pagano spese.  Le pagano, vuoi perché vengono generalmente rifiutati, vuoi perché, essendo rifiutati, non possono espletare l’informazione contro le tossicodipendenze che dovrebbero fare. Paradossale contrappasso, a pagare le spese della mancata informazione, saranno, non solo i cittadini che rifiutano il contributo privato, ma anche quelli che alimentano il contributo pubblico: in genere, gli stessi. L’autofinanziamento svolto dalle Comunità, dunque, non solo è erroneo perché non favorisce l’avvicinamento fra cittadino, informazione e Comunità, ma anche perché può apparire come l’elevazione culturale del concetto di accattonaggio, usualmente praticato dalle personalità td Per quanto elevato, il messaggio che praticano e che comunicano, quindi, non è pedagogico e né terapeutico. L’autofinanziamento, sarebbe pedagogico e terapeutico perché solidaristico, solamente nel caso che una Comunità lo operasse a favore di un’altra. Non mi risulta che questa iniziativa sia mai stata praticata. Mi auguro che la faccenda non sia dovuta al fatto che ogni Comunità è “l’apparizione privata” del suo fondatore. Ipotesi fosse, sarebbe giusto mandarlo in Comunità.

abarraversosx

E l’amoris? E la laetizia?

abarraversosx

Caro Francesco: l’arcivescovo di Santa Fe, monsignor John Charles Wester, ha spiegato che sul tema dell’ordinazione dei preti sposati non hai sentito che lo Spirito Santo fosse all’opera in questo momento. Ho iniziato questa lettera solo dopo aver finito di ridere! C’é voluto il suo tempo! Ti pregherei di spiegare all’arcivescovo che in presenza dei dissidi lo Spirito santo non si può assolutamente sentire, tanto quanto la sua “parola” è coperta dalle parole di chi pone dissidio in nome di precostituite verità! Digli inoltre che lo Spirito è Mediatore, e che dove non vi é mediazione, neanche vi può essere il Paracleto. Al più, spiriti terreni: sacerdoti o altro che siano. Già che ci sei, digli inoltre, che il Soggetto che secondo la chiesa li ha resi vicari, ha insegnato “che ognuno da quello che può” e che beati sono i “poveri di spirito”. Non vedo poveri di spirito nella gerarchia che amministri.

abarraversosx

Non perché non mi considero cristiano, tantomeno contro chi, sè nolente, gliel’hanno fatto legittimare post mortem. Ti vedo, invece, te nolente per quanto posso sentire, che hai predicato la tua Amoris laetizia nel deserto dei sordi, Sordi, non perché incapaci di ascoltare la vita ma perché incapaci di sentire la vita che non proviene dalle file di quegli invalidi. Non mi è completamente chiaro perché sento della simpatia per te, sovrano di uno Stato che se domani mattina sparisse assieme al calcio neanche me ne accorgerei. Per quella compartecipativa simpatia, mi domando: che ci stai a fare sulla Sedia visto che l”Amoris” di sé dei tuoi azionisti sta mettendo in minoranza l’Amoris che c’é nella tua “Laetizia”? Un precedente papa era giunto ad ammettere che non sentiva più la voce di Dio. Tu, ad ammettere che non é ancora giunto il momento di sentire la pacificante forza dello Spirito. Hai voglia di aspettare Francesco! Quelli che nella tua gerarchia sono presi dalla voce dell’IO, tutto possono ascoltare fuorché la voce di Dio! E’ vero quanto sostengo? Non è vero quanto sostengo? Non lo so. Quello che so, è che prima o poi capiremo, e che da per tutto vorrò essere fuorché al posto dei ritardatari.

abarraversosx

Comunità: latitanti cirenei?

abarraversosx

Ci risiamo! Una persona t.d. esce di Comunità dopo una biennale accoglienza e ricomincia a “farsi”. Perché? Mettiamola anche così: non gli impedisce di tornare a farsi di roba se non trova ciò che lo dovrebbe fare d’altro. Ad esempio: una vita che non ha; un lavoro che non ha; una domiciliarità che non ha; delle affettività e/o delle amicizie che non ha. Non le ha, o perché le ha bruciate, oppure perché una Cultura che si è costituita in un certo mondo, che dialogo può avere con un opposto? Ulteriormente ci ricade anche per una volontà che non ha. Perché? Perché non vuole o perché per fargliela volere non siamo stati sufficienti a dargliela? Stante la situazione, la personalità t.d. di età adulta che al di fuori dei cancelli comunitari non trova un’altra accogliente Comunità, è inevitabilmente destinata a ritrovarsi nella realtà che ha lasciato: non solo tossicodipendente ma anche tossico delinquente. Nel male che c’è nel nostro bene, tutti abbiamo imparato a mediare. Non si capisce per quale sclerotizzazione culturale e/o morale solo alle Persone t.d. non si consente mediazione pur non offrendogli sufficiente tutela se non dopo una rinuncia ad una “roba” in cambio di parole e di pie intenzioni. Possibile che le Comunità più socialmente rilevanti (quelle che hanno permesso perché adottato una dis – umana Cultura antidroga) non si domandino mai se non vi sia concorso di colpa nei macelli esistenziali che procura la droga quando diventa integrante anima della Persona t.d.?

abarraversosx

Sono il solito avvocato da cause perse

abarraversosx

La colpa, signor Direttore, è proporzionale allo stato di coscienza. In quanto presidente ed in quanto proprietario di Discoteca, vedo (e mi vedo) nolentemente “colpevole” di ospitare una gioventù, a sua volta “colpevole” di una vitalità generalmente in eccesso, a vuoi a causa di una esasperata ricerca di un più ampio completamento amicale – sentimentale, vuoi per segnare meglio uno stacco fra la vita che vivono e quella che vorrebbero vivere, vuoi a causa di “ausiliari” supporti: droghe monopolizzate dallo Stato, e droghe monopolizzate da altri stati. Una causa non esclude l’altra. La gioia di vivere è un’acqua che disseta. Non vi è acqua, che possa dirsi pura. Alla stregua, non vi è ambito e/o prodotto, che possa dirsi puro. Preso atto dell’universale impurità di quell’acqua, comunque non ci pare atto intelligente, il chiudere i bacini che la contengono. Intelligente, è filtrarla. Intelligente è controllare i bacini. Nessuna delle Discoteche che rappresento si è mai rifiutata di applicare i più idonei filtri e/o controllare il proprio ambito.

