La Drita: consigliera preferita.

Gavìo problemi co’ la tosa o col toso? Col marìo o co’ la mojer o coi fiori? Co’ la suocera o col suocero? Col vecio o cola vecia? Col can o col paron? Par farvela corta e par dirvela tuta, l’è qua

LA DRITA: CONSIGLIERA PREFERITA.

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ladritaQuando i ma’ dito chel me linguaggio rappresenta na’ rassa so’ deventa bianca come na strassa! E, adesso?! Cossa fasso?! Podarò ancora sbatermene el casso se mi dicono errore!! quando scrivo col quore?!

LETTERE

La Drita (personaggio in età e di fantasia) l’è na piassarota. Si dicevano  “piassarote” le venditrici di frutta e verdura nella Piazza delle Erbe di Verona. Da buone popolane, tenutarie di saggezza oltre che di banco. Se è vero che per “tenutarie” si intendevano le maitresse delle Case chiuse, detti anche casini, non di meno si può anche dire “tenutaria” chi è “maitresse” di disordini e/o confusioni mentali, domiciliari e di vita, che in veneto si conglobano, appunto, nel termine di casino/i. E’ una donna colta, se per incolta intendiamo chi, dalle sue esperienze, non trae vita e neanche magistero. Comunque stiano e/o si intendano le cose, anche la Drita (consigliera preferita) è della stessa idea dell’autore:

convivere è necessario. Condividere, non necessariamente.