Le sponde della sessualità

Mi è capitato di avere sessualmente relazionato con persone di destra, sinistra, centro, secessionisti, anarcoidi e anche con quelli socialisticamente maleducati: ovviamente non tutti in una volta. Come l’ho potuto se non sono etero, giovane, bello, ricco e per niente palestrato? Evidentemente, latente e/o palese che sia stato, fra me e quelle figure fu galeotto un comune momento sessuale. Un comune momento, certamente non fa una sessualità, tuttavia, prova che essa è come un fiume che può toccare più stati. Si può normalizzare quel fiume, la sessualità? Direi solamente convogliando la sua vita in quel canale artificiale che abbiamo chiamato norma sessuale. Vita, è lo stato di infiniti stati del suo stato. Anche una “diversa” sessualità, quindi, è via della vita

vita è bene per la Natura

vero per la Cultura                                  giusto allo Spirito

in ogni sua parte. Deviare da questa normalità, quindi, non può non deviare la vita. Tornando alle dichiarazioni di F., se vi sono degli omosessuali che ancora tollerano di non sentirsi chiaramente accettati dal suo partito, allora, l’autolesionismo che evidenziano prova il loro bisogno di essere psicologicamente posseduti nonostante i costi. Per questo psicologico e politico desiderio di attiva passività, anche se l’omosessuale che lo vota non fosse di quelli che lo prendono in fondo alla schiena, comunque, scegliendo quella ideologia, temo sarà fra i destinati a prenderlo… nella vita. Buon pro faccia a questo genere di amanti, è ben amaro augurio di ogni felicità. Comunque vada a finire la storia, il signor F. ha ragione di temere quelli che, etero o homo, hanno il coraggio di viversi per quello che sono anche al di fuori del privato. Laica, politica e/o religiosa che sia, per chi ha fame di regime, i liberi, sono sempre dei pessimi soggetti.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Le vie della verità

Poiché la Natura sente quello che la Cultura sa, la Natura è via della Cultura. Poiché la Cultura sa ciò che la Natura sente la Cultura è via della Natura
Poiché forza della Natura che corrisponde con la sua Cultura, lo Spirito è via della vita.

Via della verità è la forza del corpo; via della verità è la forza della mente;
via della verità è la forza della vita: lo Spirito. In tutti e fra tutti gli stati e secondo stati di infiniti stati, il processo della verità si completa nella trinitario – unitaria corrispondenza fra

ciò che si è come Natura

si sa come Cultura                       si vive come Spirito

Nel nostro principio e nel nostro luogo, la verità è nel prevalente raggiungimento della corrispondenza di vita fra gli stati della relazione con noi e con altro da noi. Della verità, quindi, si può solamente dire che è la costante ricerca di una condivisa conoscenza in maggior divenire. Essendo conoscenza mai finita, non è mai finito il nostro viaggio verso la verità.

Secondo le infinite emozioni della vita che dice sé stessa, la Natura e lo Spirito, sentono sempre, anche quando la Cultura non sa oppure opina su ciò che sentono. Si può affermare, allora, che il corpo della vita (la sua Natura) e il suo Spirito (vitalità nella Natura, e vita nella Cultura) sono sedi della verità di ogni verità, anche quando la Cultura non sa oppure opina. I principi della vita sono attendibili sedi di verità a noi diretta, anche nella vita animale e vegetale.

Nella Natura vi è il principio del Bene. Nella Cultura vi è il principio del Vero. Nello Spirito vi è il principio del Giusto che si origina dalla corrispondenza il Bene ed il Vero.

Per il Principio dello Spirito giusto detto dal Bene che corrisponde al Vero  la Natura è Via, la Cultura è Verità, lo Spirito è Vita.

Ogni Natura forma la sua Cultura come ogni contenitore forma il contenuto che a sua volta forma il contenitore.

Niente e nessuno può dirsi detentore della Verità, se non riducendo la vita del Principio a delle umane idee sul Principio. Se è vero che niente e nessuno può dire circa la verità, è anche vero che nell’indicarci il luogo della Verità come della verità, lo può il nostro spirito (la forza della vita) quando è in pace.

Pace, è assenza del dissidio, vuoi fra vita e vita come fra vita e Vita. Nello stato della pace indicato dall’assenza del dissidio nello spirito, vi è verità (e Verità) perché nello stato di pace, la vita perpetua sé stessa senza errore culturale e senza dolore naturale e spirituale.

Le vie della verità religiosa sono iniziate sulla via della verità naturale.

il Bene per la Natura

il Vero per la Cultura                  il Giusto per lo Spirito.

Nei suoi principi, anche la vita a somiglianza dell’Immagine è bene per quello

che la sua Natura è

vera per quello che la sua Cultura sa
giusta per quello che il suo Spirito sente

Non vi sarebbero principi di Somiglianza se così non fosse, tuttavia, stessi principi non attuano stessa vita. Come nell’Immagine, vita è corrispondenza di stati fra tutti ed in tutti i suoi stati anche in quella della Somiglianza, ma non potendo raggiungere l’assoluto (vi è un solo Assoluto) permane trinitario_ unitaria, secondo stati di infiniti stati di vita.

La corrispondenza fra i suoi stati di Somiglianza è unitaria tanto quanto la condizione del suo stato è proporzionale allo stato di coscienza (luogo di ogni conoscenza) circa i principi della sua vita, di quella prossima a sé, come prossima all’Immagine.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Il senso della colpa: croce da temere e maestro da ascoltare.

Il senso della colpa (peso dell’errore nella Cultura sulla vita della Natura) è carenza di forza nel corpo, nella mente, nello spirito. Certamente è vero, che se l’ascoltiamo troppo, rischiamo di cadere sotto il peso di quella voce. Come in tutte le cose, quindi, è una questione di misura. Cosa ci dice la giusta misura? La dice il bilanciamento dei pesi che compongono l’insieme di ciò che secondo Natura siamo,  di ciò che secondo Cultura sappiamo, con ciò che secondo Spirito sentiamo.

Nel ciò che siamo, sappiamo e sentiamo vi è ciò che si deve sia a noi che alla vita. Vi è felicità di vivere, quando le parti sono in equilibrio. Infelicità, quando vi è squilibrio. Si ottiene l’equilibrio fra le parti, quando vi è parità di baratto fra ciò che dobbiamo (i doveri) e ci si deve e/o ci devono: i piaceri. Quando il baratto risulta in passivo (cioè, quando diamo più di quello che ci si deve e/o ci devono) lo spirito della nostra vita subisce una flessione per difetto: la somatizziamo come depressione. La somatizziamo per eccesso, invece nel caso dell’esaltazione. La depressione da senso di colpa (croce, per chi ha perso ogni capacità di baratto) non è una malattia e neanche l’errore: è un allarme. Funzione di quell’allarme, è dirci che stiamo posando quello che siamo per quanto conosciamo in luogo e/o modo erroneo. Qual è l’universale verità che ci dice il luogo e/o il modo erroneo? Verità universale è il dolore che subiamo e/o quello che procuriamo. Artificiale, quando non artificiosa, ogni altra voce.