abarraversosx

E’ certamente vero che una maggiorata conoscenza, permette l’applicazione di maggiori filtri e di miglior controllo; e neanche di queste azioni, nessuno di Noi, rifiuta. Il genere di filtro che noi applichiamo nelle nostre Discoteche nasce dalla nostra esperienza. E’ chiaro (c’è ne rendiamo ben conto) che non basta. Non basta, perché vi sono impurità che si sanno ben mimetizzare fra le non impure. Chi, è in grado di distinguerle meglio? In teoria, molti addetti ai lavori di pulizia? del sociale, ma in pratica, e a priori, nessuno. Ci ritroviamo così, Noi discoteche, ad essere l’involontario territorio di guerra, non solo, delle vittime di sé stessi, ma anche di chi dovrebbe aprioristicamente impedire, nella giovinezza, l’emergere di istinti inconsciamente suicidari. Come non bastasse, siamo involontario territorio di guerra dove, maggiormente si dimostrano le carenze operative, vuoi dei deputati alle politiche giovanili, vuoi dei deputati al controllo sui risultati di quelle politiche. Nessuno di noi, Associazione, si è ma sognato di chiedere la chiusura di un Sert ad ogni morto per droga. Nessuno di Noi, Associazione, si è mai sognato di chiedere la chiusura di un Commissariato perché non ha saputo fermare lo spaccio (o lo spacciatore) che ha provocato quel morto: pure, sanno molto più di noi. Pure, possono molto più di noi.

abarraversosx

Cosa ci ritroviamo a vivere, invece? Ci ritroviamo a vivere un rischio di fallimento per ripetute chiusure, perché, onde separare l’acqua sporca dalla pulita, altro mezzo non si trova, oltre al chiudere i bacini. Per quale colpa, dal momento che se da un lato abbiamo ben coscienza del problema, dall’altro, non possiamo essere coscienti dei problemi che possono albergare in una data coscienza? E, se i deputati alle politiche giovanili ed al controllo, chiaramente, non possono essere i maghi che ipso fatto risolvono il problema della devianza sociale nella giovinezza, (e/o nel dato giovane) per quale mai potere possiamo esserlo noi, che se per malaugurata idea di permettiamo di allontanare un soggetto dai nostri ambienti, anche solo delicatamente accompagnandolo verso l’uscita, rischiamo una denuncia penale per maltrattamento? Il Ministro di un precedente governo ebbe a dire: dobbiamo imparare a convivere con la Mafia. Noi, non le abbiamo scritto questa lettera perché vogliamo convivere con l’acqua sporca, ma perché vogliamo imparar a separare acqua da acqua, in quanto invasi, non solo dalla marea di fango che tutto invade (se già non ha tutto invaso) ma anche delle chiare insufficienze di chi, ben più efficacemente di noi, dovrebbe difendere anche noi.

abarraversosx

Vorremmo sapere, inoltre, se e come, i deputati al problema devianza nella cultura giovanile intendono risolvere il Problema, senza per questo aggiungere danno a danno. Chiudere le Discoteche, infatti, non è, risolvere il Problema. Più che altro; ci pare la terapeutica volontà di chi non vuole avere problemi. Il non aver problemi perché si tacita il Problema chiudendo le Discoteche, è giustizia di chi può, ma non è la giustizia di chi sa. A proposito dell’inquinamento nei valori nella Giustizia, anche ogni atto che sa di sopruso è una melma. Non per questo chiediamo la chiusura della Giustizia. Solamente gli chiediamo, di dare ad ognuno il suo, bilanciando i suoi piatti ed i suoi pesi, con più mirato equilibrio.

abarraversosx

ps. Per i due giornali di Brescia. Scritta per un amico proprietario di Discoteca.

Che fare? Non so. Vivere, presumo!

abarraversosx

“… la vita tua, l’hai fatta …”

Piano! Non dare per scontato che sia finita! C’è non poco di vero in quello che dici. Dimentichi un solo particolare: siamo in Democrazia. O, quanto meno, in un qualcosa che somiglia a quell’ideale. Proprio nel pomeriggio stavo pensando al concetto di “democrazia”: governo di popolo, dovrebbe essere il significato. Comunque sia, il governo più o meno democratico di un dato momento storico è diventato, o come tale viene avvertito (solo da me?) il “ricatto” sociale e politico che una maggioranza pone ad una minoranza. Indipendentemente dalla parte politica personalmente congeniale, a bagna, ci siamo tutti e due. Che fare? Non lo so. Vivere, presumo! Per quanto riguarda l’ano_terapia (una vecchia battutaccia) la caldeggio sia per la Sinistra che per la Destra. Non vorrai mica far godere solamente una parte del tuo popolo, vero? Saresti antidemocratico! Non vorrei sembrarti banale, ma quanto mi esponi, è vita, cioè, circolazione arteriosa, e circolazione venosa! Concordo sul fatto che il giovane dovrebbe essere più interessato alla vita che lo circonda, oltre che alla propria. Ripensando a me, giovane, però, mi par di aver finito di essere stupido, forse da ieri! Quindi, non in grado di dar lezioni a nessuno, e consigli con estrema cautela. Certamente, per quanto so e posso, adesso (62 anni suonati) sto facendo un qualcosina per i Crescenti. Chiaramente, lo faccio a mio modo: modo che avrai constatato sul blog. Certamente, adesso vedo le cose “con un po’ più di distacco”, ma non c’è distacco che tenga di fonte agli schizzi del dolore! In questa incapacità di proteggermi dal dolore, sono, forse, ancora giovane, e quindi, in grado di sentirti. Dico sentirti e non capirti, perché se fossimo frutti lo saremmo di piante di diversi climi, e quindi, di maturazione non contemporanea. Indipendentemente da questo, nulla ci vieta di porre clemenza nel giudizio che diamo su atti, non sempre all’altezza che vorremmo. Fanno parte del sistema venoso di capire la vita.

abarraversosx

Giugno 2005

Socrate e l’amore

abarraversosx

L’amore nasce dalla Povertà, dice Socrate. Non sarei tanto d’accordo. In quanto carattere di vita, che amore è, infatti, quello che nasce fra due poveri amanti, se non un amore di povero carattere? Fra due poveri amanti, più che di amore, parlerei di un sentimentale mutuo soccorso. [Non fra amanti poveri, ovviamente, che può essere ricchissimo!] Amore, a mio avviso, non può essere una compensazione di carenze, se non diventando una “medicina”, dove non è escluso l’amaro. Ne so qualcosa! Più che dalla povertà, l’amore, a mio avviso, nasce di più dall’invidia. Mettici le virgolette, su, invidia. Nasce cioè, anche perché, “invidiando” l’altro/a, vogliamo, o essere come lui/lei: e da qui, nasce l’amore per noi stessi. Oppure, “vogliamo” lui o lei, per metterlo/a fra i nostri beni. Il dire ti voglio bene, è riconoscere una raggiunta conferma. Il ti voglio bene in quanto un acquisito bene, però, è soggetto a variabili. Per tali variabili, o si agisce per valorizzare il bene acquisito, o perde il suo valore, e per implicito, si perde il portatore di quel valore. Anche l’amore, è così. Non per niente è una proprietà della vita. Non per niente non è una proprietà della nostra.

abarraversosx

“Che si voglia bene a qualcuno perché noi non ci bastiamo, è una delle poche idee di Platone che mi piacciono. Per questo sono portato a pensare che sia piuttosto di Socrate.”

Questa riflessione mi riporta indietro di epoche: quando stavo con l’Amato. Mi diceva: non sempre mi basti, Ora sei al 50%, ora al 70, ora al 99, ora, per niente. Aveva ragione: non ci bastiamo. Per una infinita serie di cause, che stanno fra il personale e l’umano, direi.

“Tu dici che questo rende l’amore interessato (anche se la povertà di cui parla Platone ha la P maiuscola). E se fosse? L’amore deve essere interessato all’altro da sé, se no che amore è?”

Su l’interessato all’altro/a non posso che concordare, ma, nell’amore, (e non credo sia capitato solo a me) ho riscontrato interesse anche per l’appropriazione di cose dell’altro/a. Pur avendole vissute e pagate, è chiaro che non le considero parte dell’amore. Era a questo che mi riferivo in particolare modo con interessato.

“Il bello, poi, che quando dici che l’amore nasce piuttosto dalla “invidia”, cioè dalla sensazione che ci manchi qualcosa che ha chi amiamo, dici esattamente la stessa cosa che diceva Socrate! Solo che non mi pare che l’obiettivo dell’amore sia di essere come la persona amata, ma piuttosto quello di avere la persona amata quasi come parte di noi stessi, in modo da sentirci migliori.”

Infatti, distinguevo fra l’invidia che aiuta a formare l’Ego, da l’invidia che aiuta ad unire due Ego.

“Rischio, quindi, di possessività? Non c’è dubbio: è il principale rischio dell’amore questo.”

Concordo sul principale rischio, ma, direi anche che la possessività è un modo dell’amare che non dovrebbe appartenere all’amore.

“Perché il definitivo possesso banalizza chi è oggetto d’amore, e in fondo distrugge l’amore.”

Se il definitivo possesso porta ad una complementare unione, direi che esalta l’amore più che distruggerlo. Vero è, che a distruggere l’amore in quanto comunione di vita, è l’uso unilaterale (nel senso di chi ricava più di quello che concede) di un soggetto in amore.

abarraversosx

Luglio 2007

Non per Libro

abarraversosx

Non per Bibbia o Vangelo la mia identità si è liberata dalle maschere della socializzazione imposta, ma per questa storiella. Non ricordo dove l’ho letta molti anni fa. Non cito l’autore perché non ricordo neanche quello: forse non era detto.

asepara

Un padre, una madre, un figlio, ed un asino, si mettono in viaggio. Dopo chilometri, il padre decide di salire su l’asino. Incontrano gente.

Hai visto? Il padre su l’asino, e la madre ed il figlio a piedi!
Udito il commento, il padre scende.

Dopo chilometri sale la madre. Incontrano gente.

Hai visto? La madre su l’asino ed il figlio ed il marito a piedi!
Udito il commento, la madre scende.

Dopo chilometri sale il figlio. Incontrano gente.
Hai visto? Il figlio su l’asino e il padre e la madre a piedi!
Udito il commento, il figlio scende.

Dopo chilometri, salgono tutti e tre su l’asino. Incontrano gente.

Hai visto? Tutti e tre su l’asino. Povera bestia: l’uccideranno!

Uditi i commenti, tutti e tre scendono da l’asino! Incontrano gente.
Hai visto? Hanno l’asino, e vanno a piedi!

abarraversosx

8) Quanto sa di sale…

abarraversosx

Non conosco il nome del Consegnatario di oggi (24.06.20202) ma devo proprio segnalarle una questione che accade da anni: una violenta diarrea dopo ogni pasto. Naturalmente l’ho principalmente pensata a causa di una mia situazione fisica. Perdurando la faccenda non ho più ordinato la pasta: la diarrea postprandiale è cessata. A causa del diabete e/o delle medicine che assumo sono diventato addirittura stitico. Nonostante la cessazione dell’ordine, la pasta me la porta solo il Consegnatario in questione; è anche oggi si è ripetuta la diarrea. In vero, la pasta me la porta anche un’altra Consegnataria ma non mi succede nulla. E, dunque? Dunque “a pensar male si sbaglia però ci si azzecca? E’ noto da tempo sia alla magistratura che alla psichiatria, che le identità omosessuali sono la nolente cartina di tornasole che rivela i dissidi psicologici e sessuali delle identità sessualmente non compiute.