Giugno 2008 – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Come per tutte le immagini

Senza sapere cosa stavo facendo ho ottenuto la sottostante immagine elaborando un carattere Word Art: per la precisione un punto seguito da altri punti. Era lineare quando ho visto il risultato. Non era male ma non mi convinceva del tutto così, l’ho modificata come si vede. Simbolicamente parlando era meglio a cerchio ma nella pagina diventava straripante, così l’ho lasciata in questa forma. Scelgo un’immagine e non un altra ascoltando l’emozione che mi comunicano. So che è quella giusta quando sento di aver eliminato ogni obiezione. Agisco così anche quando scrivo.


infinito


Leggendola a posteriori ne ho tratto questo significato: la vita è un principio che viene dal Principio e che dal nostro torna al Principio. Per restarci? Non è necessariamente detto. Sono giunto a spiegarmi l’immagine, anche grazie a questi ragionamenti. Dell’immagine, il punto con il cerchio alla sinistra è stato il primo della serie, quindi, un punto di principio. Elevando il pensiero, è diventato il punto del Principio.


ilprincipio


.Nell’emanazione della sua potenza, il Principio della vita ha originato il nostro principio a sua Immagine: la vita. Essendo prima, e quindi sovrana, l’immagine del Principio dice il suo essere di Assoluto. Ciò che è dell’Immagine della vita è anche della vita a sua Somiglianza. Differenza vi è, nella condizione della rispettiva vita: assoluta quella del Principio e relativa al suo stato quelli della Somiglianza. Il principi della vita sono il Bene per la Natura, il Vero per la Cultura, il Giusto per lo Spirito. L’unione del Bene con il Vero per quanto è Giusto allo Spirito, “spinge” i principi della nostra vita (il bene per la Natura, il vero per la Cultura, il Giusto per lo Spirito) verso i principi del Principio. E’ una “spinta” che termina solo se ammettiamo a termine la vita, ma una vita a termine, non necessariamente pone temine anche a quella del Principio. Ne consegue che neanche la nostra è necessariamente a termine. La vita del nostro principio, infatti, tornando  Principio, continuerà l’esistenza (prossima o non prossima a quella vita) in ragione di quanto sarà riuscita a vivere il suo bene, il suo vero, il suo giusto. Non sarà un’esistenza secondo Natura, ovviamente. Lo sarà, però, secondo Spirito: forza della vitalità naturale e vita della culturale che avremo raggiunto vivendo. La culturale, sarà la stessa? Poiché, vita, è stato di infiniti stati

in continua corrispondenza di Spirito

tra Potenza                    e                     Conoscenza

non lo credo.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Mi pare sia stato Socrate

Mi pare sia stato Socrate a dire che la Bellezza discende dal Nume ed è, quindi, l’origine della Giustizia della Verità. A questa enorme vaccata dobbiamo l’origine delle millenarie e multiformi brutture da ostilità verso la vita altra perché non corrispondenti all’idea di Bellezza e, quindi, neanche di Giustizia come neanche di Verità. Comunque lo si immagini, lo si dica, o lo si nomini, dal Nume, invece, discende


la Verità

della Giustizia         che origina                  la Bellezza


E’ ben vero che presso il Nume, Verità. Giustizia e Bellezza sono inseparabili e indistinguibili stati. E’ vero, altresì, che nel nostro stato di vita sono principi collocabili secondo prioritarie verità. Le conseguenze delle scelte prioritarie che abbiamo attuato sinora hanno ammorbato la vita di putrefazione: lo conferma la Storia.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Di spirito su spirito

Perché avviene l’influsso e/o l’invasione di spirito su spirito? Come più volte detto in altri discorsi, vita, è corrispondenza di stati fra tutti ed in tutti i suoi stati.


La corrispondenza fra gli stati naturali, culturali e spirituali è permessa dalla comunione fra

ciò che alla vita è Bene per la Natura

Vero per la Cultura                              Giusto per lo spirito

Quando i nostri trinitario_unitari stati corrispondono con pienezza

mettiamo che il nostro essere sia così:


cerchio 1


Quando i nostri stati non corrispondono con pienezza perché per infinite condizioni e misure sono scissi a causa dell’Errore e del Dolore, invece, mettiamo che sia aperto all’influsso e /o all’invasione in ragione della misura e della condizione del Dolore e dell’Errore.


cerchio2


Essendo assoluta corrispondenza di stati, la vita non concepisce il vuoto che deriva dalla non pienezza esemplificata dalla parte mancante del cerchio. Il vuoto della non pienezza, così, viene necessariamente occupato dallo spirito di un altro essere.


cerchio3


(Come grafico faccio schifo anche ai cani ma lo stesso spero di aver reso l’idea.)


L’occupazione di un altro essere nel nostro può limitarsi all’influsso, ma può anche essere essere più invasiva. Dipende dallo stato di vita della nostra forza: tanto più è remissiva a causa dell’Errore e/o del Dolore, e tanto più viene influita e/o occupata. Poiché, vita, è corrispondenza di stati sia in questa realtà che nell’Ulteriore, l’influsso e/o invasione di spirito su spirito avviene (con la stessa dinamica) anche fra spirito umano e spirito umano. A meno che non si smentisca quanto sostengo sulla vita, non può non essere che così. C’è chi sostiene di conoscere l’identità influente e/o invasiva. In questa realtà potrebbe essere prevalentemente vero. Dell’ulteriore nella reale, invece, l’influito e/o l’invaso, crede ciò che ama (se l’influsso è affettivo e/o fatto credere come tale) o teme se l’avverte negativo e/o come tale si manifesta. Ne scrivo a ragion vissuta. Poiché ogni influsso e/o invasione avviene per corrispondenza di stati, ogni influsso e/o l’invasione non può avvenire che fra spiriti affini. Non potendo conoscere pienamente lo stato del nostro spirito, però, neanche possiamo dire con certezza quale sia l’identità spiritica influente e/o invasiva in ragione della condizione dell’influsso e/o dell’invasione. Possiamo sapere, invece, che se dal Dolore e/o dall’Errore siamo spiritualmente lacerati e laceranti, lacerato e lacerante sarà anche lo spirito influente e/o invasivo. Si sostiene che l’influsso (e/o l’invasione) sia dovuta alla volontà di spiriti satanici quando non dello stesso Satana. In ragione della soggettiva storia direi satanico ogni spirito avverso alla vita per le nostre stesse cause: l’Errore ed il Dolore. La misura dell’avversa volontà di ogni spirito comunque definito e/o qualunque sia il suo stato, quindi, dipende da quanto quell’essere è cosciente di sé. Se l’incoscienza assolve dalla colpa (Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno) non per questo l’assolve dal dolo procurato. L’evangelica compassione può valere anche per la forza spiritica che diciamo Satana? Non lo so, ovviamente. Quello che so, è che


se il nostro bene

il nostro vero                       e                   il nostro giusto

non fossero lacerati e laceranti, neanche lo spirito satanicamente maggiore potrebbe qualcosa.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Verità: cos’é e di chi?

Caro Francesco: oso scriverti una possibile risposta. La questione mi è tornata fra i pensieri durante una breve pausa dal lavoro di ristrutturazione del Blog. Colgo l’occasione per scrivertela, non tanto perché suppongo di sapere quello che pensava Cristo, ma perché rispose proprio non rispondendo. Comincerò dicendoti il luogo della Verità. Il luogo della verità è nella cessazione del dissidio, vuoi fra vita e vita, vuoi fra vita e Vita. Nella cessazione del dissidio subentra la pace. La pace raggiunta, consente alla vita di perpetuare il suo principio (la vita) senza dolore naturale e spirituale e senza errore culturale. Nella pace detta dalla cessazione del dissidio subentra il silenzio. Dove subentra il silenzio la vita vive la sua verità in ragione dello stato di silenzio raggiunto alla cessazione del dissidio. Poiché al principio (e nello stesso Principio) non può esservi dissidio, al principio e nello stesso Principio non può non esservi la Verità detta dal suo stato di silenzio per la raggiunta pace dovuta ad una unità in alcun modo divisa in ciò che è


NATURA

neotriangolo

CULTURA                                                               SPIRITO


Poiché il Principio della vita è stato di vita Assoluto, non può non essere che Primo, Uno, e Sovrano. Ne consegue, che Prima, Unica, e Sovrana, non può non essere la Verità del Principio. Ammesso il percorso di questo pensiero sulla Verità divina, quanto è adattabile al nostro? Lo è, non per diverso percorso, ma perché umano. Si può dire, allora, che noi siamo nella Verità della vita del Principio, tanto quanto la nostra raggiunge la pace che deriva dal silenzio che segue alla cessazione del dissidio.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Come evadere dal vago

Secondo la tua Natura tu sei ciò che sei. Secondo la tua Cultura tu sei ciò che sai. In ragione della corrispondenza fra i tuoi stati, in quello che sei e per quello che sai, tu sei la vita che senti secondo la forza del tuo Spirito: vitalità nella tua Natura, e vita nella tua Cultura.

Lettera ad un IO confuso – a Paola R

Vi è comunione di vita per la transizione di uno stato verso l’altro. E’ principiata da un’istintiva affinità. Si manifesta come simpatia.

Vi è Simpatia verso una Natura, e/o verso la Natura.

neotriangolo

verso una Cultura                               verso lo Spirito

e/o verso la Cultura          e/o            verso uno spirito

La simpatia è moto della forza della vitalità naturale e della vita culturale. Il principio della vita del suo spirito, è nello stato che l’ha originata.


Nella Simpatia si desidera ciò che l’altro è

neotriangolo

ciò che l’atr* sa ciò che l’altr* sente


Indicati dalla simpatia verifica della corrispondenza

Naturale

neotriangolo

Culturale                     e                     Spirituale

della destinazione dei moti di una vita verso l’altra.


Nella relazione fra gli stati

neotriangolo

trinitario unitaria accoglienza della vita corrispondente per Simpatia.

Il pensiero immaginato

Poiché la Natura sente ciò che la Cultura sa, la Natura è via della vita della Cultura. Poiché la Cultura sa ciò che la Natura sente, la Cultura è via della vita della Natura. Lo Spirito è via della vita perché è la forza della Natura che corrisponde alla sua Cultura. Nella vita (stato di infiniti stati dello spirito che si origina dalla relazione fra Natura e Cultura) la corrispondenza fra gli stati è via della destinazione di sé verso altro sé. Ciò che la motiva è la simpatia. Vi è simpatia verso una Natura e/o la Natura; vi è simpatia verso una Cultura e/o la Cultura; vi è simpatia verso una vita e/o la Vita. Nella simpatia, la Natura desidera ciò che dell’altro sente; la Cultura desidera ciò che l’altro sa; la vita desidera ciò che dell’altro vivifica il suo spirito. La simpatia ha tre stati di percezione: nel primo stato, la si sa perché la si sente ma non si sa perché la si sente. Il primo stato di conoscenza da simpatia è proprio della Cultura della Natura: il soma. Di una simpatia, in quanto se ne conoscono i motivi culturali nei naturali, nel secondo stato di percezione si sa perché la si sente. Il secondo stato di conoscenza da simpatia è proprio della Natura della Cultura: la vita. Quando la Natura degli stati corrispondenti sentono ciò che sanno e la loro Cultura sa ciò che sentono, la simpatia è propria dello Spirito: forza della vita e terzo stato di conoscenza da simpatia. La simpatia è proprio ed altro desiderio di vita: essa, nella vitalità che motiva, è la via che sostiene la corrispondenza degli stati in moto di destinazione verso la meta naturale, culturale e spirituale propria ed altra. La simpatia veicola gli stati della personalità individuale, sociale e spirituale verso sentimenti affini. La meta di prevalenza della destinazione degli infiniti moti di vita cui si corrisponde per simpatia segna di sé il destino.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Le strade del dolore

Dal Dolore nella Natura si origina l’urlo. Dall’Errore nella Cultura si origina il pianto. Dal Dolore nello Spirito si origina il lutto.

Il Lutto è afflizione naturale

culturale                                                          spirituale

della Natura della Cultura della vita mortificata nel Corpo, nella Mente e nello Spirito: forza della vitalità della Natura e vita della sua Cultura.

Come la vita è stato di infiniti stati di forza, così il Lutto è stato di infiniti stati di sofferenza, pertanto, in ragione dello stato di dolore ne deriva lo stato di lutto.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Spirito è ciò che anima

Spirito è ciò che anima. Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita.  Lo Spirito è l’anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito. La forza dello Spirito è la vita della Natura. La vita dello Spirito è la potenza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura. Lo Spirito essendo forza è condizione di vita ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

Lo Spirito è vita

tanto quanto il Fare                                           corrisponde all’Essere


Lo Spirito è Calibro della Natura che forma

Arbitro della Cultura                                       Giudice della vita

della forma                                                         che si forma

in ragione dello stato della corrispondenza fra Natura e Cultura.


 In ragione dello stato della corrispondenza fra

Natura

Cultura                                                                            Spirito


Lo Spirito è Calibro perché misura la forza

Arbitro                                                                 Giudice

perché decide l’uso della forza              perché valuta l’uso della forza


 Perché agiti dal loro bene

dal loro vero                                 e                             dal loro giusto

gli stati trinitari della vita tendono all’unitario.

Raggiungono l’unitario tanto quanto vivono il loro stato con la stessa misura di forza (vitalità della Natura) e di potenza: vita della Cultura.


In quello che sente della sua forza e della sua potenza ognuno è lo spirito che può

Può diversamente solo gravando la sua Natura

difficoltando la sua Cultura             esaltando o deprimendo

il suo Spirito


Il Principio della vita (l’Immagine) non può non essere che l’assoluta unità fra i suoi stati.