abarraversosx

Per quanto mi riguarda sono fatti loro ma devo lasciarli tali anche se coinvolgono me? In psicologia la mia “scienza” è puramente esperenziale. Cosciente di questo sulle mie verità stendo sempre un pio velo, ma per quanto ancora devo andare al cesso da impropriamente motivato? Si può far qualcosa oltre che buttare la pasta portata dal Consegnatario in questione? E se per lo scopo di far purgare a me la realtà che mi “risulta” di quel Consegnatario, inquinasse di purgante un secondo anziché il primo buttato, cosa dovrei fare a suo assistenziale consiglio? Far a meno di mangiare anche il secondo (o al caso il contorno) o rinunciare del tutto al servizio? Attendo lumi! In attesa di incontrarla può iniziare lo stesso la pratica di ausilio economico? Più che del nostro incontro, infatti, mi urge l’aiuto. Della priorità che le chiedo non me ne voglia. Cordialità, Vitaliano.

abarraversosx

Aveva sedici anni!

abarraversosx

Pare il titolo di una canzone, invece, è il titolo di una tragedia. Ragazzo a livello biologico, ma donna a livello emozionale, si suicida in una comunità di soli uomini. Si chiamava Alice in questo paese delle meraviglie! In prevalenza, gli ospiti di quella comunità (il minuscolo è d’ufficio) erano nord africani. Non lo preciso per questioni di razza, ma per il pensiero maschile di quella cultura. Molto meno accogliente del nostro, anche se sessualmente disponibile verso la transessualità femminile, perlomeno tanto quanto il nostro, e perlomeno tanto quanto il nostro purché non si sappia purché non si veda. Non la voleva nessuno, dice l’assistente sociale. Lei era difficile! Mi domando come possa essere facile crescere da transessuale, ad Agrigento! “Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, dice l’assistente.” La sento sincera. “L’Arci gay, da noi interpellato, non ha fatto niente!” Un Arci gay ad Agrigento, già fa tutto per il solo fatto di esistere, penso! In quella Comunità, Paolo&Loredana, era in prova. Che prova? Prova di recupero?! Recupero di che?! Recupero di cosa?! Alla virilità di origine? MA, SIAMO IMPAZZITI?! Naturalmente, adesso si indaga per capire come sia stato possibile mettere una figura del genere in una comunità del genere, e chi l’abbia consentito! Si, auguri e figli maschi! Ti sia leggera la terra, Loredana.

abarraversosx

Dicembre 2007

Amati fantasmi

abarraversosx

Ogni separazione è un’amputazione. L’arto amputato si chiama “fantasma” appunto perché lo si sente come se ancora ci fosse. Così è per ogni “fantasma” d’amore o di amante. I fantasmi hanno vita tanto quanto li fa vivere la nostra.

abarraversosx

I tonni e la tonnara

abarraversosx

Greenpeace mi scrive sulla pesca del tonno. Invita il singolo ad informarsi su quello che i produttori della tonnara, che (a nostra volta tonni) rinchiude nelle sue reti per meglio darci mangimi di una qualità che osano chiamar cibo. Lo sa Greenpeace che non esiste ambito (rare le eccezioni) dove vi sia almeno una decente qualità? Non esiste perché nella tonnara dove viviamo e che ci da vivenza (e che per questo il Mercato vive) ci sono troppi tonni, troppe tartarughe, non poche mante, e una infinità di squali; e tutti mangiano tutto di tutti, e tutti hanno bisogno di tutto da tutti e da tutto! D’altra parte, anche di fronte a sufficiente conoscenza sul tonno, quanti, possono permettersi di acquistare un pesce, che se trattato e pescato come auspicherebbe Greenpeace, costerebbe come il caviale? Salutandoti, caro Greeneace, ti lascio con un ultimo pensiero: abbiamo iniziato la vita mangiando anche i nostri simili. Pessimismi, forse cosmici, fanno temere che così la finiremo, anche perché tutti siamo tonni, ma non ci sono tonni per tutti. Scusami se non ti ho compilato il questionario: mi è mancato il cuore.

abarraversosx

Datata

I sogni in politica risvegliano la politica

abarraversosx

Pur non essendo leghista in senso partitico e neanche politico (al più lo sono in senso spirituale se non altro perché credo nell’alleanza fra vita e vita) ciò non mi impedisce di vedere che la “Padania” potrà anche non diventare uno stato di diritto, ma da oggi, comunque è uno stato di fatto. I suoi “cittadini” potranno essere tanti o pochi ma questo è una variabile del fatto non di uno stato, almeno in potenza, comunque in atto. Con la costituzione della Lega il Bossi ha istituito il suo stato politico, e con la “Padania” il suo stato sociale. Con la Sinistra, la Destra ed il Centro, dunque, è altro polo. I “progetti virtuali” (a dire d’altri, la costituzione della Padania) sono l’opera di chi li immagina, tuttavia, se l’opera di chi li immagina li fa immaginare, allora, sono dei progetti in corso per condivisione dell’immagine. Tanto più i progetti suscitano sentimenti di condivisione e tanto più sono in corso.  Per questo motivo, anche se la Lega fosse dichiarata fuori legge, comunque, la sua forza (il suo spirito) essendovi condivisori, non cesserebbe. Definire “virtuale” lo stato di questo fatto, allora, potrebbe essere una mera supponenza culturale come anche una miopia politica quanto storica. La Cultura della Lega sarà quello che è, ma il Bossi ha risvegliato dell’essere. Indipendentemente se elementare o altro, il risveglio dell’essere è dei maestri e dei capi: una parte non elide l’altra. Non so se volente o di conseguenza, il Bossi ha capito che in politica, il seguito lo si ottiene facendo sognare. Quello che la controparte politica non ha capito, è che solo con un altro sogno (tanto più se reale e non verosimile) si può risvegliare chi sogna secondo Bossi. Piaccia o no, il Bossi è veicolo di storia. Dove porti il veicolo “Bossi” lo si vedrà mano a mano. Collettivo interesse è fare in modo che non porti la storia fuori dalla Storia.