Il raggiungimento dell’unità fra gli stati è permesso dalla mediazione fra gli stati. Si può dire, pertanto, che il Principio è Paracleto sino dal suo principio. Se così non fosse, nel Principio della vita non vi sarebbe equità fra gli stati. Una mancata equità fra gli stati del Principio non permette il raggiungimento dell’unità nel suo stato. Per quanto ciò sia nella vita al Principio somigliante, ciò non può essere nella Vita che ha principiato il suo principio, la vita:

1 per la Natura

1 per la Cultura                                                    1 per lo Spirito


 Nell’immagine del Principio la vita è assoluta relazione fra i suoi stati. Un assoluto ricongiungimento fra gli stati del Principio può originare solamente il massimo valore del suo stato: UNO


Gli stati dell’immagine somigliante a quella del Principio raggiungono la stessa misura di vita tanto quanto il suo Spirito media fra forza e potenza.

Poiché, vita, è corrispondenza di stati in tutti e fra tutti gli stati

lo Spirito mediatore fra gli stati non può non essere che uno Spirito mediato dagli stati della vita che media.

Nell’essere mediato mediatore degli stati che media lo Spirito trinitario_unitario è leggero tanto quanto la sua forza (vitalità nella Natura) corrisponde con la sua potenza: vita della sua Cultura.


Lo Spirito guida secondo lo stato di tre emozioni

Depressione

Esaltazione                                                                             Pace


Depressione

Errore verso ciò che siamo per difetto delle informazioni che riguardano il Corpo, indipendentemente se vere, false, erronee, o solo temute.

Esaltazione

Errore verso ciò che sappiamo, per eccesso delle informazioni che riguardano la Conoscenza, indipendentemente se vera o erronea, o solo bramata.

Pace

Stato della quiete naturale, culturale, e spirituale

fra ciò che sente il Corpo


conosce la Mente                                                 prova lo Spirito

Vi è pace, tanto quanto la forza della vita e della vitalità non patisce dissidi fra Natura e Cultura.

L’assenza del Dissidio conseguente alla presenza della Pace permette alla vita di perpetuare sé stessa senza male naturale e spirituale da errore culturale.


La misura dello Spirito non può essere maggiore della conoscenza (o l’opposto) se non ponendo dissidio fra gli stati della vita:

Natura per quello che siamo

Cultura                                                          Spirito

per quello che sappiamo                           per quello che sentiamo

Poiché, vita, è stato di infiniti stati di vita, così, anche le tre voci della guida dello spirito sono lo stato di infiniti stati di vita, o secondo il caso, di meno vita in presenza del dissidio.

Dissidio è il delirio della mente che brancola fra errore e dolore.

Uno spirito scisso e scindente per mancata mediazione non permette l’integra corrispondenza di forza fra Natura  e  Cultura.


Su questo piano della vita

la mediazione è generalmente sentita come il subito compromesso culturale fra

ciò che siamo

ciò che sappiamo                              e                              ciò che sentiamo

Il compromesso è mediazione subìta. La mediazione è compromesso accettato. La nostra verità è compromesso condiviso.


Vi è chi maggiora l’Essere compensando la Natura, o la Cultura, o lo Spirito (e, quindi, la vita) di maggior vitalità in uno o l’altro stato. Ad esempio:

7 per la Natura

3 per la Cultura                                                     9 per lo Spirito

L’identità in esempio ha usato il suo massimo spirito per rafforzare il corpo ma in maniera minore la conoscenza. Mancando la corrispondenza di valore fra i suoi stati, mancherà nella sua facoltà mediatrice.


La Natura che grava

 la Cultura                                                                            dell’Essere

entra in sofferenza con sé e/o con altro da sé.

Lo stesso se l’esalta.


 E’ dolore fisico, il giudizio di male che una Cultura da alla sua Natura. E’ dolore culturale il giudizio di errore che una Cultura da a sé stessa. E’ dolore spirituale il giudizio di male che uno Spirito da alla sua forza.

Se è pur vero che il dolore afferma la sua verità in ogni lingua, altrettanto è vero che la voce della Natura (il Bene in ogni lingua) cura il peso della sofferenza, ricordando che

lo Spirito è medico quando

la temperatura della mente                ha gli stessi gradi del corpo.


In quello che sente della sua forza e della sua potenza ognuno è lo spirito che può. Può diversamente solo gravando

la sua Natura

difficoltando                                     esaltando

la sua Cultura                                  o deprimendo

il suo Spirito

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Neanche Eros gioca a dadi

Sentiamo l’amore secondo Natura. Voce della Natura è la passione. Della passione si può dire che è il dato del cuore: motore della vitalità. Sappiamo l’amore secondo Cultura. Voce della Cultura è il dato della Mente. Della Mente si può dire che è il dato del Sapere: motore della vita. Poiché, quello che è della Natura non può non essere della Cultura, (pena degli stati di dissociazione nella vita) ne consegue che l’amore è comunione fra i dati della vitalità nella Natura (il corpo della vita) e della Cultura: la mente della vita. Dove la corrispondenza fra fra dati è mancante, anche l’amore non può non risultare mancante. Vi è una universale formula di ricerca dell’amore? La direi questa:

passione

 comunione                                       vita             

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

La colpa

La colpa si prova nel dissidio fra conoscenza e coscienza. Sia di quelle apprese perché sentite, che di quelle sentite ma non apprese, coscienza, è il luogo delle emozioni naturali, culturali e delle vitali se danno vita, o non vitali se non danno vita come anche se danno dolore. Ogni qualvolta il bene (Principio della vita della Natura) si separa dal vero (Principio della vita della Cultura) la forza dello Spirito (vitalità della Natura e vita della Cultura) entra in sofferenza. Secondo lo stato della separazione dal bene, la forza della vita (lo Spirito) somatizza il male dato dalla sofferenza derivata dalla separazione. Lo Spirito somatizza il male con la depressione o con l’esaltazione. La depressione indica falsità nella vitalità della Cultura della Natura: il corpo. L’esaltazione indica falsità nella vita della Natura della Cultura: la mente. Il male, dolore naturale e spirituale da errore culturale è mancanza di vita tanto quanto è sofferenza naturale, culturale e spirituale. Mancanza di vita è recessione della sua forza. La recessione della forza dello Spirito segna di vuoto i valori della vitalità della Natura e, corrispondentemente, quella della vita della sua Cultura. Nello stare male per carenza di vita data dal vuoto dei valori nel corpo e nella mente, la Natura (sistema del sapere secondo sentire) comunica alla Cultura (sistema del sentire secondo sapere) il senso della colpa data dal vuoto dei valori conseguenti alla mancanza verso lo Spirito: sistema della vita secondo la sua forza. Nella colpa, il giudizio che la Natura da alla sua Cultura come quello che la Cultura da alla sua Natura consiste nelle emozioni di dolore che essa prova. Sia nella vita propria che fra la propria ed altra, gli stati della colpa da dissidio verso la vita sono corrispondenti agli stati di separazione dal suo Principio: Il bene nella Natura, il vero nella Cultura ed il giusto nello Spirito. Si somatizza la colpa per la mancata corrispondenza fra gli stati del bene nella Natura, del vero della Cultura e del giusto per lo Spirito, o come depressione o come esaltazione. La si avverte nel corpo se ad essere depressa e/o eccitata è la Natura del bene. Nella mente, se ad essere depressa e/o eccitata è la Cultura del vero. Nella vita, se ad essere depressa e/o eccitata è la Cultura del Giusto: lo Spirito. Si distingua il calo della vitalità di origine naturale (variamente motivata) dal calo della vitalità per il dolo (comunque mosso) da errore morale e/o spirituale. La con_fusione fra le due emozioni ha permesso ai tentati da ogni genere di potere di strumentalizzarne l’uso.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima –

Del Dolore e del Lutto

La Cultura della Natura (il corpo) sente dolore tanto quanto la Natura della Cultura (la vita) è ferita. In ragione della corrispondenza fra gli stati, ogni ferita nel corpo (luogo della Natura della vita) diventa ferita nella mente (luogo della Cultura della vita) ed ogni ferita nella mente diventa ferita nel corpo. Ogni ferita nel Corpo della Mente ferisce la forza della vita: lo Spirito. Sentire è il principio della Natura. Sapere è il principio della Cultura. Secondo lo stato della corrispondenza fra il sentire della Natura ed il sapere della Cultura, lo Spirito è il principio della vita che ne corrisponde. Il Bene è il principio della vita della Natura. Il Vero è il principio della vita della Cultura. Lo Spirito, è il principio della vita del Giusto che nel Bene corrisponde al Vero. Nella corrispondenza fra gli stati della vita, ciò che la Natura sente è ciò che essa sa; ciò che la Cultura sa è ciò che essa sente. Ciò che la Natura sente e la sua Cultura sa è vita (forza dello Spirito) per quanto sente e sa. Il dolore, (male naturale e spirituale per l’errore culturale) è, quindi, una mancanza di vitalità e di vita causata da corrispondenze erronee, vuoi del dolente, vuoi subite dal dolente. Lo Spirito è ferito quando la sua forza è depressa o eccitata. Dal dolore nella Natura si origina l’urlo. Dal dolore nella Cultura si origina il pianto. Dal dolore nella forza della vita si origina il lutto.


Come la vita è stato di infiniti stati di forza, così, il lutto, è lo stato di infiniti stati di sofferenza. Il lutto è afflizione naturale, culturale e spirituale della Natura della Cultura della vita, mortificata nel corpo, nella mente e nello Spirito: forza della vitalità della Natura e vita della Cultura. Vi è dolore nella vitalità della Natura quando per propria e/o derivata causa, ad essere mortificato è il suo sentire il bene. Vi è dolore nella vita della Cultura quando per propria e/o derivata causa, ad essere mortificato è il suo sapere il vero. Vi è lutto nella vita quando per propria e/o derivata causa, ad essere mortificata è la forza dello Spirito: vita che riconosce ciò che è giusto perché, nella giustizia, il vero non può corrispondere che con il bene. Da ciò ne consegue che la Natura è via della verità della Cultura della sua vita. La verità è nella tacitazione dei dissidi. Tanto quanto sono conflitti, i dissidi nella vita della verità sono la Cultura dell’errore. Tanto più è considerevole la perdita del bene nella Natura, del vero nella Cultura, e nella forza della vita e tanto più è rilevante lo stato del lutto. Tanto più, ciò che ha provocato il lutto è rilevante e tanto più la ferita allontana dalla vita. Tanto più una vita è lontana dal suo principio (il bene nella Natura, il vero nella Cultura ed il giusto nello Spirito) e tanto più è vicina al male: principio del dolore nella Natura, dell’errore nella Cultura e dell’ingiustizia nella forza della vita. Nel Dolente, la sofferenza separa ciò che è bene dalla sua Natura, ciò che è vero dalla sua Cultura e ciò che è giusto dal suo Spirito.


Secondo lo stato del lutto, una sofferenza può allontanare la forza di una vita anche sino al punto da fermarla. Quanto una sofferenza è tale da prevaricare una vitalità, a decidere di allontanarsi dalla vita, può essere lo stesso Sofferente. In ragione dello stato del patimento, il Sofferente può fermare la corrispondenza di vita o con parti quanto il tutto di sè e/o con parti quanto il tutto che gli è prossimo. Tanto il sofferente è separato da se stesso e dalla vita e tanto il suo lutto è febbre. Come la febbre non è malattia ma indicatore di patologia, così, lo stato del lutto, dice lo stato di separazione dalla vita. Ogni stato di separazione dalla vita ha in se uno stato di morte. Tanto quanto una vita è in lutto e tanto quanto questo stato è soglia di mortalità. La mortalità data dagli stati in lutto, può motivare delle affezioni nel corpo, (luogo della Natura), nella mente, (luogo della Cultura) nella forza della propria vita: luogo dello Spirito. Il lutto nello Spirito (sofferenza nella forza della propria vita) è causa della debolezza dell’essere e dell’esistere. Ciò che discerne sugli stati da porre in vita (comunione d’amore fra i suoi stati) è il giudizio, ma, nel lutto l’arbitrio delira, così, il bisogno di vita leso nel giudizio dal lutto, non può porre in atto che la vita che c’è: comunione con il dolore la dove non trova quella con l’amore. Quando ciò succede, la Persona si allontana dal suo bene anche al punto da avere nel solo dolore il suo punto di riferimento. Il dolore, anche quando fa essere perché comunque fa sentire, comunque non può non essere che uno stato di morte. Non può non esserlo, perché ogni separazione fra bene e bene (fra vita e vita) è dolore; ogni dolore è lutto; ogni lutto è separazione dalla vita ed ogni separazione dalla vita è morte nella vita. La comunione con il dolore, corrispondenza che secondo lo stato di unione può anche diventare amore, è un sentimento verso la morte e/o le cose morte.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima –

Il magistero della vita

ilprincipio


Vita è stato di infiniti stati.

Si origina dalla corrispondenza di forza e di potenza fra tutti ed in tutti i suoi stati. Al principio:

NATURA

neotriangolo

CULTURA                                                                       SPIRITO

La corrispondenza fra stati modifica la loro condizione

ma non maggiora il numero degli stati perché sono principi.

L’unità dell’assoluta Trinità del Principio è permessa dalla mediazione fra i suoi stati. Nel mutevole stato emozionale del suo stato così è per la vita a somiglianza dell’Immagine


Al principio, vita è corrispondenza di forza e di potenza fra i suoi stati, non, somma di forza (sotto l’aspetto naturale) e di potenza (sotto l’aspetto culturale) fra i suoi stati.

La corrispondenza di stati esclude l’addizione degli stati. Ne consegue che il Principio è l’UNO.

neotriangolo

Dove vi è corrispondenza di vita fra stato e stato vi è l’amore indicato dalla comunione naturale e/o culturale e/o spirituale

Dove si cerca di sommare gli stati della vita vi è tentazione di potere. Ogni potere scorpora l’avvinto da potere del suo potere


LA PAROLA E’ L’EMOZIONE DELLA VITA CHE DICE SE’ STESSA

Ammessa al principio una prima, assoluta e sovrana coscienza di sé, quale la prima assoluta e sovrana emozione? Secondo questa “visione”, quella che espresse con verbo e parola la prima, assoluta e sovrana coscienza di sé:

IO

neotriangolo

SONO                                                                  VITA

       Da ciò se ne ricava (direi necessariamente) che il Verbo  era presso il Dio e che il Verbo era Dio.


la parola

La Natura è il luogo del Bene

neotriangolo

La Cultura                                                    Lo Spirito

è il luogo del Vero                                        è il luogo del Giusto

che si origina dalla corrispondenza di vita fra il Bene ed il Vero.


La Natura è la ragione del Bene

neotriangolo

La Cultura                                                        Lo Spirito

   è la ragione del Vero                                          è la ragione del Giusto

Dove vi è corrispondenza di vita fra stato e stato vi è l’amore indicato dalla comunione naturale e/o culturale e/o spirituale.

La corrispondenza di vita fra il Bene, il Vero, e il Giusto esclude l’addizione degli stati.

Al di fuori di un Assoluto non può esserci altro Assoluto


Non essendo principio assoluto (Tre in Uno)

la vita particolare ad immagine dell’universale è trinitario_unitaria.

neotriangolo

La differenza di vita fra lo stato assolutamente unitario del Principio e quello trinitario_unitario del nostro principio, non è dato da una diversa quantità di stati, bensì, dallo stato della corrispondenza fra stati: nella vita principiata dall’Assoluto, non assoluta.


La tensione del Principio verso l’unità è mossa dai suoi principi:

il Bene nella Natura

neotriangolo

il Vero nella Cultura                                 il Giusto nello Spirito.

Come la tensione verso la raggiunta unità nel Principio è mossa dal suo  principio (il Bene) così la tensione verso l’unità del nostro stato è mossa dallo stesso principio: il bene. Tanto più il nostro stato raggiunge l’unitario e tanto più è immagine somigliante al Principio.


Chi è vita in assoluto non può manifestare che il suo assoluto

Un Assoluto è immobile emozione della sua Natura

neotriangolo

immobile                                                       immobile

emozione della sua Cultura                  emozione del suo Spirito

Il Principio della vita è immobile perché è il suo principio (la vita)

ed è mobile perché nell’essere il suo principio attua il suo principio: la vita.


Dove vi è corrispondenza di vita fra stato e stato

vi è l’amore indicato dalla comunione naturale e/o culturale e/o spirituale.

neotriangolo

Essendo la massima comunione fra i suoi stati è il massimo segno dell’Amore


Dove l’amore per la vita ci diventa principio pensiamo secondo il Padre;

dove ci diventa Maestro pensiamo secondo Cristo;

dove ci diventa abbandono nel Padre pensiamo secondo Maometto;

dove ci diventa percorso pensiamo secondo Budda;

dove ci diventa vita pensiamo oltre noi;

dove diventa la nostra vita pensiamo secondo noi, ma, vita, è stato di infiniti stati della corrispondenza fra i suoi stati, quindi, non possiamo non essere anche stato degli stati di quelli che ci hanno indicato la loro verità.


Via della verità è la forza del corpo

neotriangolo

Via della verità                                     Via della verità

è la forza della mente                              è la forza della vita:

lo Spirito.


Poiché la Natura sente quello che la Cultura sa la Natura è via della Cultura.

Poiché la Cultura sa ciò che la Natura sente, la Cultura è via della Natura.

neotriangolo

Poiché forza della Natura che corrisponde con la sua Cultura, lo Spirito è via della vita nella verità secondo la corrispondenza di vita fra forza e potenza.


In tutti e fra tutti gli stati e secondo stati di infiniti stati

 il processo della verità si completa nella trinitario – unitaria corrispondenza fra

ciò che siamo come Natura

neotriangolo

sappiamo come Cultura                      viviamo secondo Spirito


In quanto prima e sovrana, l’immagine della vita al principio è assoluta.

Chi è vita in assoluto non può manifestare che il suo assoluto

Un Assoluto è immobile emozione della sua Natura

neotriangolo

immobile emozione                             immobile emozione

della sua Cultura                                     del suo Spirito

Il Principio della vita è immobile perché ha raggiunto il suo principio (la vita) ed è mobile perché nel raggiungere il suo principio attua il suo principio: la vita. Il Principio, essendo la massima comunione fra i suoi stati, è il massimo segno dell’amore.


Al di fuori di un Assoluto non può esserci altro Assoluto. Non essendo assoluta perché non al principio, la vita a immagine della Vita è trinitario_unitaria. La differenza di vita fra lo stato assolutamente unitario del Principio e quello trinitario_unitario del nostro principio non è data da una diversa quantità di stati, bensì, dalla condizione del rispettivo stato. Lo stato a Somiglianza del Principio assume l’unità tanto quanto pone in comunione la trinità dei suoi stati. Tanto più il nostro stato raggiunge l’unitario e tanto più è immagine somigliante al Principio.


Nell’immagine a somiglianza del Principio la corrispondenza di vita fra i suoi stati origina le diverse condizioni degli stati che a loro volta originano le diverse corrispondenze di forza e di potenza sia nella stessa vita che fra vita e vita:  elevando lo stato della corrispondenza, fra vita e Vita. La corrispondenza di vita fra gli stati modifica la loro condizione ma non maggiora il numero degli stati. Come la tensione verso la raggiunta unità nel Principio è mossa dal suo principio (il Bene) così la tensione verso l’unità del nostro stato è mossa dallo stesso principio: il bene.


L’unità della trinità del Principio è permessa dall’assoluta mediazione fra i principi dei suoi stati

Natura

neotriangolo

Cultura                                                                          Spirito

La mediazione fra gli stati permette il raggiungimento unitario anche nella vita a immagine della Vita.


Datata – 19 Maggio 2021 – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Immagini della Pedagogia

Pedagogia dell’Amore perché l’Amore permette la Comunione e Pedagogia della Comunione perché la Comunione permette l’Amore

Nella Pedagogia dell’Amore e della Comunione

sono figure l’Immagine del Principio della vita e quella a sua Somiglianza

NATURA

neotriangolo

CULTURA                                                              SPIRITO


Per Natura intendo il corpo della vita comunque formato;

per Cultura, il pensiero della vita comunque concepito;

per Spirito, la forza della vita comunque agita.


Se così è in Basso (nella Somiglianza) così non può non essere in Alto:

ne consegue che

NATURA

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CULTURA                                                            SPIRITO

sono stati di principio in ambo le figure.


Per Alto, della vita non intendo lo stato del Principio comunque nominato e/o creduto. Intendo il massimo principio raggiunto dalla nostra capacità di pensiero.