abarraversosx

Datata

I silenzi delle foglie in Blogs.it

abarraversosx

Ci siamo chiesti molte volte cos’è un blog per noi. Molte le risposte. Fra queste, una poco approfondita, a mio avviso. Blog è il cielo che non abbiamo (o non abbiamo abbastanza) in terra. Sotto questo cielo il nostro albero. Sotto questo cielo le nostre foglie. Pabloz nota alberi secchi. Pabloz nota foglie cadute. Diversamente, noto similitudini con la ricerca di sentimento. Il sentimento fra blogger si stabilisce attraverso conferme: conferme, date dalla somma delle corrispondenze di pensiero. La dove non vi sono sufficienti corrispondenze, la linfa inizia a mancare alle foglie. Non per questo si staccano. Non per questo si seccano. Non per questo cadono: solo tacciono.

abarraversosx

Novembre 2007

Subito Santa!

abarraversosx

Milioni di parole ne “la Repubblica” di oggi, ma una sola notizia: Safia Amajan è stata assassinata a Kandahar. Cosa mai avrà fatto questa Donna, di anti islamico? Adultera? No! Non portava il velo? Lo portava! Ha mangiato carne di maiale? No! Ha ucciso il marito a colpi di coranico cosciotto? No! Cosa ha fatto, allora?! Si batteva per le Donne! Ullalà ! Grave direi! E, come, si batteva? Ex insegnante, era riuscita a coinvolgere in corsi di istruzione e di formazione professionale, decina di bambine, ragazze e donne. Bàh! E’ chiaro che questa traditrice rivoluzionaria non poteva mica passarla liscia, vero?! Aveva chiesto di essere messa sotto protezione dal governo. Il problema “protezione” è stato risolto dai Taliban con ben poca spesa: forse neanche tre etti di piombo. E pensare che il Profeta amava le Donne!

abarraversosx

Settembre 2006

Agenzie postali o gironi?

abarraversosx

Come orario la storia che racconto va da circa le undici a quasi l’una. Devo pagare un bollettino alle poste di s. Zeno. Io sono anziano, ho problemi di cuore e la giornata è particolarmente calda: fatico a respirare. Prima di me una decina di persone. Sarà anche per la mia situazione fisica ma trovo particolarmente lento l’ingresso di chi deve andare allo sportello. Dopo quasi tre quarti d’ora provo ad accertare i perché: pur essendoci i dovuti impiegati, nell’agenzia funziona un solo sportello. Mugugno, commento con quelli in attesa ma altro non faccio. L’attesa prosegue e la fila si allunga! Più che sentirmi mancare la pazienza sento mancarmi il fiato, così, entro in agenzia; necessariamente alterato. A voce alta chiedo: possibile che funzioni un solo sportello per i tanti che da troppo aspettano in fila?! Mi si dice di stare tranquillo! Rispondo: io sono tranquillo, purché si faccia in modo di lasciarmi tranquillo! Esco ed aspetto. Tocca a me, poi, di andare allo sportello. Le impiegate agli sportelli, intanto, sono diventate tre! Riferendosi al mio reclamo una di loro mi dice che non mi devo permettere di dire quello che ho detto!

abarraversosx

Alla signora replico che le consento di dire quello che vuole, e che mi prendo lo stesso diritto che mi sta negando. Aggiungo, che in analogo caso avrei chiamato i Carabinieri! Allo sportello faccio quello che devo fare ma il sistema postale mi dice che il pin è errato. Discuto la faccenda con l’impiegata: mi dice che me lo devo scrivere giusto e che devo tornare entro l’una e mezza con i soldi perché lei , intanto, ha compiuto l’operazione. Mi dice, inoltre: non vorrà mica che gliela paghi io, la bolletta! (Sul livello intellettuale dell’affermazione, sorvolo.) Col cavolo che riesco, a venire dentro l’una mi dico, così, provo a pagare usando un’altra tessera: accetta il pagamento. L’impiegata mi consiglia di provare il pin al bancomat esterno. Ci provo: funziona! Ne ricavo che, da agitato, allo sportello non l’avevo composto correttamente. Fra discorsi e parole ci avrò messo un quarto d’ora a completare il pagamento usando un’altra tessera. A operazione conclusa, esco. Miracolo o ritrovato interesse per gli utenti, ma all’esterno non c’è più nessuno: in circa un quarto d’ora! Che sia perché avevo detto agli impiegati che in analogo caso avrei chiamato i Carabinieri? Sarà!

abarraversosx

Uscendo mi chiedo: perché l’afflusso è stato lento prima e celere dopo? Una verosimile ipotesi potrebbe stare in questa domanda: le Poste pagano gli straordinari? Se no, è chiaro che gli impiegati si portano avanti con il lavoro interno altrimenti devono lavorare gratis! Questo comporta far attendere le persone anche oltre accettabile misura? Pazienza! Questo significa che oltre degli Ospedali, gli utenti devono essere pazienti anche delle Poste? Pare di sì! Pensando male, invece, si può anche supporre che vi sono impiegati che sovrappongono i propri interessi di lavoro sugli interessi di pazienti che tali devono restare sia pure in piedi e all’afa mentre nelle agenzie gli impiegati stanno al fresco offerto dell’aria condizionata? Viene da pensare di sì! Qualunque siano le vere parti in ipotesi, a casa ci sono tornato più paziente di prima; paziente in sospetto da Ospedale, però, per via di un cuore che la vicenda aveva ulteriormente provato. La prossima volta sarà meglio andare nelle tabaccherie: quasi tutte permettono pagamenti senza attese.

abarraversosx

a Pubblicità Progresso

abarraversosx

Cortesi Referenti: mentre attendevo la cottura degli spaghetti mi sono acceso un’amata&odiata Benson. Fumandola, riflettevo sui pro e sui  contro. Li propongo nella forma di Campagna contro il fumo.

Slogan: Chi fuma vede prima il Creatore

Sia pure nel suo essere ironico, comunque il messaggio affronta e affonda varie questioni. Userei il Crozza che imita Francesco. Ideale sarebbe che a dir lo slogan fosse lo stesso Papa. Anche ogni persona socialmente riconosciuta potrebbe andar bene. Ad esempio: un politico, un artista, ecc, ecc. A proposta gratuitamente offerta, chiederei una citazione gratuitamente donata: “Da un’idea di lettereperdamasco.com” In alternativa il mio nome e cognome ma lascio a voi la decisione ultima. Con i miei più cordiali saluti, Vitaliano.

abarraversosx

Manolete uccide il toro che lo uccide

abarraversosx

Anni 40. Manolete uccide il toro che lo uccide. Il proprietario del toro, evidentemente annebbiato dal dolore per la morte del torero, prende un fucile e uccide la fattrice. Che colpa ne aveva sta’ povera vacca?! E poi, dal momento che per le nascite di qualsiasi genere occorrono due contributi, perché non ha ucciso anche il toro? E se, metti caso, il toro fosse già stato ucciso in arena, perché non si è ucciso l’allevatore, dal momento, che avendo allevato la vacca che ha allevato quel toro, lo si potrebbe considerare concausa della morte di Manolete, non di meno dello stesso toro? Morale della favola: si fucila l’ultima causa, solo quando abbiamo la mente annebbiata. Capita l’antifona, caro Caruso?

abarraversosx

Agosto 2007

Frati e fraternità

abarraversosx

Caro Padre: fra gli ospiti della mensa di S. Bernardino vi è un mio amico nord africano. Con lui, altri. Vuoi della qualità del cibo, del comportamento dei suoi addetti, (volontari o comunque preposti) non ha nulla da rilevare: anzi! A lasciarlo perplesso, caso mai, è il comportamento di un suo confratello: lo dice moldavo. (?) Ad opinione del mio amico, verso i suoi conterranei, e/o di analoghe terre e/o cultura, quel suo confratello ha un comportamento preferenziale, mentre, verso gli ospiti nord africani ha un comportamento, più o meno ed in vari modi- avverso. Fra le tante cose che si possono pensare, (vere od erronee che sia), mi limito a supporre che una tal disparità di comportamento possa essere guidata da una carente, e/o erronea interpretazione del ruolo, nel non facile compito di gestire quel genere di mensa e i vari caratteri e culture di chi ne usufruisce. Mi rendo ben conto che le sto riportando le opinioni di chi potrebbe vedere le cose (sue e/o di altri) secondo una personalissima e/o alterata interpretazione, tuttavia, la capacità di vedere oltre ciò che appare di questo mio amico mi ha sorpreso in più di un caso. Non per questo gli credo per principio, ma, per questo, ho cominciato a valutare anche la sua visioni delle cose.

abarraversosx

Non solo sua, a dirla tutta, dato che anche dei suoi conterranei traggono, dall’agire di quel suo confratello, le sue stesse conclusioni. E’ anche possibile che si influenzino a vicenda, ma, potrebbe anche non essere così. Per esperienza personale ho potuto constatare che, mentre noi basiamo la nostra forza nella giustizia, il nord africano, invece, (come, in genere, anche per il cittadino dell’Est), basa il suo concetto di giusto sulla giustizia della forza: comunque espressa. Stante la loro visione della giustizia, quindi (la ragione é del più forte) non vorrei mai che il perdurare dell’improprio atteggiamento di quel suo confratello, dovesse motivare delle reazioni di forza, (singola e/o di gruppo), da parte degli “ultimi”, (e/o dei lasciati ultimi), in questione. Da un tal genere di giustizia, gli “ultimi” non ricaverebbero di che essere ancora più ultimi! E’ appunto per questo, che il nostro senso della Giustizia, non può non cercare il modo di impedire, che debbano ritrovarsi ulteriormente vittime del loro senso della giustizia. La prego, pertanto, di far in modo che nella sua mensa torni la serenità, che generalmente c’è, quando non c’è quel confratello.

abarraversosx

Mi sto rendendo conto, adesso che ho finito la lettere, che l’ostilità di quel suo confratello verso i nord africani, abbia il fine di dividere il grano dalla pula, se, per grano intendiamo chi non delinque e per pula intendiamo chi delinque. Non mi risulta che la Carità abbia mai messo questo compito nella sua norma. Sempre che sia vera la mia ipotesi, per quale titolo pensa di poterlo fare quel suo confratello?

abarraversosx

A pensar male si indovina?

abarraversosx

Tempo permettendo percorro tutti i giorni le Rigaste di S. Zeno. Non si dispiaccia Firenze ma nel nostro Lungadige ci trovo del di più, vuoi per i monti alla sinistra di chi si affaccia alla visuale, vuoi per l’insieme della zona di Borgo Trento che si da al fiume. Elegante, l’Adige passa come una signora in abito da sera.

asepara

asepara

Lo sgradevole verso dei crocai non l’infastidisce più di tanto: vengono tutti gli anni. Alle anitre sorride. Con piacere noto che stanno aumentando. Chi ammira Verona considera quella signora decisamente fortunata perché non vede in che condizione da letamaio

asepara

regaste2

asepara

regaste3

asepara

è ridotta la soprastante passeggiata. Lungo la murata, notevole il marciume da foglie. Lo stesso marciume era lì anche quando il clima ne permetteva l’asporto. Non parliamo poi, dell’aiuola, dove, una sconclusionata sterpaglia di rose, (bianche in fioritura, ma ora marce e con nessuna intenzione di finire a terra per il doveroso Rip) si alterna con un altrettanto sterpaglia di piante con bacche rosse. Fra un tipo e l’altro di pianta, erba secca giace. Adorna il tutto, un’eterogenea varietà d’immondizia: carte, sacchetti di plastica e no, bottiglie di plastica e no, lattine, e ultimo ma non per ultimo, merde di cane sul passaggio e financo sul cordolo. Non ho ancora capito come fanno i cani a farla sul cordolo! Avranno imparato a farla sul water, suppongo?! Non so. Io so solamente che Verona è una città di turismo non solo estivo, e che un letamaio del genere è indegno! Mi rendo ben conto che educare gli sporcaccioni con cani o senza sia opera difficile per non dire impossibile, tuttavia, non vedo che difficoltà ci sia nell’aumentare il numero dei cestini per l’immondizia. A mio vedere, accanto ad ogni panchina ce ne vorrebbe uno, e se ulteriormente possibile, più grandi di quelle specie di trousse che ci sono adesso.