Le corrispondenze

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sono relazioni di interdipendenza fra gli stati delle Figure


Comunione, è l’unitaria corrispondenza fra i trinitari stati di: Natura_Cultura_Spirito personali, sociali e, per elevazione culturale, spirituali. Pertanto, uno stato che corrisponde all’altro è uno stato che ama l’altro perché in comunione con l’altro. Indicando ciò che deve essere posto in comunione per poter essere amore, nel contempo indicano che cos’è l’amare. L’Amore, è il principio (naturale quanto soprannaturale) dell’alleanza che permette la Comunione. L’Amore e la Comunione, quindi, ausiliano la conformazione dell’essere e la conferma dell’esistere secondo il personale Spirito. L’amore origina la vita data dalla corrispondenza fra ciò che è in comunione. Le corrispondenze sono le vie che permettono la comunione che permette l’amore.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Il Dolore . L’Errore . Il Dissidio

Essendo, la vita, una trinitario unitaria corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i suoi stati, il dolore naturale e/o culturale e/o spirituale che impedisce il suo raggiungimento denuncia l’assenza di verità tanto quanto l’impedisce. Tanto quanto la forza della vitalità  naturale e della vita culturale e spirituale non patirà l’errore fra Natura e Cultura, e tanto quanto, l’assenza del dissidio permetterà alla vita umana, sociale e religiosa, di perpetuare i suoi principi senza dolore naturale e spirituale da errore culturale. Ovviamente, neanche per questa strada si giunge a conoscere la Verità.


Si riconoscono, però,  i tre caposaldi della Non_Verità

ERRORE

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DISSIDIO                                                          DOLORE


In ragione dello stato, l’Errore può condurre al corrispondente Dissidio. In ragione dello stato, il Dissidio recato dall’Errore può condurre al Male. Il Male è la massima espressione di chi in piena coscienza avversa i principi del Principio: la vita.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

La Natura è via

Comunque figurata la Natura è il Corpo della vita

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Comunque raggiunta                           Comunque sentito

Cultura è Conoscenza del Vero               Spirito è la Forza della vita

 secondo Natura e la Potenza della vita secondo Cultura.


La Natura è il Corpo del Bene

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la Cultura è il Corpo del Vero                 lo Spirito è il Corpo del Giusto

che si origina dalla corrispondenza di Forza e Potenza fra il Bene ed il Vero


La Natura è il luogo del Bene

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per ciò che prova il Corpo

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conosce la Mente                                      sente lo Spirito,

pertanto, nel vivere

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nel guardar vivere                                 nel guardarsi vivere

per essere secondo Natura

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per capire secondo Cultura               per sentire secondo Spirito

la Natura è Via

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Cultura è Verità                                            Spirito è Vita


In ragione della forza e della potenza della Cultura

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lo Spirito permette alla Natura di attuare i suoi contenuti

La Natura è il Contenitore che ha formato i suoi Contenuti di bene, di vero e di giusto.

La  Natura quanto lede (e/o è lesa) condiziona e/o devia i contenuti di vero della Cultura. La Cultura quando lede (e/o è lesa) condiziona e/o devia i contenuti di bene della Natura. Lo Spirito quando lede ((e/o è leso) condiziona e/o devia la vitalità del bene e la potenza del vero

Il Contenitore e i Contenuti sono integri e alla Persona propri, tanto quanto il Compito di vivere il Bene ed il Vero secondo Spirito, corrisponde al Piacere di vivere il Bene ed il Vero secondo Spirito.


Il Bene nella Natura

neotriangolo

il Vero nella Cultura                                  il Giusto nello Spirito

si ergono dove si annulla il Dissidio per raggiunto Criterio


La Forza dello Spirito è la vita della Natura

neotriangolo

    La Potenza dello Spirito                  Lo Spirito è la Forza

       è la Forza della Cultura                 della vita della Natura

 che corrisponde con la vita della sua Cultura

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Il Dolore e il Male

Il dolore, tesi della violenza e antitesi della giustizia,

è il male naturale

neotriangolo

e spirituale                           da                       errore culturale


Il male è la voce del dolore in tutti i generi di errore

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

Il Paracleto è da quando la vita è

Non baso l’affermazione su conoscenze “teologiche”, bensì, per aver visto la vita a nudo. Comincerò a dirla partendo dal principio. Sarò sintetico. Breve (a torto o a ragione) lo sono stato raramente.


Vita, è stato di infiniti stati. Si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati.

Al principio (e dello stesso Principio)

Natura

Cultura                                                                  Spirito


La Natura è il Corpo della vita comunque formato;

La Cultura è il Corpo della Mente comunque formata;

Lo Spirito è la Forza della vita comunque formata.

La Natura è il luogo del Bene;

La Cultura è il luogo del Vero;

lo Spirito è il luogo del Giusto.


Essendo prima è unica. Essendo unica è sovrana. Essendo unica e sovrana è massima. Pertanto è l’incontestabile unità fra i suoi stati. Essendo non prima, non unica, non sovrana, e non massima, la vita generata da quel principio a sua somiglianza è trinitario_unitaria. In virtù della massima corrispondenza fra i suoi stati, la vita al principio è l’Uno. In quanto Uno è il massimo luogo del Bene. In quanto massimo luogo del Bene, dal suo corpo è escluso ogni dissidio, ogni errore, e ogni male. Naturalmente, si può anche pensare che non sia così. Se così non fosse, però, la vita al principio avrebbe i suoi stati in più condizioni di stato. In un principio, scisso dal suo stato per la presenza di più condizioni di vita, quale la prima, la sovrana, la massima? Ammessa l’ipotesi, quale parte della scissione in un principio può dirsi il Principio? Nessuna, se non ammettendo che al principio non esiste alcun principio. Quello che è inconcepibile per tutte le religioni, è inconcepibile per la ragione che, necessariamente, segue i significati delle parole. Anche per la ragione, quindi, al principio non può non esserci che un solo Principio. Dicevo che la vita al principio è corrispondenza di stati fra ciò che gli è Bene, Vero, e Giusto. Di quelli a sua somiglianza, è così anche nel nostro principio. Sia nel principio del Principio che nel nostro, la corrispondenza fra gli stati è possibile tanto quando nulla li separi, vuoi per contrastante misura di bene, vuoi per contrastante misura di vero, vuoi per contrastante misura di giusto.


Ne consegue, quindi, che l’unità dello stato di vita al principio é permessa dalla massima misura di bene, dalla massima misura di vero, dalla massima misura di giusto. Nella vita a sua somiglianza, invece, il suo stato è trinitario tendente all’unitario che raggiunge secondo infinite ma mutevoli misure dello stato. Oltre non può, non per qualche evangelica e/o biblica condanna, ma solo perché non è e non potrà mai essere il Principio (la Parola) che ha originato la vita. La condizione di somiglianza, invece, ci consente di essere le parole (stati della vita) che originano parole: stati della vita. Il raggiungimento della misura fra stati è permesso, necessariamente, dalla mediazione fra gli stati. La mediazione permette agli stati naturali, culturali e spirituali della vita, di raggiungere l’equità fra gli stati. In virtù della raggiunta equità, la vita della somiglianza procede il suo corso senza dolore naturale, senza errore culturale, senza dissidio spirituale. Ovviamente, lo raggiunge per quanto il suo corpo è, per quanto la sua cultura conosce, per quanto il suo spirito è in pace. Quale fra i tre principianti stati inizia il processo di mediazione? Essendo massima unità fra i suoi stati, il processo di raggiungimento fra i suoi stati è sommamente Paracleto. Ne consegue inconoscibile lo stato sommamente iniziatore. Nel nostro stato, invece, il processo dell’iniziale mediazione si origina dall’emozione prevalente.


Può essere quella di un bene che si sentono gravate da situazioni che non sente giuste perché a suo sentire non vere, e quindi, fonte di dolore che può portare alla depressione e/o esaltazione della vita; può essere quella di un vero che sente il suo bene gravato da situazioni non giuste, e quindi, fonte di dolore che può portare alla depressione e/o esaltazione della vita; può essere quella della giustizia che sente gravata la sua forza (il suo spirito) da situazioni false per il suo bene, e quindi fonte del dolore che può portare alla depressione e/o esaltazione della vita. Il dolore é il male naturale e spirituale da errore culturale. La depressione e l’esaltazione sono le “voci” dello Spirito; della nostra forza. Nella nostra vita, quindi, è Paracleto, tanto quanto la sua presenza ci porta alla Giustizia che ci porta al Bene, che ci porta al Vero. Nell’opera della Vita al principio, invece, è la forza che egualmente opera dagli altri stati egualmente operato. Si può dire, quindi, che al principio (e nello stesso principio) lo Spirito è il mediatore egualmente mediato. Dato al principio quello che è suo, e dato al nostro principio quello che è nostro, Lo Spirito è mediatore mediato anche in noi. Non lo può essere, tanto quanto, “non per orecchio” non l’ascoltiamo.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.

C.F.S. – CRONIC FATIGUE SINDROME

Con Flebile Spirito Che Fatica Sopravvivere


Vita, è lo stato di infiniti stati della trinitario – unitaria corrispondenza fra

Natura

Cultura                                                                       Spirito


Lo Spirito è forza tanto quanto alimenta il Corpo ed è vita tanto quanto alimenta la Mente. La forza dello Spirito non può essere maggiore della conoscenza (o l’opposto) se non ponendo dissidio fra gli stati della vita.

Natura per quello che siamo

 Cultura                                                  Spirito

per quello che sappiamo            per quello che sentiamo.


La Natura è il luogo del Bene

La Cultura è il luogo del Vero      Lo Spirito è il luogo del Giusto

che si origina dalla corrispondenza fra il Bene ed il Vero.


Nel corpo del nostro principio (la Natura) vi sono tre fondamentali emozioni:

DEPRESSIONE

ESALTAZIONE                                          PACE

asepara

Depressione: quando vi è difetto di forza nella vitalità. Esaltazione: quando vi è eccesso di forza nella vitalità. Pace: quando vi è corrispondente incontro fra vitalità e conoscenza.

Come la vita, anche questi stati di forza sono infiniti stati, così nessuno è depresso in assoluto, esaltato in assoluto, pacifico in assoluto. La Persona è, quello che di prevalenza è, perché la corrispondenza di vita fra gli stati non fissa nessuno al dato stato.


Del nostro stato di pace si può dire che è l’omeostasi spirituale della vita.

Raggiungiamo quella condizione di forza, tanto quanto sappiamo estirpare i dissidi

dal nostro Corpo

 dalla nostra Mente                     e                      dal nostro Spirito


Per raggiungere la pace, (segno di verità perché assenza del dissidio), lo Spirito mediatore da’ al Corpo e alla Mente la stessa misura di vita:

1 per la Natura

 1 per la Cultura                  e                  1 per lo Spirito

Uno per la Natura, Uno per la Cultura,  ed Uno per lo Spirito sono Uno della vita, perché, vita, (bene per la Natura e vero per la Cultura per poter essere giusta allo Spirito), è unità fra gli stati, non, somma dei suoi stati. Una vita è somma tanto quanto è trinitario – unitaria. Con altre parole: sé stessa.


Vi è dell’errore nella verità, e/o del male nel bene, e/o della carenza di forza nella vita, tanto quanto la trinitaria misura degli stati non permette l’unità. Ciò è dovuto a tre fondamentali errori: sbagliamo, quando ciò che siamo, (Natura) non tiene conto di ciò che sappiamo: Cultura. Sbagliamo, quando ciò che sappiamo, (Cultura), non tiene conto di ciò che siamo: Natura. Sbagliamo, quando ciò che siamo e sappiamo non tiene conto di quanto sentiamo: Spirito.


Il raggiungimento dell’unità fra gli stati implica il ricorso alla mediazione. Uno Spirito non mediatore rischia di dare agli stati della vita della diversa forza, ad esempio:

3 alla Natura

 1 alla Cultura                                e                               8 per lo Spirito

Nel caso in ipotesi, è vero che lo Spirito esalta il corpo, ma è anche vero che lo fa a scapito della mente.


Vi è chi cura questa dissociazione compensando la Natura, o la Cultura, o lo Spirito, (e, quindi, la vita), di maggior forza. Ad esempio:

+ 5 per la Natura

 + 7 per la Cultura                                                 + 8 per lo Spirito

Nella misure di stato in esempio, si può riconoscere la vita di un atleta per quanto riguarda la maggiorata forza data al corpo; di uno studioso per la maggiorata forza data alla conoscenza; di un artista, o di un politico, o di un religioso per la maggiorata forza data allo Spirito. Tale ricchezza di spirito, però, è a termine per l’inevitabile declino dello stato che la motiva, (la Cultura o lo Spirito), e/o lo supporta: la Natura. Affrontare quel declino è affrontare un lutto. Nel contesto del discorso, per lutto intendo la remissione della vanità e/o della forza aggiunta per ambizioni di potenza.


Di per sé, lo Spirito non è tanto e né poco: lo Spirito è forza. Ciò che la rende tanta o poca, (con altro dire, esaltata o depressa), è l’erronea corrispondenza con gli altri due stati. In ragione dell’equa corrispondenza la Natura conforma e conferma la vita della Cultura. La Cultura conforma e conferma la vita della Natura. Lo Spirito conforma e conferma la vita della Natura e della Cultura. L’equa interdipendenza fra gli stati, conforma e conferma la reciproca mediazione. Nella reciproca mediazione, ogni stato è il mediato mediatore della vita del corrispondente stato. Con altro dire, Paracleto del Paracleto.


Cosa ci dice che lo Spirito manca di mediazione? Ce lo dice l’errore. Chi ci dice quando vi è errore? Dove ancora non lo sa la Mente o lo Spirito è incerto, con sicurezza lo dice il dolore.

Il dolore, è il male naturale e spirituale da errore culturale.

Il dolore afferma questa verità in ogni lingua, ma, la voce della Natura media il peso della forza di quella universale “cultura”, dicendo:

lo Spirito è medico, tanto quanto,

la temperatura della mente             ha gli stessi gradi del corpo.

Datata – Settembre 2021 – Versione ultima? Alla data, si.