abarraversosx

Il giornale l’Arena l’ha pubblicata parecchio tempo dopo e, fatalità, il giorno prima della pulizia del percorso. Come a far dubitare su l’attendibilità della mia protesta? “Pensar male è sbagliato però ci si azzecca!”

Sinistra? Destra? Le facce di Giano

abarraversosx

Per Padre, intendo il soggetto che trasmette ai figli la sua cultura. Limitandomi al concetto sociale, per Padre, quindi, intendo, comunque espresso, lo Stato. In prevalenza, la Destra ama lo Stato autoritario. La Sinistra, invece, lo Stato non autoritario. Tuttavia, essendo stesso lo Stato, socialmente parlando, li si può dire figli e fratelli dello stesso Padre. Nella ricerca del carattere del Padre&Stato da amare e da essere amati, e per raggiungere la Sua approvazione, figli e fratelli, però, sono in dissidio fra loro. Chi, ucciderà, chi? E, se, invece, il morto non fosse, dell’una o dell’altra parte, bensì, l’incapacità di porsi reciprocamente in relazione con il Padre? Perché? Per questione di unigenitura? Straparlo? Forse.

abarraversosx

Ottobre 2006

Pittura in_felice

abarraversosx

“Perché nessuno riesce a dipingere la felicità? Forse perché non esiste… o perché è così effimera…”

Potrebbe non essere vero, Michele, che nessuno dipinge la felicità. Potrebbe essere vero, invece, che ogni vita felice dipinge la sua felicità, o che ogni felicità dipinge sé stessa. E’ anche vero, che in fatto di felicità non siamo dei gran pittori! Se pittori mediocri, però, non credo sia a causa della tavolozza, ma della mano che regge il pennello. Non di meno, delle scuole in_felici.

abarraversosx

Infiniti lutti

abarraversosx

“Vedo che dell’animale non frega niente a nessuno”

Considerazione dolente ma eccessiva, direi. Il fatto è che siamo ingabbiati in un sistema complessivo, e che nell’agire in qualche parte dobbiamo tenerne conto delle altre. Ora, per quanto mi riguarda non ha idea di quanto mi faccia incazzare l’ape che si ostina a voler uscire dalla parte del vetro anche quando faccio in modo di fargli capire che gli ho lasciato la finestra aperta! Che faccio per fargli ulteriormente capire la via di salvezza? Tolgo i vetri? No, la costringo a capire usando un piumino per la polvere. Certamente non posso dirmi di non averla almeno spaventata, tuttavia, l’ho salvata. Morale della favola, “ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria”; ad eliminare quel contraria, non ci riuscirà neanche la bontà e/o la verità più elevata. Non perché siamo a favore del Male, ma perché, per infiniti motivi, siamo limitati, (vuoi per ignoranza, vuoi per incoscienza) nel perseguire il solo Bene. A proposito di azioni e reazioni per i limiti detti. Quanto, il vegetariano può dirsi sicuro di non procurare dolore al sedano che stringe fra i denti? O pensa di non farlo perché i sedani non gridano? Qualche volta mi domando se, vita nella verità, altro non porti che al superamento (volente e/o nolente) di infiniti lutti.

abarraversosx

3) Quanto sa di sale…

abarraversosx

Da subito dopo le festività natalizie, il servizio che avevo generalmente trovato superiore alle mie aspettative, è andato via via scadendo. Non è bello pensar male diceva l’Andreotti, pure ci si azzecca. Mi riferisco a più di un motivo, e non sia mai, ad un irritante sospetto. Sui motivi ne abbiamo telefonicamente parlato un qualche tempo fa. mi vedo costretto a ripeterli, non tanto perché siano i filetti alla Voronoff le pietanze che devono reggere la mia personalità e giustificare il vostro compito, ma perché la testimonianza fotografica che le allego è chiara squalificazione di quanto idealmente dichiarato sul sito a proposito del tenore e dei fini dell’assistenza. Lei ebbe a dirmi che la gelatinosa qualità della carne le era nota. E passi per la gelatina che per eliminarla (almeno esteriormente) basta solo un po’ d’acqua calda, ma visto l’allegato

lessi 003

mi saprebbe suggerire a che grado devo portare l’acqua calda per eliminare la nervatura presente nella carne lessa di quasi sempre? Giusto per non far nomea di rompi balle, è chiaro che posso anche buttare la parte scadente della consegna, ma da dove capire, allora, la differenza fra servizio formale e sostanziale, o per essere meno filosofi, tra mangiare e saltare? Giustamente, m’ha suggerito di ordinare qualcosa d’altro. L’ho fatto nel nuovo foglio ma lo stesso (due desinari a parte) sempre lesso m’è arrivato! Avendo problemi di diabete non ho ordinato carote e neanche frutta ed invece la frutta mi arriva sempre e le carote quasi sempre. Avendo problemi di meteorismo ho escluso i cavolini di Bruxelles e invece mi arrivano anche quelli. Per lo stesso motivo non posso mangiare insalata. Avevo convenuto con lei che se vi capitava un’ordinazione di carne di mera qualità, un altro primo poteva ben sostituire un lesso in descrizione. A fronte di quel genere di carne, oggi, mi sono arrivate due arance! Che non posso mangiare! Nell’augurarmi che tutto questo non abbia a ripetersi, la saluto con poca felicità. Non per mia causa, chiaramente, e se non per causa sua, le chiedo di farmi sapere per causa di chi, perché è giusto che ognuno si assuma le sue responsabilità, come è giusto che per saperle, sia necessario informare chi non sa.

abarraversosx

Tanto va la gatta al lardo

abarraversosx

Nonostante si dicano contro l’omosessualità e la gayezza, più di un omofobico castigamatti è stato trovato con le zampe nel lardo dei problemi da negata sessualità. Succede anche nelle tossicodipendenze. Comunque espressa, i sofferenti da negazione, infatti, tendono a curare la propria devianza osteggiando i devianti. Chi usa questa “terapia di recupero” è destinato ad arrendersi alle proprie pulsioni, oppure, volgendo verso sè stesso l’ostilità che dirige verso altro da sè, ad avvelenare sia la vita propria che l’altrui. Analogo avvelenamento succede in chi vota dei pegni che la Natura sessuale non concepisce. Dove non lo conferma la psichiatria lo conferma la cronaca.

abarraversosx

Agosto 2007 – Pressoché rifatta nel Dicembre 2019

5) Quanto sa di sale…

abarraversosx

Cortese signora: ieri, venerdì, ho chiesto alla consegnataria chi mi aveva portato il pasto che ha motivato la precedente mail. M’ha detto una persona poco pratica del giro e quindi delle particolarità nel servizio. In analogo fatto la stessa consegnataria ebbe a dirmi di non sapere chi, al suo posto, mi aveva portato il pasto. Siccome, in quel caso, nulla ha fatto e/o detto per informarsi, fra altre ipotesi ne arguisco di non averne alcun interesse, oppure, che era interessata a coprire l’autore del disservizio. Sono correnti mafiosità che succedono in ogni ambito lavorativo. Va beh! Rimane il fatto, però, che su la consegnataria in questione non la penso più come prima. Punto.Oggi, sabato, ricevo un primo dall’indecifrabile ragu. Va bèh! Vediamo di non fare gli schifiltosi! Con quello, un lesso con salsa verde. Anche se molto pallido, il verde, c’è. La salsa, assolutamente no, a meno che non sia una personalissima variazione, in verità neanche approssimativa, della classica ricetta. Il lesso, tagliato con l’affettatrice a spessore di neanche tre tacche, non sarà stato più di una cinquantina di grammi. Per quanto riguarda la quantità totale della salsa, poi, non appena vista mi sono detto questa gliela devo proprio far vedere.

avanzi

Mi dispiace d’averlo pensato mentre lo stavo finendo. Diversamente, le avrei fatto vedere anche lo spessore della carne: una sottiletta. Dalla foto, però, si dovrebbe intuire almeno la qualità: scadente. Durante il nostro primo colloquio ebbe a dirmi che i pasti serviti agli anziani li controllava facendosi mandare in ufficio un campione. Sarò anche paranoico, cara signora, ma faccio molta fatica a credere che le venga portata anche solo della mediocrità. Un controllo effettivamente efficace non può che avvenire a casa del pensionato. In genere, l’orario di consegna è sempre quello. Indovino numerosi i suoi impegni, quindi, capisco bene che lei non possa farlo, ma a Verona, tutto manca fuorché i Vigili. Con i miei più cordiali saluti.

abarraversosx

Il destino della virgola

abarraversosx

La virgola è come il caporale di giornata: insignificato urbi et orbi ma pietra angolare della caserma;

la virgola cadenza il passo all’emozione;

la contiene fra il detto e ciò che sta fra i detti;

diversamente dalla parentesi non se la tira;

diversamente dalle grafe non si veste a Parigi;

è il bastone che regge il fiato allo scrivente;

Insomma! Pur riconoscendogli tutte le virtù, come anche il gaudioso difetto, perché adesso mi infastidisce l’eccessiva presenza che gli ho chiesto per anni?

Perché pánta rheî?

abarraversosx

Le opinioni del membro

abarraversosx

Un membro del precedente blog mi scrive: sana Omofamiglia e normale Eterofamiglia. Se essere normali è essere sani, perché non ha dichiarato che Omofamiglia ed Eterofamiglia sono ambedue sane e normali? Due le ipotesi: o perché in lui, c’è¨ ancora del residuato di diffidenza verso quella Omo, o perché non ha avuto il coraggio di affrontare l’uscita dai suoi sgabuzzini.

abarraversosx

Schiva la mendicante

abarraversosx

Ci sono poveri che nel “lavoro” sono veramente dei grandi attori. Tanto che, almeno secondo me, i soldi che ottengono sono meritatissimi! Giusto per fare un esempio: qui a Verona, ho visto all’opera un’artista con una schiena che più piegata di così, proprio non ho mai visto. Era così piegata che senza bastone sarebbe caduta sulla faccia! Per fortuna la stazione di Verona è più efficace di Lourdes! L’ho rivista nella zona biglietteria, infatti, così dritta e spedita che di più proprio non si può! Ora, il soggetto vaticano in discorso ha evitato una recita vista altre volte, o ha evitato un povero? Più probabile le prima ipotesi. Il fatto, ulteriormente prova che per riempire le pagine del Web e/o dei giornali, i Media inventano le notizie. Tanto, dopo le possono smentire, e con le smentite, altri riempimenti di pagine: della serie: tutto fra brodo! E se il brodo puzza poco male. L’importante, è impedire al lettore di annusarlo!

abarraversosx

Le sviste di Francesco

abarraversosx

I giornalisti sanno bene che ogni notizia smentita è una notizia confermata, così, da oggi i bio_avversi di ogni genere potranno dire a un diverso che è uno scartato perché l’ha detto il Papa. Escludo in assoluto che Francesco sia stato dettato da una qualsiasi malafede. Mi domando, piuttosto: nessun giornalista della sala stampa del vaticano ha fatto notare al Papa che vi sono difese che possono diventare offensive, tanto più perché dirette ai figli di Dio non presi in considerazione dai figli di Dio?

abarraversosx

SI VEDA